Siena e Roma. Raffaello, Caravaggio e i protagonisti di un legame antico

di Cinzia Colzi // pubblicato il 17 Febbraio, 2007

A Siena, Palazzo Squarcialupi, complesso museale Santa Maria della Scala, fino al 5 marzo 2006, un evento da non perdere perché, non si tratta ?soltanto? di una mostra stupenda (oltre 170 opere tra dipinti, disegni, stampe, sculture, oreficerie e documenti d?archivio), ma un percorso culturale che ricostruisce e illustra il legame fra Siena e Roma, dove il continuo intreccio di religione politica e arte, dall?antichità al Medioevo, al Rinascimento, hanno lasciato traccia indelebile nel nostro patrimonio artistico.
Dalla lupa con i due gemelli, simbolo comune, i viaggi di artisti e di opere, le committenze, passaggi essenziali nella storia dell?arte, nella cultura, nella politica in un arco ideale che unisce le due città come i due punti dell?arcobaleno. Le opere poggiano su basi ispirate a catene genetiche, oppure sembrano immerse nel vuoto come private della forza di gravità e incastonate in
montature-gioiello in un allestimento spettacolare e veramente inedito, pensato dall?architetto Andrea Miliani, per valorizzarle e accompagnare il visitatore alla scoperta delle otto sezioni e rendere fruibile un impegnativo progetto scientifico.L?allestimento, sintesi di più percorsi, utilizza materiali tipici della tradizione senese come i fondi oro, i quali, però, vengono trattati con un atteggiamento cubista e li accosta a principi organici che si ispirano, a esempio, all?erosione della roccia.Il progetto Milani gioca più con la storia dell?architettura che con quella del design o dell?allestimento, correndo volontariamente sul filo del fuori tema. Per la prima volta sono stati allestiti alcuni spazi di Palazzo Squarcialupi mai usati? per le mostre come la Sala Stretta che accoglie la sezione introduttiva e che può essere considerata un omaggio a Luis Barragan e al monumento delle Torri della Città satellite di Naucalplan in Messico.

Richiami alle grandi architetture sono anche facilmente riconoscibili nella grande quadreria principesca che ospita, tra le altre, le opere di Caravaggio o nella rappresentazione sintetica e metafisica del Palazzo della Farnesina a Roma dove sono collocati i disegni di Raffaello.

Il rigore di un percorso narrativo si arricchisce di accenti poetici. Così anche l?arte antica riesce a trovarsi a suo agio immersa in un progetto architettonico fortemente contemporaneo e questo aggiunge alla mostra ulteriori spunti per essere visitata.
?Vorrei raccontarvi mille cose, scrivendo decine di cartelle, come la storia dell?inedito di Donatello, mi limiterò, invece, alla sintesi dell?articolazione della mostra perché lo scopo di questa rubrica è quello di suggerire argomenti che il lettore potrà approfondire in modo personale, ma concedetemi, ancora una volta, la passione per Michelangelo Merisi ?e la constatazione di come, i suoi dipinti, e quelli dei pittori caravaggeschi, documentino le strettissime relazioni con i numerosi artisti senesi attivi a Siena e a Roma. Le opere provengono dai più importanti musei stranieri: dal Louvre alla National Gallery di Londra, dal Metropolitan Museum di New York al Musée des Beaux-Arts de Montreal, dal ?Kupferstich-Kabinett di Dresda ai Musei Statali di Berlino. Di particolare ricchezza e prestigio i prestiti concessi dai Musei Vaticani, dagli Uffizi, dalla Biblioteca Ambrosiana, e da molti collezionisti italiani e stranieri, tra i quali il Duca di Chatsworth, Clovis Withfield e il Museo Amedeo Lia.Determinante il contributo dei musei del Polo Museale Romano, e del Comune di Roma con il Museo di Roma e la Pinacoteca Capitolina.

Articolazione della mostra

Sezione_introduttiva
Le immagini di Siena e Roma dal medioevo al XVII secolo
Attraverso opere che vanno dagli inizi del Quattrocento fino al Seicento inoltrato, la continuità di un modello di figurazione che coinvolse le illustrazioni di Siena e di Roma nell?arte senese. Quasi mai il? ?resoconto? visivo si accorda con la descrizione particolareggiata e con la precisione topografica delle due città, ma piuttosto diviene o una rappresentazione allusiva e talora perfino astratta di Siena e di Roma che si svolge, specie nel caso di Roma, mediante la raffigurazione o di edifici-simbolo o a volte solo di repertori antiquari entrati ormai in una sorta di immaginario più ?sognato? che reale.

Prima_sezione
Roma imago urbis. L?immagine di Roma nell?arte e nella cultura senese come identità storica e ?morale
- Alle origini di Siena. Leggende medievali e tradizioni umanistiche
- La lupa romana e la sua diffusione in ambito senese

Seconda_sezione
Exempla virtutis. Eroi, eroine, ed episodi di storia antica nella tradizione iconografica di ascendenza senese
- Opere classiche, medioevali e umanistiche
- Eroi, eroine ed episodi di storia antica nell?arte senese tra Medioevo e Rinascimento.

Terza_sezione
La via Francigena
Fu una delle più grandi strade d?Europa del Medioevo: univa Roma al mare del nord, attraverso il regno dei franchi, e collegava i paesi d?oltralpe al centro della cristianità.
A un livello suggestivo, eppure del tutto corretto dal punto di vista storico, la Francigena era la colonna vertebrale di una vasta rete viaria europea. Non era, in senso proprio, una strada. Bensì una direzione, talvolta un fascio di strade e di itinerari alternativi, approssimativamente uno parallelo all?altro, una serie di varianti che cambiarono nel tempo, che in certi casi invece convissero, e che confluivano tutti in uno stesso punto in corrispondenza di passaggi obbligati.
? noto che il tracciato che oggi consideriamo ?ufficiale? è quello tramandato dalla precisa anche se scarna memoria del viaggio compiuto da Sigerico, arcivescovo di Canterbury, fra il 990 e il 994, che elenca 90 tappe nel ritorno da Roma a Calais.
- Percorsi d?arte nel territorio

Quarta_sezione
Agostino Chigi, Raffaello, l?antico e il nuovo fra Roma e Siena
La sezione dedicata ad Agostino Chigi (1465-1520) è concentrata sulla figura di questo celebre e fastoso mecenate e del suo artista prediletto, Raffaello. La loro salda amicizia è quasi mitica, consacrata come fu dalla morte avvenuta a un mese di distanza l?uno dall?altro.
Sono esposti disegni autografi di Raffaello e della sua cerchia relativi in particolare al celebre affresco decorativo della Loggia di Psiche della Villa Farnesina.

Quinta_sezione
Pittori senesi a Roma nel XVII secolo
La recente e ancora inedita ricerca svolta negli Stati delle Anime delle 70 parrocchie romane dal 1600 al 1630, condotta con il contributo della Comunità Europea, ha documentato la presenza a Roma di una serie di pittori senesi.
Questa sezione della mostra intende ricostruire, attraverso l?esame dei documenti, delle fonti e delle opere ancora rimaste, la fitta rete di scambi che contraddistinsero i rapporti tra Siena e Roma? durante tutto il XVII secolo.

Sesta_sezione
Committenza aristocratica e mercato dell?arte tra Siena e Roma, tra tardo cinquecento e metà seicento
Nell?ambito di questa sezione, non volendo ripercorrere i nodi tematici approfonditi da recenti ed importanti iniziative, come la mostra su Alessandro VII Chigi, si è pensato di mettere in luce altri episodi della rete di rapporti che legano Siena e Roma fra il XVI e il XVII secolo.
Sono stati scelti tre momenti di particolare interesse e di grande impatto visivo.
- Francesco Vanni fra Roma e Siena.
- Echi caravaggeschi. Giulio Mancini. Committenza e commercio di opere d?arte fra Siena e Roma.
Erudito, mercante, amatore d?arte, Giulio Mancini rappresenta una figura chiave nella storia del collezionismo seicentesco. Prima di diventare medico del Papa Urbano VIII, lo fu di Caravaggio e di Annibale Carracci, e grazie ai suoi rapporti con gli artisti e con i collezionisti costituì una raccolta tra le più varie e aggiornate.
Questa collezione, custodita principalmente a Siena, fu uno straordinario tramite per l?aggiornamento degli artisti senesi sulle novità romane.
- Echi caravaggeschi negli anni trenta e quaranta

Settima_sezione
Santa Caterina dei senesi in via Giulia
Posta al centro di una zona denominata fin dal Medioevo Castrum senese, la chiesa di Santa Caterina da Siena in via Giulia è una della ultime manifestazioni dell?attività di grande committenza svolta a Roma da personalità di origine senese nonché una delle ultime e più rilevanti realizzazioni architettoniche e pittoriche che, intraprese sulla strada romana considerata rinascimentale per eccellenza, tentò addirittura di mutarne l?aspetto nonché il significato urbano.
Attraverso l?esposizione di un importante materiale grafico e fotografico, la sezione della mostra dedicata a Santa Caterina da Siena in via Giulia, documenterà il senso della storia urbana e architettonica che si è sopra delineata, nonché, ad evidenziare la qualità della decorazione pittorica della chiesa, mostrerà per la prima volta pubblicamente tutta la serie dei bozzetti delle pitture allora realizzate.

Ottava_sezione
Ludovico Sergardi: un senese alla corte pontificia fra sei e settecento
Un interessante episodio di committenza e collezionismo tra Siena e Roma verrà messo in luce grazie alla collaborazione tra il Museo di Roma e l?Archivio di Stato di Siena: si tratta della figura di Ludovico Sergardi, (Quinto Settano) medico senese, scrittore, Accademico che assunse particolare rilievo a Roma, dove diresse la Fabbrica di San Pietro e visse tra la fine del Seicento e gli inizi del Settecento. In questa sezione si illustrano la sua vita romana, le sue cariche e le sue attività nell?ambito della corte pontificia, il suo ruolo in Arcadia e i suoi rapporti anche polemici con la cultura dell?epoca. Concludo con tre suggerimenti
Seguite con attenzione i documenti filmati perché sono parte integrante del progetto scientifico, regalatevi il catalogo (Protagon Editori Toscani, Siena) e il cd di brani, composti in epoca caravaggesca, eseguiti esclusivamente con il liuto, i cui spartiti sono raffigurati nelle opere del Maestro.
Questa volta, a fine mostra, il bookshop, è tappa obbligata!

(pubblicato Terra di Toscana dicembre 2005 e riportato sul blog in data odierna)

 

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