Una nuova visione dell’arte. La collezione Cardazzo al Guggenheim di Venezia

di Ellegi // pubblicato il 04 Dicembre, 2008

Sessanta anni fa arrivava sul Canal Grande la nota collezionista d’arte Peggy Guggenheim e quasi allo stesso tempo nasceva la sua intesa artistica e intellettuale con il veneziano Carlo Cardazzo, anche lui collezionista d’arte, mecenate, editore, di cui proprio questo anno ricorrono i cento anni dalla nascita.

Un sodalizio fra due personaggi significativi per la cultura e il collezionismo del dopoguerra e proprio in occasione di questo doppio anniversario il Museo Guggenheim di Venezia ospiterà fino al 9 febbraio “Carlo Cardazzo.Una nuova visone dell’arte”, la prima mostra interamente dedicata al suo modo di intendere e promuover l’arte attraverso le sue gallerie, grazie a innovative strategie culturali.

Nato a Venezia nel 1908 figlio inizia la sua attività di collezionista acquistando opere dei principali artisti dell’avanguardia italiana nel 1928 nell’arco degli anni la sua collezione diventa una delle più importanti raccolte di arte contemporanea con opere di De Chirico, Modigliani, Sironi e altri maestri del XX secolo.

Nel 1942 in collaborazione con l’architetto Carlo Scarpa, apre la Galleria del Cavallino in Riva degli Schiavoni dove le prime mostre sono dedicate ai maestri del Novecento Italiano: Balla, Boccioni, Campigli, Carrà, De Chirico, De Pisis, Morandi, Scipione, Severini, Sironi. Quattro anni dopo, nel ’46, è la volta della Galleria il Naviglio aperta nel centro di Milano, capendo in anticipo l’importanza che avrebbe avuto una grande città industriale nel panorama dell’arte moderna in Italia. La galleria diventerà la sede ufficiale dello Spazialismo movimento storicamente legato a lui e al Luciano Fontana che nel ’49, appena rientrato in Italia dall’Argentina, vi espose Ambiente spaziale e Luce nera.

Nel frattempo nel 1934 in pieno clima culturale segnato dalle scelte del regime, aveva intrapreso l’avventura editoriale, fondando le Edizioni del Cavallino che presenteranno per la prima volta tradotti in italiano testi di Mallarmé, Jarry, Joyce, Cocteau e di altri importanti poeti e scrittori stranieri nel tempo dedicandosi anche alla stampa.

Intanto grazie ai contatti e agli scambi di opinioni il collezionista veneziano introduce Peggy Guggenheim alla scoperta di importanti opere e artisti che entreranno a far parte della sua collezione. Nel 1950 la Guggenheim, con grande scandalo per l’epoca, organizza a Venezia la prima esposizione di Jackson Pollock , replicata dopo pochi mesi da Cardazzo nella galleria milanese del Naviglio.

E ancora mostre, scoperte e contatti con i nuovi movimenti artistici, gallerie e singoli artisti per tutta una vita ricchissima e infaticabile.Alla sua morte avvenuta improvvisamente a Pavia nel 1965 le opere appartenute al mecenate sono state in pare conservate dagli eredi e in parte venduti ad altri collezionisti.



La mostra curata da Luca Massimo Barbero dopo due anni di analisi e ricerca raccoglie i capolavori appartenuti a Cardazzo e consente di ricollocare il collezionista nella giusta dimensione storico-critica offrendo attraverso capolavori, documenti,oggetti , pubblicazioni e manoscritti un più ricco e articolato ritratto del collezionista.

Il catalogo pubblicato da Electa, oltre ad essere il primo vero strumento di approfondimento e studio del poliedrico lavoro di Cardazzo, rappresenta una vera miniera di documenti, foto, saggi di studiosi e critici di arte.

Una occasione per scoprire le luci e le atmosfere di una Venezia silenziosa e invernale fra calli e canali insieme a una visita, sempre entusiasmante, della Collezione Guggenheim e dei bellissimi spazi e viste sul Canal Grande che offre Palazzo Venier.

Una piccola delizia in più aspetta fino al 6 dicembre i visitatori della Collezione. In un trionfo di charmeuse, chiffon macramé e inserti perlier originali anni '20 è esposto nei saloni della galleria, l’abito realizzato per il recital “Un mare di angeli” interpretato dalla soprano Myrtò Papatanasiu al Teatro Goldoni di Venezia.

Una preziosa creazione disegnata da Alda Fendi e realizzata dalla sartoria Fanari con forme che ricordano i costumi che Fortunato Depero disegnava per i Ballets Russes di Sergej Diagilev e ispirata anche Paul Poiret e Vera Stravinskij, le cui creazioni furono indossate da Peggy Guggenheim e immortalate nel 1923 da Man Ray in una serie di celebri foto.


Fino al 9 febbraio 2009

 

Dettagli

Didascalie immagini in ordine di pubblicazione

  • Carlo Cardazzo a Palazzo Pisani fra le opere della sua collezione,
    Venezia, 1950 ca. (alla sua destra riconoscibile il quadro di Amedeo
    Modigliani, Ritratto della signora Menier, 1918, mentre alla sua
    sinistra I lottatori di Giorgio de Chirico, 1927.
    © Archivio CameraphotoEpoche di Vittorio Pavan Cardazzo
  • Carlo Cardazzo con Cavallo (Il cavallino) di Marino Marini,
    del 1939, a Palazzo Pisani, 1950 ca.
    © Archivio CameraphotoEpoche di Vittorio Pavan Cardazzo
    - Peggy Guggenheim e Carlo Cardazzo all'inaugurazione
    della personale di Buffie Johnson alla Galleria del Cavallino,
    Venezia, 16 agosto 1948. Fondazione Solomon R. Guggenheim.
    Photo Archivio CameraphotoEpoche.
    Donazione, Cassa di Risparmio di Venezia, 2005
  • Bozzetto Alda Fendi