Tornare in Umbria per Pintoricchio
di - pubblicato il 01 Febbraio, 2008 in Itinerari... d'autore!
Da domani, una stupenda proposta per scoprire nuove bellezze umbre, viene dalla grande mostra dedicata a Bernardino di Betto di Biagio, alias Pintoricchio, un circuito che, arricchito da prestiti eccezionali, esalta le opere presenti nei luoghi di orgine.
L'itinerario parte da Perugia (Galleria Nazionale, Palazzo Baldeschi e San Martino in Colle Chiesa della Madonna del Feltro), prosegue a Spello (Chiesa di S. Andrea, Pala con la Madonna col Bambino e Santi), Trevi (Chiesa museo di San Francesco), Spoleto (Cattedrale di Santa Maria Assunta), Orvieto (Cattedrale di Santa Maria Assunta), concludendosi a Città di Castello (Museo del Duomo) e invio al sito ufficiale per tutti i vantaggi della "card" e costruire una vacanza mirata alle singole esigenze anche per l'offerta di manifestazioni collegate come quelle di prodotti tipici o la tavola.
E' sempre un piacere constatare valide proposte culturali e le celebrazioni del 550° anniversario della nascita di uno dei protagonisti del Rinascimento italiano, simbolo di Perugia, divengono il fulcro della rinnovata attenzione della critica nazionale e internazionale ai grandi artisti umbri soprattutto dopo il successo della monografica dedicata al Perugino nel 2004.
Oggi a Perugia, come riferiranno tutti i media, è arrivato il Ministro Francesco Rutelli a inaugurare l'evento proprio per l'importanza culturale e artistica.
Oltre cento opere alla Galleria Nazionale dell'Umbria, il cui nucleo è ovviamente formato da gran parte di quelle mobili esistenti di Pinturicchio, alcune delle quali mai viste in Italia, sommato al carattere riflessivo, di studio e ricerca della mostra con un comitato scientifico di prestigioso valore, presieduto dalla direttrice Vittoria Garibaldi, mettono il punto da cui ripartire e dimostrano palesemente come l'ostilità del Vasari fosse senza fondamento (nel 1568 scriveva: “Usò molto Bernardino di fare alle sue pitture ornamenti di rilievo messi d’oro, per soddisfare alle persone che poco di quell’arte intendevano, acciò avessono maggior lustro e veduta; il che è cosa goffissima nella pittura”).

I curatori, Vittoria Garibaldi e Francesco Federico Mancini, ci spiegano: "Le tappe della progressiva, formidabile ascesa del Pintoricchio, che nel giro di pochi anni diviene l’artista più apprezzato e ricercato dell’Urbe, passano attraverso una serie di prove murali che fanno conoscere la sua capacità di apparatore disinvolto ed estroso. Il suo ingresso nell’ambiente romano, sicuramente legato a particolari, fortunate circostanze, coincide quasi certamente con la decorazione della cappella del cardinale Domenico della Rovere in Santa Maria del Popolo, opera da datare, secondo una recente ipotesi, tra il 1477 e il 1479. Attivo a fianco del Perugino nel più grande lavoro di squadra della pittura quattrocentesca italiana, il ciclo figurato della Cappella Sistina (1481-1483), Bernardino si distingue, poco dopo, per la realizzazione dei murali della Cappella Bufalini in Aracoeli (1484-1485), per la decorazione del palazzo del Belvedere in Vaticano (1488) e per la decorazione del palazzo di Domenico della Rovere in Borgo (1490)."
I Curatori proseguono: "Ma l’impresa più stupefacente, quella per quale il pittore acquisisce grande fama e visibilità, è la decorazione dell’ appartamento di Alessandro VI Borgia in Vaticano, un estesissimo lavoro ad affresco, condotto in tempi brevissimi (1493-1494), pensato per soddisfare le aspirazioni autocelebrative del “papa di Valencia” e per compiacere il suo gusto ridondante e sfarzoso. A dividere con Pintoricchio la responsabilità di questa grande impresa è l’umbro Piermatteo d’Amelia, il mitico Maestro dell’ Annunciazione Gardner, caro a Federico Zeri. Di lui la mostra presenta lo strabiliante polittico della Pinacoteca Comunale di Terni (1483-1485), un’opera di impianto monumentale, indicibilmente accurata nella definizione delle forme e nell’analisi dei dettagli."

Nei prossimi giorni pubblicheremo un altro pezzo, oggi posso riferirvi come la mostra, pensata e realizzata magistralmente, mi abbia emozionato perché, dall'intima riflessione (nella sala dove, una accanto all'altra, le "Madonnine" dimostrano grandezza pittorica e fantasia di un anima tanto sensibile) si passi a una autentica esplosione del concetto "lasciamo spazio ai grandi" in un coinvolgimento tutto da pregustare dall'alto, affacciandosi prima di scendere le scale!
E se è vero che in Italia si fanno troppe mostre, questa non potete assolutamente perderla, vuoi per tutto il discorso filologico proposto, vuoi per l'attenzione ai particolari (la ricostruzione dell'azzurro o le tendine che sono una chicca, il contributo elettronico indispensabile per analizzare l'opera nei dettagli), vuoi per l'impareggiabile esperienza di vedere insieme capolavori che, lontani, non possono denotare l'imponenza di questo Artista davvero tutto da conoscere.
A supporto è stato realizzato da Silvania Editoriale il catalogo che costituisce la più completa monografia su Pintoricchio grazie ai contributi dei curatori e con saggi di illustri studiosi, corredato da apparati e da un regesto illustrato di tutte le opere.
La stessa casa editrice ha inoltre realizzato una guida dedicata agli itinerari pintoricchieschi oltre alla riedizione del volume "Pintoricchio a Spello. La Cappella Baglioni in Santa Maria Maggiore".
www.mostrapintoricchio.itProrogata al 31 agosto 2008
Aggiornamento del 5 febbraio 2008
Nel primo fine settimana di apertura al pubblico, la mostra ha registrato una significativa affluenza di visitatori.
Gli ingressi alle due sedi espositive di Perugia e Spello, nelle giornate di sabato 2 e domenica 3 febbraio, hanno infatti addirittura superato le presenze che segnò la mostra “Perugino. Il divin pittore” nei corrispondenti primi due giorni di apertura del febbraio 2004, nonostante in quel caso le sedi espositive risultassero non solo numericamente superiori ma anche dislocate su di un più ampio territorio, compreso tra Perugia, Corciano, Deruta e Città della Pieve