Torna a Siena un tesoro custodito dalla città di Altenburg

di Eleonora Giorni // pubblicato il 17 Marzo, 2008

L’arte italiana è sparsa in tutto il mondo, quella toscana, poi, lo domina anche nelle località più impensabili perché lontane dagli occhi dei più. Ma, come spesso accade, sono proprio i posti più isolati ad accogliere le ricchezze più preziose. Così, ad Altenburg, un paesino tagliato fuori dal turismo di massa, posto nel cuore della Turingia, si trova un ricco museo che accoglie una rara raccolta di dipinti di maestri italiani dei secoli XIII – XVI. Al suo interno troviamo, in gran parte, tavole senesi, fiorentine ed altre provenienti dalla zona di Lucca. Ma non solo, è possibile ammirare anche opere della civiltà greca ed etrusca. Insomma, una piccola culla dell’arte classica in terra tedesca e tutto questo per volontà di un grande uomo, il barone Bernhard August von Lindenau che, in una visione illumista della vita, decise di “investire” in cultura molto denaro al fine di realizzare il suo sogno più ambizioso e cioè “ [….] l’educazione dei giovani ed il diletto degli anziani […]”.

Il barone Bernhard August von Lindenau, vissuto tra il 1779 ed il 1854, non solo fu un uomo politico e ministro del principato di Sassonia – Gotha – Altenburg, ma fu anche un uomo culturalmente raffinato, amatore d’arte e filantropo. Grazie ad un’eredità che ricevette già in età avanzata intraprese un lungo viaggio in Italia ed, in pochi anni, acquistò importanti opere. Nel 1848 il suo palazzo aprì le porte del museo al pubblico.

Ed oggi, finalmente, una parte di queste opere potrà essere ammirata nella propria terra di origine, quella senese, presso Santa Maria della Scala, che dal 15 Marzo 2008 al 6 luglio 2008 ospita: "Maestri senesi dal Lindeau Museum di Altenburg ".

La mostra a cura di Miklòs Boskovits e Johannes Tripps, resa possibile grazie, soprattutto, all’importante sostegno della Fondazione Mps ed all’impegno profuso dalla Vernice Progetti Culturale (associazione strumentale alla fondazione medesima) si pone all’interno percorso già intrapreso nel 2005 dalla città di Firenze che, con l’intento di valorizzare e soprattutto di far conoscere in Italia questo tesoro un po’ nascosto nella cittadina della Turingia, riuscì ad organizzare una mostra nel museo di San Marco a Firenze, con una scelta di una ventina di dipinti fiorentini.

La mostra senese simboleggia, però, un risultato più consistente, infatti presenta all’incirca 80 pezzi e rappresenterà l’occasione per ammirare dei capolavori mai visti dei maestri senesi come Pietro Lorenzetti.
Ciò che colpisce visitandola, oltre alla preziosità delle opere, è proprio la loro conservazione messa in risalto dallo spettacolare allestimento realizzato a cura di Andrea Milani.

Tra le opere, senza dubbio, una delle più straordinarie è “La Sacra Famiglia con san Giovannino” attribuita a Domenico Di Giacomo detto Beccafumi.

Segnalo infine il catalogo, edito da Protagon, un autentico gioiello per la qualità delle immagini e per i saggi contenuti.

Didascalie immagini in ordine di pubblicazione delle opere del Linenau Museum

- Lippo Memmi, Madonna con Bambino in trono, tempera su tavola, cm 51 x 34,3
- Paolo di Giovanni Fei , Adorazioni dei Pastori – (frammento di Predella – 60/61) , tempera su tavola, cm. 22,2 X 33,5 
- Domenico Beccafumi, Sacra Famiglia con San Giovannino, olio su tavola, Ø 91 senza cornice


Aggiornamento del 5 aprile 2008
Bartolo di Fredi e Lippo Memmi in mostra con le opere del Museo di Altenburg
All’interno della mostra dei capolavori conservati in  Germania presso il Museo di Altenburg è stata resa possibile anche l’esposizione della straordinaria pala l'Adorazione dei Magi, l’opera di Bartolo di Fredi.
La mostra dà spazio anche ad un'altra importante ricostruzione, quella del magnifico polittico di Lippo Memmi, già nella chiesa di San Paolo a Ripa d'Arno a Pisa e oggi diviso tra cinque musei diversi d'Europa.
La ricostruzione di questo polittico di un a unica bellezza ha comportato uno sforzo notevole, ma la visione d'insieme che se ne ricava suscita una grande emozione e offre un grande contributo agli studi storico-artistici. Enrico Toti, conservatore del Complesso museale Santa Maria della Scala, ha sottolineato chele due tavole provenienti da Palermo vengono per la prima volta esposte al pubblico perché prima di essere acquisite dal museo siciliano, appartenevano ad una collezione privata . Da Altenburg, Avignone, Douai, Palermo e Pisa, provengono i frammenti dell’opera complessa - raffigurante i santi Giovanni Battista, Andrea, Pietro, Paolo, i santi Vallombrosani e Maria Maddalena.
Il polittico è uno dei primi esempi di pala d'altare che ritrae i santi seduti piuttosto che in piedi.

 

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