Robert Capa: Fotografie da Israele 1948-1950

di Marica Guccini // pubblicato il 03 Luglio, 2008

Endre Friedman alias Robert Capa, fu uno dei più noti autori di reportage di guerra che il Novecento ci ha lasciato.
Numerose furono state le guerre che, con il suo occhio fotografico, Capa documentò per il mondo Occidentale: la guerra di Spagna, quello Cino-Giapponese, l'avanzata degli Alleati in Italia, lo sbarco in Normandia, l'offensiva delle Ardenne e, ultima, la guerra in Indocina.

Ebreo di nascita, vede la luce nel 1913 a Budapest. Sin da giovane fu interessato e attivo partecipante alle questioni politiche. Ciò gli procurerà l’espulsione dalla terra natale a causa del coinvolgimento in attività sovversive contro il regime di estrema destra insidiatosi in Ungheria. Trasferitosi presto a Berlino dove segue un corso di giornalismo, inizia a collaborare con un’importante agenzia fotografica berlinese dove, al direttore, non sfugge il suo talento. Da qui parte l’ascesa di Capa mandato a documentare gli episodi politici salienti dell’epoca e, dal 1937, comincia una proficua collaborazione con la famosa rivista americana Life. Tra queste pagine, troveranno spazio le più famose fotografie di Capa che ancora oggi, più o meno consapevolmente, animano il nostro repertorio visivo, basti citare le celebri immagini che documenta la morte di un soldato durante la Guerra Civile Spagnola scattata a Cordoba nel 1936, oppure lo “sbarco degli alleati in Normandia” del 1944.
Trova la morte nel 1954 quando in Indocina, dove si è recato per Life a documentare la guerra dei francesi, calpesta una mina anti-uomo.

Al Museo Ebraico di Bologna, fino al 20 luglio, saranno esposte 46 fotografie che documentano il momento della nascita dello Stato d’Israele, nella ricorrenza del suo 60° anniversario.

Il 14 maggio 1948 Israele costituisce il proprio stato e, immancabilmente, Capa è a Tel Aviv per documentarlo, non si fa sfuggire nulla. Attraverso le sue fotografie, in un connubio tra i momenti salienti delle cerimonie come quella di dichiarazione dello Stato, il discorso del Primo Ministro, la prima sessione di gabinetto d’Israele, e tra i dettagli apparentemente minori colti nel mondo della folla festante, noi vediamo scorrere questo importante momento storico.

Da solo un anno Capa aveva fondato insieme a Cartier-Bresson e altri noti fotografi, l’agenzia fotografica Magnum Photos. Rispetto a quello del celebre collega, l’occhio di Capa rivela però la partecipazione e la maggiore intimità visiva che caratterizza il suo operato. Il suo obiettivo si posa, non solamente su personaggi noti, ma anche e soprattutto sui veri “attori silenziosi della storia” uomini e donne comuni.

Il dato umano, la grande solidarietà e partecipazione del Capa si sposano perfettamente con la sua eccellente tecnica fotografica in immagini che, in questo modo, acquistano un’ulteriore capacità attrattiva.

Tra il 1948 e il 1950 tornerà varie volte in Israele impegnato nel progetto di realizzazione di un libro, con lo scrittore Irwin Shaw, intitolato “Cronaca su Israele” edito nel 1950.

 Egli documenta le ondate migratorie di un popolo alla ricerca di un sogno. Migliaia di esuli arrivano alla città portuale di Haifa, l’occhio meccanico di Capa è pronto a registrarli e li segue nei campi di transito, documenta le prime lotte e le prime ingenti fatiche per rendere “vivibile” uno stato nascente. E credo proprio che l’interesse per chi visiti questa mostra stia (o almeno lo è stato per chi parla), oltre nel poter godere della vista di queste splendide ed emblematiche immagini, nell’avere l’occasione di scoprire tratti meno noti di quella storia.
Dalle innumerevoli fotografie d’immigrati nel campo di smistamento di Shaar Aliya (il Cancello), dove questi giungevano per essere registrati, visitati e poi smistati, scopriamo che al loro sbarco venivano dotati di un materasso e di un telaio per sorreggerlo che trasportavano con sé e collocavano dove trovavano posto, spesso all’aperto, nel campo. In seguito, una volta trovata una sistemazione meno precaria, al nuovo popolo spetterà l’impresa di imparare a leggere e scrivere nella lingua della propria tradizione che li possa accumunare tutti, l’ebraico. Un insegnante (in una delle più belle immagini della mostra), legge il Talmud ai bambini maschi che, dai quattro anni, cominciano il loro cammino alla scoperta del testo sacro.

E potrei continuare a citare aneddoti tratti da queste fotografie che colpiscono l’attenzione, oppure potrei semplicemente parlare delle immagini di semplici contadini (o di bambini che si improvvisano tali) che, con buona volontà e un sogno in tasca per l’avvenire, si mettono diligentemente al lavoro per creare tangibilmente la vita di questo nuovo stato, ma lascio parlare le immagini di Capa, eloquenti, esaustive e già in sé complete.

Fondazione Museo Ebraico di Bologna 
dalla domenica al giovedì orario continuato 10.00-18.00
 venerdì orario continuato 10:00-16:00. Sabato chiuso.

www.museoebraicobo.it



Didascalie immagini pubblicate:
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Robert Capa. 14 Maggio 1948.
Celebrazioni per l’indipendenza di Israele. ROBERT CAPA.
Copyright © 2001 by Cornell Capa / Magnum Photos / Contrasto

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Robert Capa. Israele. Nei pressi di Gerusalemme. 1949.
Un ebreo francese immigrato mentre coltiva un vigneto. ROBERT CAPA.
Copyright © 2001 by Cornell Capa / Magnum Photos / Contrasto

 

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