Pisa e i Lorena

di Erica Fattori // pubblicato il 23 Settembre, 2008

Sabato 20 settembre 2008 alle ore 17.00 è stata inaugurata a Pisa, nei bellissimi ambienti di Palazzo Reale la mostra “Sovrani nel giardino d’Europa. Pisa e i Lorena”.



L’oggetto dell’evento è ricostruire attraverso dipinti, sculture, disegni, stampe, abiti, strumenti scientifici, materiale cartografico e documentario il momento di splendore culturale – e per culturale intendo sia artistico, che scientifico, che giuridico,... – che la città di Pisa ha attraversato con il governo dei Lorena.

Pietro Leopoldo fa da “Padrone di casa” durante questa mostra ed infatti due bellissimi ritratti di lui e di sua moglie ci invitano ad entrare nel primo piano della mostra. Il percorso espositivo si articola su due piani, visitandone il primo non si può rimanere indifferenti alla sala dedicata alla spedizione franco-toscana in Egitto e in Nubia, sostenuta da Leopoldo II e realizzata tra il 1828 e il 1829 sotto la conduzione di Jean-François Champollion e di Ippolito Rossellini, Professore dell’Università di Pisa; ed alla sala dedicata al Progetto di Costituzione” di Pietro Leopoldo.

Quest’ultimo punto è il cuore di tutta la mostra, infatti il 30 novembre del 1786 furono pubblicate le leggi leopoldine che abolivano la tortura e la pena di morte, questo rappresentò soltanto un passo verso quel progetto di costituzione scritta e mai attuata a causa delle vicende politiche. Il progetto di costituzione e la legge criminale meritarono a Pietro Leopoldo la riconoscenza anche di Wolfgang Amadeus Mozart, che in occasione della cerimonia di incoronazione a Praga (6 settembre 1791) avrebbe giubilato l’umanità e la generosità del sovrano illuminato musicando il testo metastasiano “La clemenza di Tito”, che vede l’imperatore romano perdonare chi congiurò contro di lui, preferendo essere amato piuttosto che temuto.

Al secondo piano invece troviamo la sezione dedicata al territorio e alle sue trasformazioni, con il prezioso nucleo di mappe e piante dell’Archivio Nazionale di Praga e riguardanti diocesi e vicariati della provincia di Pisa e delle quattro tenute granducali, cabrei di palazzi e delle diverse possessioni.

Come definita dal Soprintendente Malchiodi, questa è una mostra di taglio storico territoriale (“di cervelli”) e non di massa, quindi, a prima vista la si può definire una mostra difficile da comprendere a chi non ha un’approfondita conoscenza della storia di Pisa, invece secondo il mio modesto parere non deve essere interpretata così, bensì parole come: “ ... nelle Cause Criminali, e nel Giudizio dei Delitti e nella condanna dei Rei non dovrà intervenire in modo alcuno l’autorità predetta (Sovrano), ma dovranno puramente e con sana, e costante intelligenza osservarsi le Leggi, e specialmente in tutte le sue parti la riforma e la nuova legge Criminale colla data in Pisa de’ 30 novembre 1786, poichè la sicurezza personale dei sudditi nelli Stati di Toscana non deve essere esposta in modo alcuno a verun atto di arbitrio, ma protetta dall’autorità e soggetta unicamente alle Leggi e conservarla in benefizio universale, mediante la punizione di chi l’offende con delitti”ad oggi possono essere scontate in paesi come il nostro, ma esistono moltissimi altri paesi che ancora a distanza di 200 anni non riescono ancora ad attuarle, quindi una visita a tale mostra non può rimanere del tutto incomprensibile.

Doveroso è ricordare e ringraziare i più importanti organizzatori tra cui la Provincia di Pisa, la Fondazioni Cassa di Risparmio, l’Università di Pisa, la Soprintendenza BAPPSAE di Pisa e Livorno, gli Amici dei musei e Monumenti pisani ...

L’evento rimarrà aperto al pubblico fino al 14 dicembre 2008 ulteriori informazioni potete trovarle nel sito www.pisaeilorena.it.

Catalogo Pacini editore

 

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