Vasco Bendini
di // pubblicato il 17 Marzo, 2007
Dobbiamo incredibilmente a un privato, esattamente a ?Frittelli Arte Contemporanea? di Firenze, la rassegna antologica, di uno dei protagonisti dell'arte italiana: Vasco Bendini. La mostra, curata da Maurizio Calvesi, attraversa l?intero percorso pittorico dell'artista e parte proprio dalle prime opere informali (dove si avverte indirettamente l'influenza dei suoi maestri Guidi e Morandi), palesando originalità già dagli anni Cinquanta, e arriva ai giorni nostri con superfici pittoriche di grandi dimensioni, di ampie stesure cromatiche, che coinvolgono lo spettatore e lo stimolano sia sul piano sensorialmente percettivo che su quello immaginativo, poetico e razionalmente etico.
A 84 anni splendidamente portati, il Maestro, può permettersi di esordire alla vernice con: ?Scusate la presunzione, ma so parlare con le opere: adesso tocca a voi arrangiarvi (..) di fronte a tante persone che fingono di essere interessate ai miei quadri!?. Anche perché, come ci aveva detto precedentemente: ?Ho avuto la forza o, forse, la fortuna di non cedere a nessun patteggiamento ricattatorio. Ho cominciato a rispondere a tutte le mie esigenze più segrete, sapendo di dover rinunciare a vantaggi economici. Forse molti ridono di ciò, e forse molti dubitano, ma io credo che se si vuole essere liberi in un contesto sociale, e imparare a coesistere con il diverso, non si può fare altro che assumere un comportamento simile? mentre, parlando del colloquio che si apre fra il fruitore e l'opera, Bendini afferma: ?La volontà di interagire dell'artista dovrebbe essere assunta come comportamento abituale da parte dei fruitori. Solo allora le cose cambierebbero. Si evita di sapere dall'altro come interpretare l'oggetto d'arte. Si apre il dialogo, ci si misura, ci si raffronta, ci si consulta sul significato dell'opera?.
Carlo Frittelli (a cui siamo grati per questo straordinario incontro ravvicinato) ci spiega:
?C?è qualcosa in Vasco Bendini che lo rende diverso ed è la freschezza della sua ?giovinezza? che non lo ha mai abbandonato. Egli vive con il mondo, ci gioca, lo irride, dialoga con chiunque gli stia vicino o lontano e i suoi pensieri sono rivolti all?oggi, non al domani, non al passato. I suoi lavori, da sempre, esprimono concetti chiari, indagando dentro e fuori la natura visibile. Ed è proprio attraverso questa analisi a rendere ?visibile l?invisibile?. Da sempre, coerentemente, Bendini vive in sincronia con l?uomo e con la natura, ma attenzione, non in sintonia, non si sente d?accordo, cerca un tempo dove ognuno possa guardarsi dentro, con la capacità di cogliere quel susseguirsi di eventi in continuo rapporto tra loro in una successione di istanti che rendono le sue opere e le sue performance un momento di forte e serena riflessione. C?è sempre una ?domanda? nel lavoro di Vasco Bendini: ?camminiamo per raggiungere un traguardo infinito?'. Pensa e vive da contemporaneo pronto a cogliere quelle pulsioni e quelle emozioni attraverso un sincronismo uomo-natura che ne esalta il contenuto visivo con quello segnino. Bendini è artista che vive di reciproca condivisione in quel mondo silenzioso, fatto di piccoli e impercettibili segni e che la sua forza interiore trasforma in pura energia. La materia si agita e diventa magma, sbatte contro le pareti di tela, attraversa il tempo, evolve e si frantuma?.
Il curatore, Maurizio Calvesi: ?Vasco Bendini non ha mai smarrito il proprio sentiero. Già, lo ha sempre portato dentro di sé. Agli inizi era agevole, ripercorrendolo da presso, depositarvi le proprie pietruzze di chiosa, poi i margini si sono via via affollati. Quando cominciavo a scrivere su Vasco, la bibliografia che lo riguardasse era di qualche cataloghino di mostra e qualche ritaglio di giornale, oggi è cresciuta a dismisura, toccando più di centinaia di voci, e fino alle assiepate pagine della accuratissima monografia sul pittore di Edoardo Piersensini. Solo dopo una certa data, infatti, relativamente recente, l?eccezionale statura di Vasco Bendini è stata riconosciuta per tale, soprattutto dai critici delle nuove generazioni che sono subentrate alla mia e alle precedenti. Grazie alla pur lenta giustizia del tempo abbiamo visto così dissolversi quelle perplessità che si erano invece manifestate almeno nei primi due decenni dell?attività di Bendini (quando, ad esempio, sul suo nome glissarono i registi dell?Arte Povera, di cui era stato un originale precursore): perplessità che tuttavia torna utile richiamare alla memoria anche perché, in realtà, furono proprio un segno della sua originalità e della sua non corrivamente né comunque facilmente attingibile profondità; e furono una conseguenza, appunto, del suo severo isolamento in se stesso dell?artista: ma isolamento prodotto dal rigore delle scelte mai concessive o compromissorie, e non certo dalla sua, sempre cordiale e aperta disponibilità. Dunque, ormai, una straripante bibliografia. Leggere tutto (o rileggere, dove si è già letto) non è quasi possibile, e tanto meno tenere a mente, anche tra i brani riportati, quelli che leggendo ci appaiono degni di citazione (..) Già questo significa che eravamo dalla parte della ragione, quei pochissimi di noi che, negli anni Cinquanta, avevano segnalato il Bendini uno dei maestri più alti nella qualità e densi nel messaggio che la (allora) nuova generazione avesse prodotto. (Che cosa avevano visto, in quella pur folgorante stagione, i grandi e piccoli, presunti detentori dell? ?occhio?, i soli autentici - a sentir loro ? storici dell?arte, i conoscitori dall? ?occhio infallibile?? Ma poi, questo interrogativo varrebbe tanto per Bendini come per altri grandi del XX secolo!) ?.
Fino al 31 marzo, un?esperienza irrinunciabile dove potrete vivere anche l?esperienza personale della Cabina Solare del 1967, una cabina in legno in cui sarete accolti da un disco cronometrico che si illumina a settori ed è invaso dall'odore di cera e resina liberato per effetto di tautologiche scritte al neon (opera già ascrivibile all'area oggettuale-comportamentale). Per ulteriori informazioni www.frittelli.arte.it Tutta l?opera è raccolta in uno splendido volume ?Vasco Bendini. Opere 1950 ? 2006?, edizioni Spaziotempo-Carlo Cambi , 216 pagine, 150 ill. dove, all?ultima pagina si legge: ?Finito di stampare senza aver visto l?inverno arrivare il 9 febbraio 2007?
(pubblicato febbraio 2007 e riportato sul blog in data odierna)