Schierati per una buona causa
di // pubblicato il 17 Giugno, 2008
Se una mattina di marzo del 1974 un contadino cinese non avesse incominciato a scavare un pozzo per cercare l’acqua, oggi tutta l’umanità non potrebbe godere dell’ottava meraviglia del mondo. Quella mattina nella provincia di Xi’an, da pochi metri di profondità, affiorò alla ribalta della storia la testa di terracotta di un guerriero.
Era solo il primo di un immenso esercito imperiale. Quasi 8.000 statue di uomini di terracotta armati, carri, cavalli, servitori, mandarini, concubine e oggetti di vita quotidiana, stavano ancora vigilando, lì sotto, sull’ultimo sonno e sul desiderio di immortalità di Qin Shihuang, Il Primo Augusto Imperatore dei Qin che regnò in Cina nel III secolo a. C.

L’esercito di terracotta di Xi’an, forse la scoperta più importante del XX° secolo, è considerato l’ottava meraviglia del mondo, dichiarato nel 1987 dall’Unesco patrimonio mondiale dell’umanità, ha inviato alcuni dei suoi guerrieri, ognuno diverso dall’altro, realizzati con impressionante realismo e maestria, in giro per il mondo come testimoni di una grande e raffinata civiltà, contribuendo a valorizzare e a diffondere la conoscenza dell’arte e della cultura cinese.
Una parte dell’esercito più famoso del mondo sarà a Firenze, schierato per una buona causa.
Fino al 15 settembre 2008 nella Sala delle Compagnie dell’Istituto degli Innocenti, in piazza SS. Annunziata, è possibile ammirare, nell’esposizione “Qin. Memorie di un impero”, le copie perfette di 22 statue, di due carri con cavalli in bronzo e l'allestimento di due sale con arredamento in stile dell'epoca dell’imperatore Qin Shihuang. 
Organizzata dalle associazioni il Genio di Leonardo e da Toscana Cina, l’esposizione vuole sottolineare l'importanza del dialogo tra la Toscana ed il paese asiatico e mettere in contatto, come ha precisato Yanting Huang, vicepresidente di Toscana-Cina, durante la presentazione dell’evento a Palazzo Panciatichi, la civiltà italiana con la minoranza cinese, che ormai è una presenza forte sul territorio italiano.

La visita alla piazza della SS. Annunziata e all’Istituto degli Innocenti offrono sempre l’occasione di una immersione nell’armonia dell’architettura rinascimentale, in più, oltre a poter osservare da vicino i guardiani personali dell’ultima dimora dell’augusto imperatore e scoprire le atmosfere degli interni cinesi del III secolo a.C., la vista a “Qin. Memorie di un impero” contribuirà ad aiutare le azioni di solidarietà umana che l’Istituto degli’Innocenti svolge da sempre in tutela della maternità e dell’infanzia e le adozioni a distanza. Un piccolo gesto, ma certo anche il contadino cinese quella mattina cercava solo un po’di acqua.