Vasari visto da vicino

di Elena Pratesi // pubblicato il 13 Marzo, 2008

Preludio delle celebrazioni per il cinquecentenario della nascita di Giorgio Vasari, in occasione del Convegno Internazionale “L’ingegno e la mano. Restaurare il mai restaurato”, la Soprintendenza per i beni architettonici e per il paesaggio per il patrimonio artistico storico, in collaborazione con la Provincia di Arezzo, organizza la mostra “Vasari visto da vicino. Le tavole laterali della Pala Albergotti” al Museo d’Arte Medievale e Moderna dal 28 marzo al 13 aprile 2008, potendo così avvicinare l'opera realizzata nel 1567, conservata nella Badia delle Sante Flora e Lucilla ad Arezzo e poco conosciuta dal grande pubblico.

A suggerire l’opportunità di un confronto internazionale, prima di procedere al restauro, sono stati i risultati delle indagini diagnostiche effettuate sull'opera da cui emerge che la Pala è una tra quelle meno indagate del Maestro.
Sembrerebbe non essere mai stata sfiorata da alcun tipo di restauro, una rara caratteristica divenuta opportunità di conoscenza, confronto e condivisione per la comunità scientifica della conservazione attraverso il convegno di Arezzo dal 28 al 30 marzo.
In quei tre giorni, operatori e addetti ai lavori di tutto il mondo riferiranno le singole esperienze di restauro, discutendo problematiche, tecniche e  materiali più opportuni.

L’opera é un olio su tavola di cinque metri per quattro, con una cornice monumentale intagliata, dorata e dipinta (coomposta da una grande tavola che raffigura l'Assunzione e l'Incoronazione della Vergine e due tavole laterali con i Santi Donato e Francesco e otto tavolette poligonali della centina che raffigurano le Sante) fu eseguita dal Vasari per il fiorentino Filippo Salviati.

In seguito fu acquistata per duecento scudi dal giurista aretino Nerozzo Albergotti per la sua cappella di famiglia nella Pieve di Santa Maria ad Arezzo, dove vi rimase fino al 1865, quando venne spostata in Badia durante il radicale restauro della Pieve.

La tavola centrale, che si trova nel cantiere allestito appositamente all’interno della Badia delle sante Flora e Lucilla, sarà visibile per piccoli gruppi guidati durante il convegno, mentre le due tavole laterali con i santi Donato e Francesco e le otto tavolette poligonali saranno oggetto della mostra Vasari visto da vicino che sarà inaugurata in occasione dell’apertura del convegno il 28 marzo.

L'esposizione prvede anche i dipinti di un artista contemporaneao, Giuseppe Ricetti, con “Omaggio al Vasari” formato da ritratti di artisti ispirati a “Le Vite” del Maestro.
Nel personale ambito operativo, Giuseppe Ricetti adotta da anni la raffigurazione di ritratti dei maggiori protagonisti della storia dell’arte, realizzando per l’occasione un dipinto con il volto della regina Ester (dal noto dipinto Le nozze di Ester e Assuero) che sarà collocato accanto all’originale nel salone al primo piano del Museo.

 

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