Quanta luce

di Cinzia Colzi // pubblicato il 19 Giugno, 2007

Il titolo vi ha fatto temere un?altra ?sviolinata? al signor Merisi, eh?
Tranquilli, tranquilli.. questa volta il riferimento è alle ore disponibili durante l?estate in arrivo e le infinite opportunità di questa superlativa Terra di Toscana.

Il panorama di offerte è una tavolozza variopinta da cui, ognuno, può estrarre a proprio gusto e chi legge ?Arte e Arti? anche sul blog sa che ho visto cose bellissime e vorrei farvele visitare tutte, magari con lo stesso entusiasmo. In questo articolo, però, propongo una particolarissima sintesi fiorentina.

La cultura torna a Villa Bardini perché, dopo 5 anni di restauri (13 milioni di euro), grazie ancora una volta all?Ente Cassa di Risparmio, abbiamo un nuovissimo complesso monumentale che ospita la centenaria Società di Orticoltura ed è appena stato presentato alla stampa il Museo Roberto Cappucci (nel 2008 ci sarà anche il Museo Pietro Annigoni).
Non esagero, ma non esiste panorama al mondo in grado di competere a quello della discesa verso l?Arno.
La Villa, e il parco, saranno un centro di iniziative culturali, mostre, convegni sul paesaggio e sui giardini. E? stato appena istituito un premio internazionale dal nome Il Monito del Giardino volto alla valorizzazione di progetti, studi e personalità, di tutto il mondo, impegnate in difesa dell?ecosistema terrestre.

Per chi considera la Galleria dell?Accademia qualcosa di più della dimora del David, si prepari alla sorpresa di Meraviglie sonore. Strumenti musicali del barocco italiano dove il piacere per gli strumenti è inatteso e, grazie a un allestimento calzante, capace di creare stupore (anche a chi è alla costante ricerca di meraviglie) con un approccio diverso perché diversi gli strumenti e, per quanto inclusi, come doveroso, nel patrimonio culturale da tutelare e valorizzare, nessuno è paragonabile agli oggetti di mobilio o design.
Nel catalogo, edito da Giunti, al piacere visivo acquisito in mostra, aggiungerete quello di tenere in biblioteca una ?sintesi di universo? e riappropriarvene ogni volta.
Particolarmente significative le parole della Direttrice Franca Faletti: ?Spero di non sorprendere nessuno affermando che difficilmente il visitatore comune è in grado di apprezzare in qualche modo uno Stradivari chiuso dentro una vetrina. Di per sé, infatti, tale oggetto è di una bellezza formale assai contenuta e l?emozione suscitata nell?osservatore scaturisce nella sua quasi totalità dal fascino evocativo del nome. Fa leva, quindi, su stereotipi e condizionamenti pseudoculturali. Tolti i quali rimane ben poco. La fruizione e il giusto godimento degli strumenti musicali deve per ciò passare da altri canali?? canali che non vi rivelo, da scoprire visitando la mostra (il martedì, dalle 19 alle 21 ingresso gratuito e, a seguire, un concerto).

Il problema del turismo capace di apprezzare prodotti culturali importanti è emerso a chiare lettere, anche a Casa Buonarroti, nelle parole del Presiente, Antonio Paolucci, durante la conferenza stampa di Michelangelo architetto a San Lorenzo perché, sembra incredibile, ma sono solo quindicimila le loro presenze annuali medie.
Viene da chiedersi, se fosse collocato in un altro luogo, diverso da Firenze, quali numeri da capogiro potrebbe vantare e quante attenzioni di plauso sarebbero riservate ad allestimenti tipo quello visitabile fino a novembre!

E se dilaga l?effimero e la ?moda di mostre di cassetta? (capaci di attirare visitatori mediante titoli con nomi altisonanti, poi presenti con un numero limitato di opere), gli Uffizi hanno deciso, in questa occasione, di tornare a una storica, importante serie di esposizioni promosse dalla Soprintendenza di Firenze negli anni Settanta del secolo scorso, che, tramite la presentazione di nuclei tematici di opere delle Gallerie fiorentine, coniugavano lo studio del patrimonio artistico con la storia del collezionismo (Caravaggio e caravaggeschi, 1970; Pittori bolognesi del Seicento, 1975; Rubens e la pittura fiamminga del Seicento, 1976; Pittura francese, 1977) perseguendo un obiettivo di studio e valorizzazione del patrimonio delle collezioni museali della città, nonché di conservazione, attraverso l?impegno in restauri necessari ai fini della presentazione al pubblico. ?filosofico umore? e ?maravigliosa speditezza?pittura napoletana del Seicento dalle collezioni medicee riunisce 38 dipinti di scuola napoletana con una selezione in base alla loro sicura, documentata presenza a Firenze nel Seicento e alla provenienza medicea, o di altre nobili famiglie della città, allo scopo di fornire un campione significativo della pittura partenopea presente nella capitale granducale.

Concludo questo percorso a Palazzo Davanzati con la Castellana di Vergy la tragica storia d'amore tornata a coinvolgerci dopo il restauro del fregio (sopra una cortina dipinta con gli stemmi dei Davizzi e degli Alberti) della camera nuziale, nel 1350,?di Paolo Davizzi e Lisa degli Alberti (datazione anticipata rospetto a quella tradizionale fissata al 1395?di Tommaso Davizzi e di Catelana degli Alberti).
Vi ho incuriosito?
Benissimo e sono certa non resterete delusi.



(pubblicato Terra di Toscana?giugno 2007 e qui riportato in data odierna)


 

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