Sulle spalle dei giganti
di - pubblicato il 09 Luglio, 2008 in Mostre
Come scriveva ieri Katty per gli Uffizi, non ci si abitua mai alla bellezza, anzi, con il tempo la tendenza a sviluppare una dipendenza virtuosa che definirei "socratica" dove, più si sta a contatto, più è forte il desiderio conoscere.
E se vedo tante esposizioni fotografiche, quella allestita al Castello di Verrès di Aosta vale un viaggio e l'occasione per una vacanza diversa dove la montagna e la sua gente sono i protagonisti.
Fino al prossimo 30 ottobre "Sulle spalle dei giganti. I bambini e la montagna" realizzata nell’ambito del progetto comunitario italo-svizzero Regards croisés par-dessus la frontière, che vede coinvolti l’Assessorato regionale Istruzione e Cultur- BREL (Bureau Régional pour l’Ethnologie et la Linguistique) e il Dipartimento della Cultura, dell’Istruzione e dello Sport del Vallese, è il risultato di un percorso lungo e articolato, volto alla valorizzazione degli archivi fotografici pubblici e privati.
Obiettivo dell’operazione anche il coinvolgimento della popolazione locale per renderla consapevole dell’importanza della fotografia, non solo ricordo familiare, ma segmento di storia comune e patrimonio della collettività.
La mostra valorizza l’attività delle classi di bambini che hanno aderito al progetto e l’Assessore Viérin precisa come "... il progetto non si è limitato a valicare il confine svizzero per interagire con il vicino Vallese, ma ha altresì allargato il suo raggio d’azione sul versante francese, nel territorio dell’Alta Savoia, per sottolineare ulteriormente la significativa gamma di elementi che accomunano le regioni dell’arco alpino, a riprova che le montagne non dividono, bensì uniscono.”
L’evento è anche lo spunto per creare un legame per un altro progetto comunitario, Dimension Montagne, finalizzato a presentare al meglio l’idea di montagna a livello transfrontaliero nel cui ambito una sezione è stata riservata al Mountain Photo Festival.
L’esposizione si articola in tre parti:

- la prima: Uno sguardo nel passato, con la direzione artistica di Enrico Peyrot, presenta alcuni capolavori della fotografia storica realizzati, in tre territori geo-culturali confinanti (dai Valdostani Grat Eloi Ronc, Luigi Broggi, Jules Brocherel, Aldo Daniele Champion, Ottavio Pane; dai Gay-Couttet attivi a Chamonix e dai Vallesani Pantaléon Binder, Jean Simonnot, Jacques Lüscher, Pierre de Rivaz, Raymond Schmid e Charles Kern) in un periodo storico che spazia tra il 1890 e il 1960;
- la seconda: Piccole interpretazioni sono tre elaborati multimediali di sltrettante scuole primarie (dei comuni valdostani: Charvensod capoluogo, Saint-Marcel e Perloz) che valorizzano le attività delle classi di bambini che hanno aderito al progetto “Apriamo i nostri archivi fotografici di famiglia”;
- la terza: Con gli occhi della mia infanzia… costituisce l’anteprima della Ia edizione del Mountain Photo Festival ideato da Alessandro Ottenga con la direzione artistica di Lorenzo Merlo. Vengono qui presentati trentadue soggetti fotografici realizzati da una professionista di fama internazionale: Monique Jacot.

C'è da perdersi e, in alcuni casi, da commuoversi, per tanta spontaneità e semplicità che solo i bambini possono ancora insegnarci.
Se proprio non ce la farete ad andare, il catalogo edito da Electa non perdetelo e poi mi direte se alle pagine 34 o 50, le prime due che aprendolo a caso tornano agli occhi, non sarete avvolti dalla bellezza senza fronzoli di una storia passata, ma che scorre nel dna di chi non potrà mai generare le infamie di quanto la cronaca ci aggiorna quotidianamente.