Scoprire Matilde
di // pubblicato il 08 Settembre, 2008
Tre città e un intero territorio celebrano Matilde di Canossa, la "comitissa" che in pieno Medioevo giocò un ruolo chiave nelle controversie tra l'Impero e il Papato
. …di lei si dice …
”Matilde, splendente fiaccola che arde in cuore pio. Aumentò in numero armi, volontà e vassalli, profuse il proprio principesco tesoro, causò e condusse battaglie. Se dovessi citare ad una ad una le opere compiute da questa nobile signora, i miei versi aumenterebbero a tal punto da divenire innumerevoli come le stelle” Matilde di Canossa è stata una delle donne più influenti del suo tempo.
Ultima erede di una grande dinastia feudale, ha compiuto scelte politiche di grande rilievo che hanno contribuito a segnare la fine di un'epoca con l'inizio della civiltà comunale, delle città e delle libertà individuali. 
Gli anni che vanno dalla sua nascita, avvenuta probabilmente intorno al 1046 a Mantova e alla sua morte, nel 1115, sono stati caratterizzati dagli scontri tra Papato e Impero.
Questo periodo storico viene rivisto attraverso le imprese di Matilde di Canossa, la “comitissa” che ha detenuto il controllo dei territori chiave tra Roma e le Alpi, nella pianura del Po e lungo l’Appennino.
“Matilde di Canossa, il papato, l’impero. Storia, arte, cultura alle origini del Romanico” - Mantova fino al 11 gennaio 2009 - la mostra e’ un progetto di studio che ha richiesto la collaborazione di diversi istituti italiani e stranieri per approfondire la vicenda biografica e politica di Matilde.
E’ in questo periodo che si separano i due poteri universali, il politico ed il religioso, e che si gettano le prime basi della concezione del potere in termini moderni.
La ricca esposizione è promossa dalla Provincia di Mantova, con la collaborazione di vari istituti ed è ospitata in Casa del Mantegna; il 18 ottobre 1476, su terreno donatogli da Ludovico II Gonzaga, l’artista Andrea Mantegna, iniziò i lavori di costruzione del palazzo da lui stesso progettato. L’edificio si sviluppa su due piani con una volumetria cubica; al centro della pianta si trova un maestoso cortile circolare.
La rassegna, grazie alla ricchezza ed alle preziosità dei reperti si presenta come l’evento imperdibile sulle Celebrazioni internazionali Matildiane. 
Dalla mostra emergono chiaramente la forza e la solitudine che contraddistinguono l’operato di questa eccezionale donna, attraverso un viaggio per immagini e per suggestioni, scandito da croci gemmate, sigilli, arazzi, avori, gioielli, sculture, altari, spade e strumenti di lavoro, provenienti da musei italiani ed europei. Reperti archeologici mai esposti prima, raffigurazioni del mondo, attrezzi agricoli, presentano il paesaggio di quegli anni, affiancato ai resti dei tracciati delle strade romane. In mostra anche troni, scettri, corone e tessuti preziosi, gioiellerie create per la corte imperiale ottoniana e sassone, opere di committenza papale, trattati, codici normativi e liturgici.
Le dispute, i luoghi, i protagonisti delle riforme della Chiesa si presentano attraverso proiezioni e multimediali.
Le scelte politiche della comitissa, gli eventi drammatici della sua vita, il potenziamento dei castelli, le donazioni ai monasteri e alle pievi, gli scontri armati con l'imperatore e con i suoi sostenitori, fino alla concessione dei beni, al patrimonio di San Pietro, dopo la sua morte, sono documentati da pergamene, oggetti ed opere d'arte. L'eco di questi episodi e della fama di Matilde hanno creato un mito che giunge fino a noi e che ha ispirato anche Dante, Giulio Romano, Gian Lorenzo Bernini, dando vita a capolavori straordinari.
Una sezione è dedicata interamente a Mantova, città natale di Matilde, che diventò negli anni sede di duri scontri fra la contessa e i sostenitori dell'imperatore.
La mostra è curata da Renata Salvarani e Liana Castelfranchi, in collaborazione con l’ErzbischöflichenDiözesanmuseum di Paderborn, avvalendosi di un comitato scientifico internazionale che conta su docenti e ricercatori di storia medioevale delle maggiori università italiane, tedesche e francesi. Catalogo Silvana Editoriale.
Suggerisco un particolare riguardo alle bacheche azzurre.
Per tutte le informazioni, orari, aperture straordinarie e agevolazioni anche con Mantova Card e Festivaletteratura 2008:
www.mostramatildedicanossa.it
Per tutto lo stesso periodo, spostandosi a San Benedetto Po, nel Refettorio Grande è ospitata “L’Abbazia di Matilde” a cura di Paolo Golinelli.
Il monastero fu fondato nel 1007 da Tedaldo, nonno di Matilde e da lei scelto per la propria sepoltura, nella cappella di Santa Maria, con lo straordinario mosaico pavimentale. 
In un percorso profondamente suggestivo, sono esposti per la prima volta opere d’arte e documenti appartenuti alla grande abbazia benedettina, dai documenti autentici e dalle immagini di Matilde di Canossa, agli splendidi manoscritti dello scriptorium abbaziale (compreso l’evangeliario ora a New York).
Vi sono inoltre opere d’arte di grandi artisti italiani quali Wiligelmo, Bonsignori, Bacchiacchia, Gambara, Dalla Rosa, mappe d’archivio che illustrano il lavoro dei monaci per il controllo del Po.
Un’ultima sezione mostra esempi delle altre abbazie di Matilde in Europa: Vallombrosa, Frassinoro, Marola, Orval, St. Pierremont.
La visita è illustrata da essenziali ma chiare didascalie, da un giornale della mostra e da un catalogo di 240 pagine edito da Patron, con foto di tutti gli oggetti esposti, saggi introduttivi ed una schedatura analitica dei materiali in mostra. 
La mostra è allestita negli oltre 500 metri quadrati dello storico Refettorio Grande dell’antica abbazia benedettina di Polirone (XV secolo), dominato dall’affresco attribuito al Correggio e dall’Ultima cena del Bonsignori. L’atmosfera è mistica, dominata da una luce fioca mentre un canto gregoriano di sottofondo accompagna una voce fuoricampo che ripete "nel nome di Dio io, Tedaldo marchese, figlio del fu Adalberto, per il bene della mia anima e di quella della mia defunta consorte Guillia e dei miei figli, voglio, dispongo e stabilisco che quella basilica che io ho fatto costruire nell'isola detta di San Benedetto di mia proprietà, ed è dedicata in onore di santa Maria e di san Benedetto e di san Michele arcangelo e di san Pietro apostolo, per volontà di Dio e secondo la presente disposizione, diventi in perpetuo un monastero".
Biglietto unico per le tre mostre di Mantova e San Benedetto Po a euro 10,00: è infatti compresa anche "Anselmo di Lucca. Consigliere di Matilde, patrono di Mantova" al Museo Dicocesano di cui vi riferirà Katty nelle prossime settimane.
A breve, invece, l'articolo di Flavia dedicato alla mostra di Reggio Emilia: “Matilde e il Tesoro dei Canossa, tra castelli e città" curata da Arturo Calzona.
Lo straordinario itinerario si concluderà a Canossa con il racconto di Cinzia.
Esperienza che consiglio, magari anche solo due notti di un fine settimana, ma da non perdere assolutamente.