Scoprite il Museo Fortuny…

di Cinzia Colzi // pubblicato il 28 Gennaio, 2008

A Venezia, San Marco 3958 con ingresso da Campo San Beneto, grazie a due mostre gradevolissime, potrete arricchire l'itinerario con una visita per molti ancora sconosciuta: il Museo Fortuny un antico palazzo gotico appartenuto alla famiglia Pesaro e poi acquistato da Mariano Fortuny per destinarlo a propria dimora e atelier di fotografia, scenografia, creazioni tessili e pittura. Ne sono conservate strutture, tappezzerie e collezioni, dalla raccolta dei dipinti, ai tessuti che rivestono le pareti, alle famose lampade, il tutto racconta il lavoro di un artista sulla scena intellettuale tra l'Ottocento e il Novecento.
Ma veniamo alle mostere.

TECH-TILE Stephen Bottomley, fino al 2 marrzo 2008, la troverete al piano nobile del Palazzo. Una ventina di creazioni dell’artista inglese per esplorare le potenzialità del connubio tra progettazione digitale al computer con abilità e tecnica artigianale, riferendosi esplicitamente non solo al “linguaggio visuale di fantasie e ornamenti" di Fortuny, ma anche alla sua inesauribile attitudine alla sperimentazione, alla contaminazione di metodi e approcci tradizionali e innovativi .

Argento e acrilico, acciaio o argento e smalto, ancora argento e cotone o titanio sono i materiali scelti da Bottomley per vere e proprie sculture da collo, ciondoli e bracciali 
Ispirati ai disegni e alle visioni di Fortuny, sono un tributo alla creatività del maestro e una testimonianza diretta della sua eclettica eredità intellettuale.

La seconda mostra è visitabile al piano terreno del Palazzo, prorogata al 2 marzo: Maria Grazia Rosin GELATINE LUX .
Trentacinque opere site specific, realizzate in vetro soffiato dai maestri muranesi e un sistema fluttuante di suoni, in una grande installazione legata ai temi della luce e dell’acqua, sospese e luminescenti, si integrano con materiali sintetici, siliconi, luce, LED, fibre ottiche e suoni, introdotte da Ganxi, grande, illuminato velario in vetro borosilicato soffiato a mano.

L'allestimento é curato da Silvio Fuso che amplifica la vocazione del luogo con la sperimentazione eclettica, la perfezione nelle tecniche, l’eccellenza estetica, lo studio sugli effetti luminosi, la riflessione sul significato delle forme, l’interconnessione tra i mezzi espressivi. .

Un percorso a ritroso, fino alle origini primarie della vita e all’ispirazione dell’artista per coinvolgere il visitatore in una dimensione onirico-immaginativa.
Forme primitive ed eterne dove le opere riempiono, evocano abissi oceanici e siderali, immerse in un movimento accelerato come d’acqua, di plancton, di pulviscolo di pianeti.
Un universo visionario ma ordinato da un sottile equilibrio dove potrete entrare nel lessico dell’artista la cui idea è che ogni organismo è la sintesi finale di un affascinante processo di metamorfosi.

Per tutte le informazioni consultate il sito relativo.

 

Dettagli