Robert Morris
di // pubblicato il 17 Febbraio, 2007
Questa volta vi suggerisco una gita a Prato perché il Centro per l'Arte Contemporanea Luigi Pecci, dal 27 febbraio al 29 maggio 2005, ospiterà una mostra dedicata a Robert Morris, e potrebbe essere un modo, davvero entusiasmante, per un?altra nuova esperienza, quella di ?conoscere? uno dei massimi esponenti della Minimal Art. Un artista che da tempo ha instaurato un rapporto privilegiato con la Toscana: prima con la creazione del famoso Labirinto in occasione dell'iniziativa Spazi d'arte '82 e proseguito con un'ampia serie di opere e installazioni ambientali per la Collezione Gori nella Fattoria di Celle a Santomato di Pistoia, esteso, negli ultimi anni, anche all'Ospedale di Pistoia, al Duomo di Prato, alla Biennale di Carrara e all'Accademia di Firenze (un suo lavoro è esposto nella mostra Forme per il David).
A Prato tra il 2000 e il 2001, Morris ha realizzato gli arredi presbiteriali (altare, ambone e candelabro) per la Cattedrale di Santo Stefano e la scultura in diorite, per il Museo dell'opera del Duomo, Quattro per Donatello, progettata per un angolo del chiostro romanico della seconda metà del XII secolo. Come già l'opera Untitled (Battered Cubes) del 1965, essa è composta da quattro poliedri che si costituiscono percettivamente come un unicum in tensione, per suggerire un'espansione energetica e spaziale dell'opera oltre il limite del piccolo giardino.
Sempre a Prato è in corso di realizzazione il progetto Prato Roundabout, una grande fontana il cui disegno ricalca quello della Piazza del Campidoglio di Michelangelo. Inizialmente pensata per una rotatoria sul Viale della Repubblica, l'opera sarà collocata nel giardino antistante al Tribunale, con il fondamentale contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Prato e il supporto degli Assessorati alla Cultura, ai Lavori Pubblici e all'Urbanistica del Comune di Prato.
In occasione della mostra di Robert Morris la Sezione Didattica del Centro per l'Arte Contemporanea Luigi Pecci organizzerà anche visite guidate gratuite il sabato e la domenica, ore 17 (la visita è compresa nel costo del biglietto), un laboratorio didattico per adulti e bambini e la visita guidata al Duomo di Prato e al Museo dell'Opera del Duomo, seguita dalla consueta visita alla?? mostra 30 Aprile (ore 15.00, su prenotazione).
Tornando propriamente alla mostra (chiusa il martedì), curata da Jean-Pierre Criqui, fra i più noti esperti a livello internazionale dell?artista, per la prima volta in Italia saranno esposti insieme un numero così considerevole di Blind Time Drawings: circa 80 disegni scelti tra le 6 serie che formano il corpus completo di questo lavoro a cui Morris si è dedicato per più di trent?anni. Dai primi disegni del 1973 fino ai più recenti Moral Drawings del 2000, con una particolare enfasi sulla quarta serie, un gruppo di opere ispirate dagli scritti del filosofo Donald Davidson (Drawing with Davidson, 1991), oltre ad alcuni disegni che non appartengono a nessuna delle sei serie, come i Crisis Drawings.
I Blind Time Drawings sono disegni realizzati dall?artista ad occhi bendati, previa una breve stesura delle indicazioni che seguirà nell?esecuzione, per sottolineare lo scarto tra l?idea e la realizzazione, tra il proposito dell?artista e il limite del corpo. Gli scritti sono parte integrante dell?opera e spesso si trovano ai margini del disegno stesso.
E Robert Morris afferma: ?Il fatto di non vedere il foglio mentre disegno mina tutte le idee di intenzionalità e rimette in questione lo statuto di errore come criterio limite. Per chi lavora ad occhi bendati la nozione di talento perde completamente di senso. Il processo in se non mi interessa, non è che un mezzo.
Saranno esposti anche alcuni dei capolavori, pietre miliari del movimento minimalista, come il famoso Card File del 1962 e ancora Box with the Sound of its Own Making (1961), Self-Portrait (EEG) (1963), i Mirrored Cubes (1965), i film Mirror Film e Finch College Project Film, entrambi del 1969, la grande installazione Threadwaste with Mirrors (1968/1998) e Portland Mirrors (1977).
Vi segnalo, infine, il libro dedicato ai Blind Time Drawings, non un catalogo ragionato, impossibile da realizzare a causa della dispersione dei disegni, (in totale dovrebbero essere circa 250, ma Morris non li ha catalogati), ma comunque la pubblicazione più importante ed esaustiva dedicata a questi straordinari lavori. I testi critici saranno di Robert Morris, Donald Davidson e Jean-Pierre Criqui.
(pubblicato Terra di Toscana febbraio 2005 e riportato sul blog in data odierna)