Terre d’Arno

di Fabiola Pinzi // pubblicato il 14 Luglio, 2008

L’Arno, "che Per mezza Toscana si spazia..." è l’elemento iconografico della mostra Terre d’Arno che raccoglie tele di particolare bellezza e suggestione, raffiguranti il percorso del noto fiume toscano, intorno a luoghi e città ricche di fascino e di storia come Firenze e Pisa.

Dopo il grande successo de “L’oro delle Apuane” nell’estate 2007, il Comune di Seravezza ha organizzato, presso il Palazzo Mediceo la mostra Terre d’Arno, paesaggi e cultura della pittura italiana tra Seicento e Novecento.

E' un percorso espositivo di particolare interesse dove l'Arno è il protagonista della vita artistica, storica e culturale del suo territorio.
Si va dalle preziose incisioni seicentesche dedicate ai panorami fiorentini, ai capolavori dei pittori appartenenti al movimento macchiaiolo dove sono ritratti la vita e il lavoro sulle rive del fiume.

Terre d’Arno è la storia di un bacino fluviale da sempre soggetto preferito di tanti artisti e paesaggisti che rappresentano idealmente il viaggio tra la tipica bellezza del territorio toscano e la dolce atmosfera che questo fiume ha sempre donato alla sua terra.

Il fascino del fiume, lo scorrimento lento delle sue acque, hanno ispirato artisti e paesaggisti provenienti da ogni parte d’Europa.
Pandolfo Reschi (metà ‘600) è protagonista con grandi tele come la "Veduta dell’Arno alle Cascine".

Con “Veduta di Firenze dal Pignone” del 1694, Gaspar Van Wittel fornisce un’ immagine del fiume e della città, carica di freschezza e serenità.

Dalla metà del '600, dopo essere stato ignorato per lungo tempo dagli artisti del periodo precedente, che privilegiavano le rovine archeologiche dell’epoca romana, l'Arno viene riscoperto.

Le opere di Pandolfo Reschi, Gaspar Van Wittel, Filippo Napoletano, Thomas Pach, Gabriele Gherardi, sono rappresentazioni accurate della realtà di quegli anni che ha lasciato evidenti tracce nella tipologia delle città toscane.

Nella seconda metà dell’Ottocento il tema della vita sull’Arno diventa dominante e spiccano molte opere dei più grandi artisti dell’epoca. “I renaioli sull’Arno” di Stanislao Pointeau, “Bilancia a Bocca d’Arno” di Niccolò Cannicci, “La pesca” di Egisto Ferroni, “Accampamento di zingari sull’Arno” di Giovanni Fattori sono le rappresentazioni che con estremo realismo testimoniano le caratteristiche di un mondo contadino ormai scomparso.

E’ in questi quadri che troviamo barcaioli, renaioli, tiratori di alzaie, tintori, tutti impegnati in lavori umili e faticosi. Di forte suggestione anche la produzione della prima metà del Novecento, dove artisti come Benvenuto Benvenuti con “La barca rossa”, Spartaco Carlini con “Fosso dei Navicelli”, Lorenzo Viani con “Uomo sul ponte”, Ulvi Liegi con “ Il ponte vecchio” e Silvio Pucci rappresentano le Terre d’Arno in una veste di autentica attualità.

Le opere di Sineo Gimignani, Arturo Checchi, Achille Lega, Guido Spadolini, ci accompagnano fino alle soglie della seconda guerra mondiale quando il fiume con i suoi ponti minati, divennne immagine simbolo del grande conflitto.

Fino al 12 ottobre 2008 
Catalogo: Bandecchi&Vivaldi 
Info: www.palazzomediceo.com

 

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