Universale: un cinema che ha fatto epoca
di - pubblicato il 13 Novembre, 2008 in Cinema
“...è veramente uno di quei casi in cui una storia si trasforma in una leggenda metropolitana e la realtà supera la fantasia: sarebbe impensabile oggi entrare in un cinema, magari in un multiplex, fare cose del genere ed essere accolti da un applauso..” (Federico Micali)
Ieri sera uscendo dal Teatro Verdi subito dopo aver assistito alla anteprima del film documentario “Cinema Universale d'essai”, ultima opera del promettente regista fiorentino Federico Micali, sono stato assalito da un strano sentimento di nostalgia.
Strano perché, io, fiorentino (d'adozione) nato agli inizi degli anni '70, in verità la stagione del cinema Universale non l'ho vissuta o comunque l'ho appena sfiorata nell'ultimo decadente periodo.
Eppure immergersi nei racconti e nei celebri aneddoti di coloro che per anni hanno frequentato la storica sala di San Frediano e che rappresentano in fondo la memoria storica della città, mi ha fatto in qualche modo sentire parte di quella realtà irripetibile.
Il film di Federico Micali, infatti, ripercorrendo le vicende del Cinema Universale ha di fatto ricostruito almeno tre decenni di storia politica, sociale e culturale di Firenze e rappresenta una lucida e per alcuni tratti, amara testimonianza del profondo e radicale cambiamento del tessuto della nostra società.
Dal racconto dei suoi più assidui frequentatori e di chi per tanti anni ci ha lavorato, si comprende che l'Universale è stata molto più di una semplice sala cinematografica.
E' senz'altro vero che ha contribuito a divulgare ed a far appassionare al cinema d'autore (d'essai appunto) molti fiorentini e non solo studenti e intellettuali, che partecipano attivamente anche alla programmazione degli spettacoli.
Ma l'Universale ha rappresentato soprattutto un luogo di incontro e di socializzazione dove la proiezione del film il più delle volte, diventava una partitura su cui improvvisare collettivamente, interagendo con battute, facendolo diventare proprio e rispecchiava i sogni di intere generazioni che si succedevano sulle stesse poltroncine di legno.
L'Universale era un spazio aperto, la piazza di incontro per le persone più singolari, la riserva dove sfogare quel malessere esistenziale a cui nessuno sapeva dare un nome” - spiega Matteo Poggi autore del libro Breve storia del Cinema Universale da cui la pellicola è stata liberamente tratta.
Quindi concedete anche a noi, che l'epoca dell'Universale non l'abbiamo vissuta, di provare un po' di malinconia nel vedere che quel che resta oggi di quella sala che ha fatto la storia della città, è soltanto il nome sull'insegna della fermata dell'autobus.
Ma forse ha ragione una della tante persone intervistate nel film, quando dice che non è un caso se la chiusura della sala è avvenuta proprio nel 1989, l'anno del crollo del Muro di Berlino
... Cinema Universale d'essai ha inaugurato la programmazione del Festival dei Popoli che proseguirà poi dal 14 al 21 novembre al Cinema Oden, all'interno della “50 giorni di cinema internazionale a Firenze”