Restituzioni 2008
di // pubblicato il 13 Aprile, 2008
E' una grande gioia dare il benvento a un collega della carta stampata che, condividendo gli ideali associativi, da oggi inizia a regalaraci qualcuna delle sue emozioni.
Un grazie quindi a Gian Luigi Zucchini, ma anche alla moglie Adriana artefice della creazione, come spessso accade, di una rara Amicizia.
Anche quest’anno, rispettando la cadenza biennale che si impose fin dall’inizio del progetto (si deve risalire alla fine degli anni ‘980), Banca Intesa Sanpaolo (allora Banca Cattolica del Veneto) ha aperto le sale del Palazzo Leone Montanari a Vicenza per esporre opere d’arte di vario tipo restaurate a propria cura dal 2006 al 2008, che verranno poi restituite alle rispettive istituzioni (musei, chiese, soprintendenze, ecc.) al termine della mostra (29 giugno. Ingresso gratuito. Catalogo Marsilio).

L’esposizione, come del resto le precedenti, si intitola appunto “Restituzioni”, volendo così sottolineare un’impresa che non ha finalità di lucro o di altri interessi, bensì unicamente di valorizzazione del patrimonio culturale della nazione, in cui ciascuna istituzione, pubblica o privata, e ciascuna persona dovrebbe riconoscersi in quanto tale patrimonio deve essere considerato bene comune e quindi proprio. 
Un’appartenenza che dovrebbe dunque aprirsi sempre e comunque ad una testimonianza, un impegno di difesa e di salvaguardia, un’attività ed un interesse tesi a difendere e conservare quell’immenso tesoro che sono appunto i beni culturali, nei quali si manifesta una storia di pensiero, di arte e di creatività, sempre più bisognosa di difesa e di valorizzazione.
Nel vastissimo, quasi smisurato ambito del patrimonio presente nel paese, Banca Intesa promuove interessi ed attenzioni non soltanto verso le opere di grande valore culturale o di artisti insigni per fama ed elevata produzione, ma anche verso quei settori, impropriamente definiti minori, dove invece si manifesta spesso un’originalità ed una preziosità di qualificato livello.

Sono, per esempio, le oreficerie e gli smalti bizantini del tesoro di San Marco, o i vetri dorati tardo-antichi dei Musei Vaticani, o tesori di oreficeria provenienti da qualche museo archeologico; e poi opere di pittura, eseguite da artisti ben noti ma anche pressoché dimenticati, che l’attento lavoro di restauro - eseguito, come sempre, da esperti con notevole perizia - restituisce all’apprezzamento, allo studio e spesso alla riscoperta sia dell’autore che dell’opera.
È il caso, ad esempio, della “Cena in casa di Simone Fariseo” (1624) di Camillo Rama, che si trova a Brescia, o della bella tavoletta di Lello da Orvieto (1320 circa) collocata a Napoli.
Il percorso della mostra si presenta quindi vario e stimolante.
Nella prima sezione sono esposti reperti archeologici, statuette in marmo, avori, antiche oreficerie, ecc. Di particolare interesse un preziosissimo vetro dorato con gruppo familiare, testine in avorio che formavano ornamenti di mobili, ora staccate e rese a forma di statuetta, ecc.
La seconda sezione presenta una selezione di oggetti provenienti dai “tesori” di San Marco a Venezia, dei Musei Vaticani a Roma e di San Gennaro a Napoli. Pezzi tutti di grande pregio, tra cui il reliquiario del sangue di San Gennaro, in argento, oro e pietre preziose, risalente alla metà circa del Seicento.
Infine, nella terza sezione, capolavori pittorici, tra cui opere di Bernardo Gaddi, Alvise Vivarini, lo stupendo “Trittico di San Domenico” di Carlo Crivelli (da cui è stato tratto il logo della mostra), un grande gruppo di sei santi attribuito a Vittore Carpaccio (1505-1510) provenienti dalla Carrara di Bergamo (già esposto nel 2001 nella mostra “Bergamo. L’altra Venezia”), e restituito ad un terso nitore cromatico dopo il restauro puntualmente documentato in catalogo, la “Madonna con il Bambino e Santi” di Gerolamo Romanino (1517-1518 circa), dove riaffiora, dopo il restauro,
la serica lucentezza del manto della Vergine, una bella pala di Lorenzo Lotto proveniente da Venezia (1540-42) e molte altre ancora.
Dettagliati video allestiti in ogni sala consentono di osservare particolari del restauro eseguito, in un confronto tra prima e dopo il lavoro.
Gian Luigi Zucchini

Didascalie opere in ordine di pubblicazione:
- Bernardo Daddi, Trittico portatile
- Bernardo Daddi, Trittico portatile (particolare)
- Gerolamo Romanino, La Madonna con il Bambino tra i Santi
Bonaventura e Sebastiano
- Tempietto-reliquiario del Sangue di San Gennaro
- Carlo Crivelli, Trittico di San Domenico (particolare)
- Statuetta di Diana cacciatrice (fine I sec. - inizi II sec. d. C.)
- Ritratto funerario dell'arcivescovo di Napoli Uberto d'Ormont