Santa Maria della Colonna a San Casciano dei Bagni

di Cinzia Colzi - pubblicato il 09 Luglio, 2007 in Itinerari... d'autore!

Lo scorso cinque maggio, è stata restituita al culto, dopo un lungo restauro, quella che é conosciuta come la Chiesa delle Madonna delle Terne, autentico gioiello che ha anche la fortuna di essere collocata in posizione sublime,?tanto da far?venire voglia di restare lì e “mettere radici”!

Fra le più antiche pievi dell’intera Diocesi di Chiusi, risale al IV-V secolo e fa parte di un complesso di pievi paleocristiane intitolate a santi venerati in epoca prelongobadardica ed elencate in un Bolla di Papa Celestino III del 1191.
La tradizione vuole che sia stata edificata sui resti di un antico tempio pagano.
Questa pieve, di epoca così precoce, potrebbe essere dovuta alla vicinanza con Chiusi e l’importanza delle terme sancascianesi in epoca romana (Fonti Clusini ricordati da importanti scrittori latini).
Del resto, nel?quinto secolo, le pievi si diffondevano lungo le maggior arterie e nei centri di rilevanza economica o amministrativa e solo con la costruzione della nuova chiesa, all’interno della mura del paese, perse la funzione parrocchiale.

Da tantissimi anni, appena posso, corro a?San Casciano dei Bagni (prima ancora che il lussuoso? centro termale catturasse l’interesse di?vip, e?aspiranti tali,?per divenirne meta irrinunciabile) e la notizia dell’inizio dei lavori, non era più un desiderio irrealizzabile per?quella che ho sempre definito?la “chiesetta in paradiso” .

Particolare plauso a?Silvano Burchiella che si é prodigato per la ricerca dei fondi necessari e il superamento delle infinite problematiche incontrate durante i lavori.
Avendo ben nitido il ricordo di come era, il risultato é tale che?potete?inserire?nei prossimi itinerari, una visita a Santa Maria della Colonna, per ammirare il recupero di affreschi di Scuola Senese, in alcuni casi stratificati, o rinnovati nel corso dei secoli, importante testimonianza del rinnovamento decorativo, documentazione preziosa del?succedersi dei Santi nelle venerazioni dei fedeli, del variare del gusto e delle influenze di?diverse scuole pittoriche.

Infatti, ai più antichi affreschi, attribuibili a pittori orvietani attivi nella vicinissima Cetona, si sostituiscono, nel Quattrocento e Cinquecento, dipinti di pittori, forse locali, ma indubbiamente legati alla?Scuola Senese se non addirittura senesi.

Andando per ordine,?dalla lunetta della porta d’ingresso, troverete una Madonna con il Bambino del primo Seicento, mentre, sull’altare centrale, coperta da un tabernacolo con volte a crociera (datato 1527) la Madonna con Bambino fra i Santi Pietro e Paolo.
La Madonna ha due strati di pittura, il più antico coevo dell’altare e, l’altro, rinnovato con tutta la decorazione del tabernacolo probabilmente di inizio del diciassettesimo secolo con?evidenti caratteri stilistici che ricordano quelli di?Vincenzo Rustici.
Stessa mano?sul tergo del tabernacolo dove son illustrati la Cacciata dal Paradiso e un Ecce homo.
Sull’altare sinistro é illusionisticamente affrescata una pala con l’Annunciazione e ai lati San Benedetto e San Sigismonodo, nella lunetta Dio Padre, opera del quindicesimo secolo.

Proseguendo, sulla parete di fondo, un pittore popolaresco ha dipinto la Madonna in trono con Bambino, angeli e i Santi Giovanni Battista e Antonio, databile fine Cinquecento, mentre sul pilastro della navata sinistra un San Benedetto del secolo quindicesimo.
Nell’abside, la volta affrescata risale all’inizio del diciottesimo secolo e raffigura la Madonna Assunta e gli angeli su una balaustra.
nel fondo, a destra, due frammenti con Santi databili nella seconda metà del Trecento.

Le pitture più antiche e pregevoli sono Santo Vescovo e Santo Martire, collocate sul pilastro mediario a destra e potrebbero?essere attribuite a un pittore orvietano di fine Trecento: Andrea di Giovanni o Piero Di Duccio.
Simili caratteri stilistici li presenta anche un San Giorgio a cavallo sul pilastro detro della controfacciata.
Sull’altare laterale di destra una Madonna con Bambino del quindicesimo secolo con sopra un Santo Vescovo dul Seicento, mentre, ai lati San Francesco e Sant’Antonio Abate sono databili al?secolo precedente e, per concludere, nel fondo dell’abside,?due Santi?di Scuola Senese affrescati nel Quattrocento.

Vi ho incuriosito, non é vero??
Ecco, allora, l’ultimo suggerimento.
Quando?sarete?a San Casciano dei Bagni, dallo stabilimento termale, andate a piedi alla chiesa,?per una brevissima, indimenticabile passeggiata.???

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