Scopriamo gli ‘Autoritratti’ di Giampiero Poggiali Berlinghieri

di Cinzia Colzi // pubblicato il 06 Settembre, 2007

Avete un mese di tempo per visitare questo nuovo gioellino a cui ci sta abituando la Provincia di Firenze.
A Palazzo Medici Riccardi, infatti, fino al sette ottobre, il viaggio alla scoperta di un artista che dipinge se stesso attraverso le personali concezioni artistiche e quanto lo circonda. La propria figura riflessa in uno specchio, o nel caleidoscopio dell’esistenza, é riconoscibile in un frammento di vissuto, i propri incubi e sogni, aspirazioni, passioni, ossessioni, in quella tendenza a costruire la propria immagine in termini figurativi ed emblematici, nella vita e nel sistema dell’arte.
Dipingendo l'autoritratto, può anche accadere di idealizzare e sognare di creare la sua icona per l’immortalità.


Dal 1960 Giampiero Poggiali Berlinghieri ha realizzato ritratti e autoritratti preferendo al celebrativo l’ironia, la satira, il gioco, e al pittorico il polimaterico, alla Nuova Figurazione il New Dada (quello meccanicistico di Baj più che del Nouveau Réalisme), al  verosimile il virtuale, alla fissità istantanea la dinamica interattiva. 

Dal catalogo, edito da Morgana, nell'introduzione di Alessandro Vezzosi si legge:  “Io, oggi guardo insistentemente il totem di questo 'Audioritratto'. Con il passare dei minuti e con il variare degli stati d’animo, sorrido, sospiro, socchiudo gli occhi, torno a sorridere, stringo lo sguardo sull’immagine che fugge veloce… E tento di ridecifrare, come in uno specchio invisibile, la mia voce. Sono entrato nell’opera, nell’ Audioritratto, con tutti i timori, le curiosità, le suggestioni. E ora gioco, a inseguire l’immagine nel florilegio di un’antologia critica, a riflettere sul senso e i significati, ritagliando o parafrasando i pensieri che hanno accompagnato il percorso e il ritratto di Poggiali Berlinghieri. Valerio Dehò ha analizzato quel suo coltivare “l’aspetto ludico e divertente della società elettronica… Le sue opere multimediali e interattive vogliono sorprendere e interessare senza perdere l’aspetto di giocattolo sofisticato e intelligente. E così la loro anima è pittorica così come i vestiti sono di legno e vetro, materiali che più tradizionali non potrebbero essere”.

E, al riguardo, Carlo Sisi sottolinea: “Le materie sono quelle dell’artigiano e le figure che esse esprimono sembrano appartenere a una fiaba domestica e però, a differenza di come capita nelle favole, sempre animate da una gioia candida e coinvolgente che non esclude interrogativi sull’identità e sulla genesi di quelle ‘macchine celibi’ rievocate con intenzionale ingenuità da lontani sedimenti delle avanguardie”. Giustamente riferendosi ai complessi plastici di Depero e al progetto futurista di “ricostruire l’universo rallegrandolo… con creature polimateriche dotate di movimento a velocità variabile, capaci di scomporsi e di trasformarsi e anche di produrre armonie paradossali e rumori”.

Ingresso gratuito dalle 9 alle nove alle 19, tutti giorni escluso il mercoledì.

 

Dettagli