Un viaggio nel dolce Mugello

di Elisabetta Venturi - pubblicato il 02 Dicembre, 2008 in Libri e pubblicazioni

I ricordi dell’infanzia sono sempre associati ad immagini, sensazioni, sapori, ma anche a profumi, che spesso ci ritroviamo a ricercare nella quotidianità, alle volte anche insistentemente, perché ci riconducano ad un tempo felice e spensierato.

Così come il ricordo delle stagioni. Non si aspetta forse la primavera per sentire nell’aria l’odore dei fiori, dell’erba tagliata, in autunno quello delle foglie secche, ed in estate quello del fieno?. Di inverno io mi aspetto sempre di poter odorare quello delle castagne arrostite!, e con loro di assaggiare “il castagnaccio”.

Con l’arrivo del freddo si fa impellente il bisogno di zuccheri, di dolci (e non solo di inverno, ma questa è una mia personale opinione!). A soddisfare questa necessità ci può aiutare la guida realizzata dall’Ufficio del Turismo della Comunità Montana del Mugello “Un viaggio nel dolce Mugello. Le tradizioni dolciarie, i luoghi golosi: pasticcerie e forni, le ricette rivisitate dallo chef Luigi Incrocci.”



La guida si ripropone un viaggio nelle “dolci” tradizioni culinarie della terra mugellana, che, situata a cavallo tra la cultura romagnola e quella fiorentina, ne ha subito sia le influenze che il fascino. Un’arte culinaria che parte da molto lontano, fin dal Medioevo, e che si è tramandata verbalmente di madre in figlia. Nel corso degli anni è stata arricchita di raffinatezze e golosità, (tante provenienti dalla corte dei Medici, dove si sono succeduti cuochi di tutto il mondo) ma sempre senza abbandonare la tradizione toscana, fatta di una cucina povera, con ingredienti essenziali e profondamente legati ai prodotti del territorio, così come alle tradizioni religiose.

La guida ci accompagna di fronte alle vetrine di pasticcerie e forni, (vi sono anche gli indirizzi, così come alcune ricette di Luigi Incrocci, cuoco di fama internazionale) in un virtuale percorso ( ma che credo sarebbe meglio fare realmente!) tra i sentieri del Mugello, a Vicchio come a Borgo San Lorenzo, per poi passare per Scarperia, diretti a Barberino del Mugello. Salire poi sull’alto Mugello, di fronte a nuove vetrine, sempre con l’acquolina in bocca, a Firenzuola, Palazzuolo sul Senio e Marradi.

Bellissimi percorsi da fare a piedi, come in bicicletta, o perché no a cavallo, e poi fermarsi a gustare una crostata di ricotta, il latte alla portoghese, le frittelle di mele e di riso, ma l’elenco sarebbe infinito. Si fanno tanti viaggi nella vita, alle volte lunghi e faticosi, che qualche volta hanno lasciato anche un sapore amaro in bocca. Questo credo di no!

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