Piero della Francesca e le corti italiane

di Cinzia Colzi // pubblicato il 30 Marzo, 2007

L?abbiamo attesa con ansia ed é?finalmente vissuta, l'emozione che va ben oltre una mostra perché, oggi, la Toscana esalta uno dei suoi?illustrissimi figli, colui?capace di segnare in modo indelebile il linguaggio figurativo 'contaminando' le corti rinascimentali.?
Artista "in anticipo" facendo?proprie le sollecitazioni culturali dell'epoca e a noi, passegegri del terzo millennio,?meraviglia nella sua opera?l? amore per l? uomo divenuto monumentale,??scienziato per essere miglior pittore?, creatore di quella?pittura oltre il?tempo, nella perfezione misteriosa e potente,?geniale alla ricerca dell?universo nei suoi rapporti matematici e nella sua purezza compositiva.
Sì. é proprio Piero della Ferancesca.

Un evento difficilmente ripetibile per la qualità delle opere e?che porterà alla ribalta internazionale?zone della nostra regione meno conosciute per una manifestazione policentrica, allestita tra Arezzo, Sansepolcro e Monterchi?di cui beneficerà l?intero paesaggio (n.d.r. il prof.Paolucci, all?anteprima stampa ha sottolineato?quanto sia riduttivo il termine territorio,?solitamente lottizzato e non rispettato).

Un investimento in cultura e i recenti studi preparatori (dal soprintendente Giangiacomo Martines, a Carlo Bertelli e Antonio Paolucci e il comitato scientifico internazionale del quale fa parte anche Marisa Dalai Emiliani, presidente della commissione per la pubblicazione nazionale delle opere del Maestro) ci donano un Piero un po? più vicino a noi, la cui grandezza intellettuale rivive con il visitatore attento partendo proprio dalla novità della data di nascita, il 1412.?
Una mostra di cui parlano e parleranno tutti (invito a visione?sito ufficiale http://www.mostrapierodellafrancesca.it/ per tutte le informazioni, promozioni ed eventi collegati) e mai come questa volta, vorrei esortare a una preparazione, anche minima, prima del viaggio perché, quanto più ne conoscerete l?opera, quanto più la scoprirete riguardandola!

Fino al 22 luglio 2007, al Museo Nazionale d?Arte Medievale e Moderna di Arezzo, "Piero della Francesca e le corti italiane" presenta oltre cento opere dove, insieme ai suoi capolavori, anche?quelli di artisti che lo influenzarono e?vennero influenzati da colui che, pur?considerato troppo "popolarmente comunicativo"?, incise nella cultura e alla formazione dell?arte ferrarese, umbra e marchigiana portando?nuove idee e?un nuovo stile nelle principali corti italiane mantenendo, però, autonomia di pensiero e di vita senza mai sottostare al?ruolo di pittore di corte (elementi?ben evidenziati durante il percorso? che, dalla?casa di Sansepolcro, prosegue?alla corte dei Baglioni a Perugia, al soggiorno a Firenze, con la visione della corte bizantina, alla permanenza alla corte di Ferrara, a quella dei Malatesta a Rimini. E ancora?Roma - dove nel 1455?lavora?per Niccolò V, e, nel 1459,?per Pio II - proseguendo per Urbino dai Montefeltro).?
La mostra testimonia anche il Piero teorico e matematico e troverete originali del trattato ?De Prospectiva pingendi? nelle due versioni dell?opera teorica dedicata all?aritmetica e ai problemi di algebra; il ?Tractato de Abaco?e il suo ?Tractato di pratica di geometria?, affiancati a capisaldi della trattatistica del tempo come il ?Summa de aritmetica, geometria? o il ?De divina proporzione? di Luca Pacioli che diffonde le ricerche teoriche di Piero sui volumi.
Un evento di altissimo calibro e spero vivamente possa permettere di trovare quanto prima una vera collocazione alla ?Madonna del Parto? di?Monterchi perché questa?provvisoria?non rende minimamente onore a tanta grandezza.?Piero scelse?il borgo?natio della mamma Romana per?quest'opera che non ha simili al mondo?(noto, il?più volte dichiarato "amore" per il signor Merisi, ma difficilmente potrei?rispondere con il nome di un?suo capolavoro?alla?domanda: ?se dovessi salvare una sola opera, quale sceglieresti? perché? quella Madonna?è rimasta dentro fin dalla prima volta la vidi, nella chiesina del cimitero - l'antica Santa Maria di Momentana- protetta e difesa dal leggendario?guardiano).

A Sansepolcro,?la Resurrezione e il Polittico della Misericordia, precoce manifesto di una nuova pittura, presentato nell?occasione senza l?intelaiatura e aperto ad un dibattito ? a cinquant?anni dal restauro di Cesare Brandi ? sui temi?contemporanei?dei criteri di ricostruzione
L?itinerario alla scoperta delle opere di Piero della Francesca, nella provincia di Arezzo, si snoda tra la Valtiberina, l 'alta valle del Tevere,?il lembo più orientale della Toscana e trae il nome dal fiume che l'attraversa in tutta la sua lunghezza, fino al confine con l'Umbria.
La Valtiberina fu confine e insieme punto d'incontro tra civiltà diverse, l'umbra e l'etrusca, la bizantina e la longobarda. Piero?intuì il segreto dello spazio e della luce traducendolo in pittura.
Il Museo Civico di Sansepolcro,?
ospita ben?quattro opere, oltre alle due già citate,?il San Giuliano e il San Ludovico. Ad Arezzo,?una delle maggiori città etrusche e successivamente strategica città romana. Piero ha lasciato?la sua indiscussa opera maggiore (certamente?una delle più alte testimonianze pittoriche dell?arte rinascimentale) nella cappella Bacci della basilica di San Francesco, il ciclo affrescato della Leggenda della Vera Croce. Ancora oggi non vi é concordanza nella durata di esecuzione del?capolavoro che il Maestro iniziò nel 1452. Inoltre,?nella cattedrale,?in fondo alla navata sinistra, è collocato l?affresco raffigurante la Maddalena.

Mi piace concludere con le parole ancora di?Paulucci che?ci ha spiegato dettagliatamente?come si fa una mostra di arte antica,?e, soprattutto, ?perché la si fa: "Avevamo?da raccontare una storia, la storia di Piero e della sua Terra, questa parte d'Italia che si apre come una rosa dei venti sulle corti di allora, la storia dell'Uomo che ha omologato la lingua figurativa moderna italiana. Una storia che era necessario tutti conoscessero".

 

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