Rembrandt al Castello del Buonconsiglio
di - pubblicato il 09 Settembre, 2008 in Mostre
Un periodo di grandi eventi artistici a Trento, quello cominciato a luglio e che si chiuderà solo a novembre 2008.
Due interessanti mostre al Castello del Buonconsiglio: “Rinascimento e passione per l’antico. Andrea Riccio e il suo tempo” e “Rembrandt e i capolavori della grafica europea al Castello del Buonconsiglio”; due esposizione diverse che accostano ‘500 e ‘600 ad un evento di arte contemporanea.
Della prima mostra di cui ho accennato parleremo nel prossimo articolo che verrà pubbicato domani, per dedicare all’esposizione l’attenzione che merita.
Al momento incentriamo il nostro interessa sulla seconda mostra, quella dedicata a Rembrandt: disegni ed incisioni del maestro olandese, ma anche dei suoi contemporanei, esposti nella suggestiva cornice del palazzo del Buonconsiglio di origine duecentesca. Una mostra essenzialmente di opere grafiche, cha va sicuramente visitata con calma per rivolgere la propria attenzione sui particolari di ogni stampa, per godere dei particolari che Rembrandt lascia alla nostra immaginazione, con arte straordinaria; una mostra di grafica moderna, uno stile che non tutti riescono ad amare, richiede appunto molta attenzione all’osservazione dei particolari, e forse sarebbe anche meglio possedere delle conoscenze tecniche per apprezzare queste opere cartacee così fragili.
Essenzialmente sono questi i motivi per cui è cosi’ scarso lo spazio e le esposizioni dedicate a questi grandi incisori moderni, e tra gli artisti che hanno tratto maggiori risultati dalla tecnica incisoria abbiamo di sicuro Rembrandt. 
Nella prima metà del ‘600 sperimento numerose tecniche (bulino, acquaforte, acquatinta, puntasecca, ceramolle) traendone altissimi risultati.
Alla sua morte le acqueforti del maestro facevano già parte di famose collezioni ed il loro valore era ampiamente riconosciuto; Rembrandt ha fatto dell’incisione uno strumento per raccontare il suo mondo, capace di restituire la vita segreta delle cose. 
I suoi fogli sono ricchi di segni, ma anche aperti su vasti spazi bianchi, contengono penetranti chiarori e penombre infinite.
L’esposizione presenta il nucleo di incisione all’acquaforte della collezione Lazzari Turco Menz, la raccolta donata dal 1924 al Municipio di Trento comprende anche le incisione di Rembrandt, opere di autori di scuole italiane ed europee dalla fine del XV secolo alla metà del XIX.
Partendo dalla presentazione di alcune significative opere di pittura, provenienti dai più prestigiosi musei europei, quali il Rijskmuseum di Amsterdam e la Galleria degli uffizi di Firenze, la mostra prosegue con le più note acqueforti del maestro realizzate su particolari carte e con tirature freschissime, e con alcuni disegni che mostrano il momento creativo nel quale vengono tracciate le prime riflessioni che precedono la nascita di un’opera d’arte.
Artista versatile Rembrandt non fu solo pittore o solo incisore, bensì un “peintre-graveur”, legato al passato ma coraggioso nelle sperimentazioni: la sua opera comprende dunque storie, ritratti, scene di genere, paesaggi, nudi, fogli di schizzi e studi. Ancora più sorprendente è la vastità delle tecniche e dei mezzi espressivi grafici che nessun altro artista ha eguagliato.
Nella formazione del suo “corpus” è stato paragonato ad uno scrittore che ha padronanza di generi diversi, realizzando distintamente un romanzo un poema epico, una commedia, una poesia.
Rispetto ad altri grandi artisti lui non viaggiò mai, l’arte e le sue novità gli arrivavano attraverso le stampe che l’artista acquistava senza badare a spese, attirato solo dalla qualità degli esemplari, costruendo a sua volta una propria collezione; una passione che lo condusse al fallimento e alla vendita del suo “tesoro” e anche di molte lastre riutilizzabili.
La mostra si propone pertanto di analizzare la figura di questo grande artista attraverso le sue opere ma anche esponendo delle stampe di artisti maggiormente apprezzati e collezionati dallo stesso Rembrandt, fra cui Stefano della Bella, Antonio Tempesta, Giovan Battista Castiglione detto il Grechetto, Jacob Jordaens, Jaques Callot, e Rubens. L’iniziativa è resa possibile anche grazie alla collaborazione instaurata con l’Istituto Universitario Olandese di Storia dell’Arte di Firenze nell’ambito di un censimento delle acqueforti di Rembrabdt presenti nelle collezioni pubbliche e private italiane: una particolare indagine radiografica e l’analisi delle carte e delle filigrane. Grazie al sostegno del Prof. Bert W. Meijer, direttore dell’Istituto e curatore dell’iniziativa, insieme alla Dott. ssa Paola Cassinelli (storica dell’arte) e alla dott. ssa Francesca Gramatica (Castello del Buonconsiglio), sarà per tanto possibile rendere noti i risultati di questa importante ricerca.
L’esposizione segue un ordine tematico: paesaggi, ritratti, rappresentazioni bibliche, scene di genere; in tutti questi soggetti Rembrandt ricerca una propria visione delle cose, personale e misteriosa.
Affronta spesso tematiche tratte dalle Scritture, ma con un’interpretazione cosi’ personale da farne soggetti nuovi; un esempio su tutti la cosiddetta Stampa dei cento fiorini ( presente in mostra in una copia di autore anonimo del XIX sec.), in cui sceglie di rappresentare in un’unica scena un intero libro del Vangelo di Matteo.
L’esposizione tende pertanto ad approfondire la conoscenza, la fama, al diffusione ma anche la fortuna dell’illustre maestro, la cui geniale forza espressiva ha lasciato tracce indelebili e profonde nell’ambito della storia artistica (catalogo edito dal Castello).