Tutto il mondo a Palazzo Vecchio
di // pubblicato il 17 Febbraio, 2007
Questa volta lo spunto (dopo le giornate di studio dei prossimi 19 e 20 ottobre a cui parteciperanno ricercatori e studiosi di diversi ambiti disciplinari per proporre all?attenzione dei cultori della materia, ma anche agli appassionati della storia di Firenze, una prima occasione di confronto e verifica sugli stadi di avanzamento di una ricerca pluridisciplinare che, ripartendo dai fondamentali studi sul collezionismo mediceo degli anni ?80, pone al centro dell?attenzione Palazzo Vecchio, un monumento-documento di straordinario valore artistico, storico e scientifico) prende in esame, il giorno il 21 ottobre, ?Tutto il mondo a Palazzo Vecchio? un programma che, applicando la concezione di museo affermata dal Consiglio Internazionale dei Musei (per la quale la missione dei musei è quella di conservare, studiare, comunicare e dilettare il pubblico), vuole offrire un modo diverso di autentico divertimento a bambini, ragazzi e adulti, attraverso visite guidate, laboratori, animazioni, incontri e un concerto serale di musiche del XVI e XVII secolo, frutto delle contaminazioni del ? vecchio? e ?nuovo? mondo.
Articolata secondo le diverse fasce di età, la prima visita, "Favola del primo viaggio intorno al mondo" è dedicata ai più piccoli. Si tratta della proiezione di un film in computer grafica che, animando le ombre della nave ammiraglia della flotta spagnola e di una piroga delle isole Filippine, racconta l'epopea di Ferdinando Magellano, l'ammiraglio che per primo ha scoperto il passaggio fra gli oceani Atlantico e Pacifico. L'animazione prende le mosse dalla Sala delle Carte geografiche e vi si conclude dopo la proiezione del filmato. La proiezione del filmato è prevista alle 11, alle 15,30 e alle 17.
Per i bambini un po? più grandi, alle 11,30 e 15,30 verrà organizzato il "Laboratorio Geografie Contemporanee" produzione del dipartimento educazione del Castello di Rivoli Museo d'Arte Contemporanea realizzato con l'associazione Museo dei Ragazzi di Firenze. Il Laboratorio consiste in una grande azione di pittura collettiva finalizzata alla realizzazione di inusuali carte geografiche, dove le terre saranno caratterizzate da una monocromia assoluta, mentre i mari - luogo della confluenza, dello scambio e delle contaminazioni - saranno saturati con i diversi colori, organizzati da linee di espansione.
Per i più grandi sono previste, alle 11, 12,30, 15 e 16,30, le "Visite guidate ai passaggi segreti della Guardaroba medicea".
Sono inoltre previste, alle 11,30 e alle 15 le "Visite guidate con approfondimenti multimediali alle Vedute di Firenze e di Toscana sulle pareti di Palazzo Vecchio e alle 10, 12, 15,30 proprio le "Visite guidate alle meraviglie de La Sala delle Carte geografiche".
L'ingresso a tutti i ?percorsi è gratuito, ma ?obbligatoria la prenotazione.
Promossa dal Comune di Firenze, Assessorato alla Cultura e alla Pubblica Istruzione e curata da Paola Pacetti, direttore del Museo dei Ragazzi che, gentilmente, ci spiega i passaggi segreti della Guardaroba medicea di Palazzo Vecchio: ?La straordinaria Sala delle Carte geografiche di Palazzo Vecchio che oggi ci restituisce, in una sola stanza, l?immagine di tutto il mondo conosciuto nella seconda metà del XVI secolo, nell?epoca in cui fu realizzata era soprattutto una delle più importanti Sale della Guardaroba medicea, l?insieme degli spazi nei quali, all?interno di Palazzo Vecchio, venivano custoditi e amministrati tutti i beni della corte medicea.
Sala principale di guardaroba, Seconda Sala della guardaroba, Sala degli Argenti: questi i nomi con cui viene definito, infatti, negli inventari cinque-sei-settecenteschi l?ambiente che oggi noi chiamiamo delle Carte geografiche.
Questa Sala non è sempre stata una sala, fu il Vasari ? architetto e pittore di corte del Duca Cosimo - a murarla nei primi anni sessanta del Cinquecento chiudendo una sorta di loggia preesistente. Sulla muratura furono poi fatti realizzare i grandi armadi intagliati di noce sugli sportelli dei quali furono ? fra il 1565? e 1586 ? inserite le tavole di geografia, mentre all?interno degli armadi stessi venivano collocati i beni più preziosi della corte.
E gradualmente la quantità di beni ivi custoditi cresce, rendendo la stanza una delle più importanti dell?intero Quartiere di Guardaroba. Un quartiere che negli anni, si sviluppa in relazione alle necessità della corte medicea andando gradualmente ad espandersi, prima nei luoghi deputati allo scopo, poi -dal Seicento e soprattutto nel Settecento- anche negli ambienti di residenza e rappresentanza del Palazzo. Tanto che? dal 1720, in quelli che oggi sono i Quartieri Monumentali di Palazzo Vecchio sono depositati cortinaggi, materassi, seggette, padiglioni, portiere, guanciali, baldacchini, tavolini, tappeti?. Si può quindi dire che a quell?epoca tutto il Palazzo è diventato un?immensa Guardaroba e, anche, Vecchio.?
Abbiamo provato a seguire nei loro itinerari Mariotto Cecchi, Pietro Bonaventuri, Benedetto Fedini; e grazie a loro possiamo azzardare qualche riflessione.
Siamo nel 1553. La famiglia ducale si è trasferita nel palazzo di Piazza, l?architetto Marco del Tasso è all?opera per trasformare il severo palazzo della Signoria in una reggia ducale. Per questo ha costruito l?appartamento nuovo della guardaroba dove alloggiano i forestieri, sul retro del Palazzo, verso via dei Leoni. Sono le stanze chiamate sale del coccodrillo, per la presenza di un cuccudrillo impagliato e appiccato in sul palco, cioè appeso al soffitto. L?adiacente Sala dei Cinquecento è ancora quella savonaroliana, come dirà il Vasari ?cieca di lumi, e rispetto al corpo così lungo e largo, nana e con poco sfogo d?altezza?. Essendo però il soffitto nano, cioè più basso dell?attuale, i guardarobi (come venivano chiamati nel Cinquecento) riescono a passare negli stanzini che sono ricavati fra le capriate del Salone per andare all?altra parte della Guardaroba, verso l?attuale via de? Gondi.
Ma nel 1555, con la nomina di Giorgio Vasari come architetto di corte, tutto cambia: il patrimonio mediceo, così come è per la corte stessa, necessita di spazi sempre maggiori e Vasari aggiunge una nuova stanza alla Guardaroba, la Sala delle Carte Geografiche. Una sala progettata in nome di un ambizioso progetto cosmografico, celebrativo, quasi universale,? per cui l?accesso deve essere necessariamente scenografico: è per questo che il Vasari apre una porta centrale, sulla parete affrescata da Domenico Ghirlandaio. Una sala che dovendo anche assolvere alla funzione di guardaroba, ha anche un ingresso di servizio pratico e diretto: si tratta del passaggio dietro l?armadio dell?Italia.
Ma poiché ora i Guardaroba non possono più passare per accedere all?altra ala del Quartiere fra le capriate del Salone che il Vasari appena rialzato, è necessario trovare una nuova soluzione. Viene quindi edificato un piccolo corridore esterno, in muratura e coperto, che permetta, nonostante il rialzamento del Salone, il passaggio da una parte all?altra della Guardaroba. Il corridore è citato in tutti gli inventari ed è testimoniato da molte immagini sei-sette-ottocentesche, fino alla sua distruzione all?epoca di Firenze capitale. Al suo posto, tuttavia, ancora oggi sulla parete esterna del Salone dei Cinquecento su via dei Gondi? è visibile un terrazzino, che ripercorre esattamente quell?antico passaggio di Guardaroba.
A seguito delle ricerche operate in occasione delle Giornate di Studio dedicate alla Sala delle Carte geografiche o della Guardaroba sono stati ripristinati dalla Fabbrica di Palazzo Vecchio alcuni di questi antichi percorsi. Sarà così possibile nella giornata del 21 ottobre? entrare nell?armadio dell?Italia per ritrovare l?antico passaggio e i muri decorati che appartenevano al loggiato preesistente all?attuale Sala e ripercorrere il terrazzino della facciata di via de? Gondi? per poter accedere a quella che era la Guardaroba ?di dietro?,? verso via dei Leoni: si sbucava nelle Sale del Coccodrillo che, oggi, sono uffici dell?Amministrazione Comunale. Mentre dall?Armadio della carta dell?Armenia è possibile entrare nei passaggi che conducevano alla Guardaroba di sotto ( quella segreta) e a quella di sopra, nonché al Camerino di Bianca Cappello che diverrà con Ferdinando I lo Stanzino dei donativi?.?
Chi mi legge con frequenza, sa quanto ritenga importante appassionare i ragazzi all?arte, proteggendoli, però, dal dilagare delle banalità, l?improvvisazione e le operazioni estive, volte solo a ritorni economici e suggerisco di visionare il sito www.museiragazzifirenze.it.
Per chi desidera trasferire ai propri figli il messaggio che il museo è storia e emozione, mi piace sottolineare, una fra le tante iniziative: "Nonni-Nipoti". ?I nonni e/o le nonne che si presentino accompagnati dai nipoti in Palazzo Vecchio, per partecipare alle attività del Museo dei Ragazzi o visitare i Quartieri monumentali, hanno diritto all?ingresso gratuito, mentre i nipoti, di ogni età, pagano solo 2 euro ciascuno.
(pubblicato Terra di Toscana ottobre 2006 e riportato sul blog in data odierna)