Un sogno abitato: le storie di Possenti dipinte per Dino Campana
di - pubblicato il 05 Luglio, 2007 in Mostre
A settentacinque anni dalla scormparsa di Dino Campana,
nella Sala d’Arme di Palazzo Vecchio,
Antonio Possenti gli dedica un viaggio creativo costruito intorno alla sua poetica dove, le
quarantacinque
opere traducono quel linguaggio in una espressione ancora più lirica, visionaria, realistica e al tempo stesso fantastica.
Lo stesso Possenti, defindendo “transfert” , le passioni letterarie e amorose, nei viaggi, nei miti, nelle violente critiche al sistema culturale, nella vena di follia che ha attraversato tutta la breve vita del poeta (traducendole in opere pittoriche piene di spunti narrativi autonomi, intuizioni sorprendenti, riferimenti chiari ma che conservano intatto l’enigma), dice: “Mi sono nutrito, e continuo a farlo, di letteratura, sono stato, soprattutto in passato, un lettore tanto accanito quanto disordinato, non avendo avuto argomenti di particolare preferenza. Il libro, del resto, mi ha dato modo di esercitare una tendenza istintiva: l’abbandono alla fantasia. Campana in questo è stato uno dei miei numi tutelari.”
La rivisitazione iconografica, riporta alla leggendaria parabola esistenziale di Campana, tocca gli episodi più significativi: l’adolescenza inquieta a Marradi segnata dal rapporto morboso con la madre; le prime fughe verso Milano, Genova, il Canton Ticino, la Francia, e la partenza tanto sognata per il Nuovo Mondo, l’Argentina, Buenos Aires e la Pampa; la Firenze ostile che lo tiene a distanza dai suoi cenacoli culturali; Soffici e Papini che smarriscono l’unica copia del manoscritto Il più lungo giorno, e lu lo riscrive in poco tempo, e anche meglio, fino a pubblicarlo a proprie spese con il nuovo titolo, Canti orfici; la tormentata e passionale relazione con Sibilla Aleramo; il lungo pellegrinaggio verso la Verna; l‘internamento nei vari manicomi fino alla reclusione definitiva in quello di Castelpulci.
I temi s’intrecciano (sonno e veglia, la notte e il viaggio, il bestiario, tanto da scoprire più d’una analogia biografica, culturale e sentimentale tra Campana e Possenti), i miti campaniani diventano, per l’artista lucchese, pretesti di racconto, di pittura, di vere e proprie escursioni fantastiche: rivivono, così, le città portuali, le enormi prostitute, la schiava adolescente che ha fatto palpitare più d’una generazione.
E l’estrema deriva del manicomio. La varietà dei temi, la fantasia che li alimenta, il riflesso analitico che li accompagna hanno in sè una caratteristica originale: il diletto e la meraviglia del loro autore. Un diletto riconducibile, come scrive Giovanni Faccenda, piuttosto al gesto creativo, perché la gioia e l’aria felice che qualcuno ha osservato nel lavoro di Possenti, se esiste, è solo in superficie, ed ingannevole è, in questo senso, la vocazione all’uso colore.
Scendendo in profondità prende forma e sostanza semmai una fiaba triste, densa di riflessioni che riguardano anche il nostro quotidiano, distillato, attraverso suggestive citazioni che subito ci riportano alla storia di Campana. Una storia straordinaria che Possenti è riuscito a raccontare con il suo personalissimo alfabeto di colori, secondo uno schema che, negli ultimi anni, ha accolto al suo interno sfumature divisioniste, tali da impreziosire un impianto cromatico che già si distingueva per le sue effervescenze.
Resta, comunque, la singolare costruzione specifica di ogni parte del dipinto, la nascita e la maturità di figure, oggetti ed animali, che prendono improvvisamente corpo dalla prima stesura, e poi si inseriscono, come teatranti guidati dal loro regista, in un canovaccio di natura atipica.
La nuova esperienza di Possenti dimostra, ancora una volta, come l'incontro con poeti e scrittori sia un punto essenziale nel suo percorso artistico(da Arthur Rimbaud. Occasioni e suggestioni, Sala delle Reali Poste, Firenze 1999, a Lo zoo dell'anima, Gli Animali nella poesia di Giovanni Pascoli, nella foresteria di Casa Pascoli a Castelvecchio Pascoli nel 2005, a Bestie. Antonio Possenti, Federico Tozzi. Sessantanove dipinti per sessantanove racconti, Magazzini del Sale, Siena, 2006).
Questa mostra, accompagnata dal catalogo edito da Vallecchi, nasce in relazione al Premio Letterario “Dino Campana” del prossimo ottobre a Marradi e segnalo anche la colonna sonora, il nuovo lavoro del duo acustico Secondamarea, che hanno " musicato" alcune poesie di Campana e composto brani ispirati alla sua vita e alla sua opera, il tutto in un album che contiene 16 tracce, dal titolo Chimera - Concerto per Dino Campana diffuso in Sala d’Arme per tutta la durata della mostra.
L'esposizione sarà visitabile gratuitamente fino al 29 luglio con orario 10 - 19 ingresso libero.
Com’è piccolo il mondo
e leggero nelle tue mani!
(Dino Campana)