Sellerio al MNAF con ‘Fermo immagine’
di // pubblicato il 13 Settembre, 2007
Con Fermo immagine Fotografie di Enzo Sellerio,? il MNAF ci offre un'altra splendida mostra veramente da assaporare in ogni suo aspetto.
Curata dallo stesso Sellerio e Monica Maffioli, promossa?dalla Fondazione Banco di Sicilia (dopo il successo "in casa", resterà a?Firenze fino al prossimo 11?novembre per poi proseguire per Milano), una?rassegna?di oltre cento?stampe fotografiche scelte personalmente dall'artista?fra le sue immagini più celebri a cui si aggiungono?scatti inediti e di vita familiare.
Sellerio é autentico protogonista della?seconda?metà del secolo scorso per aver saputo catturare e rendere immortale la realtà siciliana nelle?dimensioni paesaggistiche, ma, soprattutto, in quelle sociali e umane, dove le foto?sanno essere?eloquenti come le parole più appropriate.
Le sue immagini sono uniche proprio perché é immediato il pensiero alla terra d'origine, per riuscire anche a sovrapporsi, con la propria indagine e con la sua persona, all'identità del territorio.
In catalogo (edito da Alinari con testi critici di Carlo Bertelli, Monica Maffioli e Adriano Sofri),?Bertelli annota:
?Confermare un impegno civile con il messaggio muto delle cose è un grande risultato fotografico. Specialmente significativo per Sellerio, che è stato soprattutto fotografo di situazioni, fantasioso scopritore di occasioni di racconto che coinvolgono sempre uomini e donne. E bambini. La spontaneità dei bambini, come la consapevolezza adulta dei piccoli lavoratori sfruttati, sono temi su cui l?impronta di Sellerio è indelebile. Ma Sellerio non è solo questo. ? anche un narratore ricco di humor, che invita a cogliere la stranezza surreale di certe occasioni. Mai chiedendo ai personaggi di recitare, bensì cogliendoli di sorpresa nella loro naturalezza. Anche i muri recitano per lui. Lo fanno con le scritte che li ricoprono e di cui le immagini di Sellerio mettono in luce l?assurdità rispetto al contesto. Sono voci dei palazzi del potere, ma più spesso voci plebee, come in un moderno Pitrè, il grande antropologo siciliano dell?Ottocento cui i Siciliani sono debitori per aver raccolto le loro espressioni autentiche?.
In epoca di appiattimento?globalizzato, visitare questa?raccolta di Sellerio é una pausa capace di far?vivere intimamente?emozioni, suggestioni e?restituire memorie.
Se i suoi libri nascono come ?una collezione di trouvailles, riunite per accumulazione spontanea, un riflesso della mia vita, o almeno della sua parte migliore?, come lui stesso ha detto, essi rappresentano anche una nuova occasione per rileggere un importante capitolo di letteratura fotografica italiana.?
Concludo con la parte iniziale?di?"Du e tu" di Carlo Bertelli: "Non si può scrivere su Enzo Sellerio e dimenticare che è stato battezzato fotografo da du. Nonostante il titolo diretto e colloquiale (ma se fosse stato un più formale Sie tutti l?avrebbero presa per una rivista femminile), du è stata, e continua ad esserlo, un? eccezione nel panora-ma delle riviste europee. Non la rivista popolare che insegue i fatti del giorno, né una patinata e destinata alla moda come Vogue, ma una pubblicazione attenta a guardarsi intorno e pron-ta a offrire ai lettori, nei limiti territoriali della lingua tedesca, scelti materiali di riflessione. Rivi-sta elvetica di tendenza, oggi si direbbe, liberal, non le è mancato lo spirito umanitario che da molti decenni ispira un settore importante delle élites svizzere, pronte a mobilitarsi e ad agire in concreto per scopi di solidarietà e di giustizia. Penso alla partecipazione svizzera al movi-mento generoso di Danilo Dolci e all?impegno che vi rivolse Sellerio.
E dunque articoli e corrispondenze problematici. La fotografia, la bella fotografia, è da sempre un impegno non secondario di du, che considera la fotografia alla pari di un saggio o di un ar-ticolo, come fonte d?informazione e di commento. du palestra internazionale di una fotografia qualitativamente rigorosa. Che abbia scelto Sellerio ancora giovane e agli inizi depone a favo-re di Sellerio. Nel silenzio dell?età pre-televisiva, le immagini fotografiche hanno avuto sin oltre la metà del secolo forte peso e lunga durata. Poi riviste come du, un mensile colto e di formato grande che consentiva di dare alla fotogra-fia tutto lo spazio necessario, sono state sacrificate sull? altare di un? Europa omologata negli ipermercati e nella gigantesca produzione dei serial televisivi "
Le foto pubblicate?ci sono state gentilmente concesse dall'artista a esclusiva integrazione del presente articolo. (Copyright foto Enzo Sellerio)