Rinascimento in Valdarno

di Cinzia Colzi // pubblicato il 08 Maggio, 2007

Quando le cose sono particolarmente belle,?forse mi faccio prendere dall'entusiasmo, a scapito della?professionalità, ma confido che i lettori affezionati, e con lo stesso amore per l?arte, comprendano perché vorrei farli salire immediatamente, in auto, treno o aereo per vivere almeno un paio di giornate incantate (anche in una è fattibile, ma troppo di corsa per apprezzarne il percorso).

Gli?Uffizi, in Toscana, sono ovunque e lo testimonia??Rinascimento in Valdarno? in programma dal 10 maggio al 25 novembre 2007 (la terza, nuova iniziativa dell'Ente Cassa di Risparmio di Firenze, inserita nell'ambito del progetto ?Piccoli, Grandi Musei?,?realizzata con il contributo della Regione Toscana) per ripercorrere il movimento artistico di quando al mondo esistevano solo (o quasi) Firenze e il suo contado:
Sono troppo "di parte"? e quando mai l?ho?nascosto? e?poi, scusate, come si può essere moderati parlando dell'arte rinascimentale, dalle origini alla sua piena realizzazione??
Garantisco:?la mostra nel Valdarno, con un itinerario conosciuto, ma straordinario e unico, è?per coloro che fuggono dal turismo mordi e fuggi o dai percorsi di "tendenza".
Da Giotto, precursore del movimento, proseguendo con Masaccio, che diede inizio alla corrente, e passando attraverso Beato Angelico, che seppe fondere le novità masaccesche con un inedito spirito di raffinatezza, approda ad Andrea della Robbia, maestro della terracotta invetriata, e a Domenico Ghirlandaio, il pittore prediletto dalle famiglie fiorentine più legate ai Medici.
Protagonisti della continuità tra città e territorio, e del concetto di ?museo diffuso?, il Museo d'Arte Sacra dell'Abbazia di Vallombrosa, il Museo Masaccio d'Arte Sacra di S. Pietro a Cascia a Reggello, la Collegiata di Santa Maria Assunta di Figline, la Collegiata di San Lorenzo a Montevarchi e il Museo della Basilica di Santa Maria delle Grazie a San Giovanni Valdarno?propongono confronti accostando alle loro collezioni permanenti i capolavori provenienti dai più prestigiosi musei fiorentini e il presidente dell'Ente Cassa, Edoardo Speranza, ha proprio sottolineato come: ?la mostra rappresenta una nuova e stupenda opportunità di stabilire, attraverso l'arte, un approccio non superficiale con il territorio, alla scoperta delle sue specificità e l'esposizione dimostra la capacità delle realtà locali nei secoli di commissionare e produrre artigianato artistico di altissimo livello. Tali specificità vanno difese e valorizzate?.

L'itinerario spontaneo e di più semplice comprensione, potrebbe partire da Figline Valdarno, (dove la tavola della ?Madonna col Bambino e Santi? del Maestro di Figline viene messa a confronto con ?La Madonna col bambino e Angeli? di Giotto, detta ?Madonna di San Giorgio alla Costa?, proveniente dal museo di Santo Stefano in Ponte di Firenze), proseguire a Cascia di Reggello (dove ?La Madonna col Bambino? di Masaccio, detta ?La Madonna Casini?o ?Madonna del solletico?, che arriva dalla Galleria degli Uffizi, è paragonata a quella che viene considerata l'opera prima dell'autore, la ?Madonna col Bambino e Santi? detto ?Trittico di San Giovenale? che fa parte della collezione permanente del museo del Valdarno), per poi andare al museo della Basilica di Santa Maria delle Grazie di San Giovanni Valdarno (dove l?Annunciazione del Beato Angelico è accostata al ?Pannello del Tabernacolo dei Linaioli? arrivata dal museo di San Marco a Firenze), a Montevarchi (il ?Busto di Santa? di Luca della Robbia, del Museo Nazionale del Bargello, è collocato di fronte al ?Tempietto e rilievi", di Andrea della Robbia, che fa parte della collezione permanente del Museo della Collegiata di San Lorenzo) per concludere a Vallombrosa (l'?Adorazione dei Magi? di Domenico Ghirlandaio, proveniente dalla Chiesa di Santa Trinita a Firenze, accanto a ?La Madonna col Bambino e Santi?, detta ?Pala di Vallombrosa?).

Mi ha anche piacevolmente colpito constatare come tutte le Amministrazioni comunali abbiano colto l?evento artistico per dotarsi di una veste diversa proprio per il mutato piano di strategia di comunicazione e la valorizzazione promossa dall'Ente, permetterà ai musei coinvolti di presentare nuove guide, nuova cartellonistica, nuovi allestimenti e restauri realizzati per l'avvenimento.

Il catalogo è edito da Polistampa; la ?Card Rinascimento in Valdarno? offre l'opportunità di ammirare non solo la mostra, ma di visitare anche altri ?gioielli? del territorio come castelli, cittadine murate, abbazie e Palazzo Medici Riccardi a Firenze e una serie di iniziative collegate come degustazioni gratuite in aziende agricole del Valdarno, riduzioni e sconti a manifestazioni e in alcuni ristoranti e attività commerciali della zona (informazioni +39 55-941265 oppure www.rinascimentovaldarno.it).

p.s. nel caso l'itinerario vi fosse particolarmente piaciuto, se volete dare un'occiatina a quello?dello scorso anno... vi riferisco alla pagina http://www.cinziacolzi.com/dblog/articolo.asp?articolo=15

 

Dettagli