Parco Archeologico di Cortona

di Gian Luigi Zucchini // pubblicato il 14 Ottobre, 2008

Mentre al Maec (Museo Arte Etrusca di Cortona) è in corso l’eccezionale mostra realizzata in accordo con uno dei più importanti musei del mondo, e cioè l’Ermitage di San Pietroburgo, continua e si consolida l’impegno a migliorare e rendere sempre più accessibile ai visitatori il Parco Archeologico di Cortona, un complesso di siti in cui sono state scavate tombe villanoviane, poi rinvenute grandi tombe etrusche a tumulo, ricche di oggetti importanti dal punto di vista storico-archeologico ed antropologico, tra cui non pochi anche di una preziosità artistica assai rilevante.

Gli scavi nell’area intorno alla città di Cortona iniziano a metà dell’Ottocento, con il rinvenimento fortuito di alcuni oggetti, tra cui un suggestivo Lampadario etrusco, che ora si trova, insieme ad altri reperti ritrovati in seguito, nel Museo Etrusco cortonese, situato nel Palazzo Casali in Piazza Signorelli, da poco ampliato e rinnovato in un suggestivo allestimento didatticamente strutturato, in modo da rendere leggibili i pezzi in esso contenuti anche a turisti e visitatori non particolarmente esperti in materia.

Proseguono poi verso il Tumolo del Sodo, località nei pressi di Cortona, dove emerge soprattutto la tomba detta a ‘Melone’, probabilmente per la rotondità del complesso, ora visitabile, che presenta all’ingresso una monumentale piattaforma-altare, a cui si accede tramite una gradinata i cui paramenti laterali sono decorati con rilievi e gruppi scultorei. In particolare, si può osservare, all’inizio della scalinata, quale sostegno ai paramenti laterali, una scultura che rappresenta il combattimento tra un guerriero e una belva, allegoria della lotta eterna tra vita e morte, il cui calco fu presente nella grande mostra di Bologna dedicata ai ‘Principi Etruschi’ nel 2000-2001.

Questo complesso funerario era certamente luogo di sepoltura di principi, dati anche gli oggetti di oreficeria, assai preziosi e decorati con finissimo gusto artistico, che sono stati rinvenuti nella Tomba 2, presso il citato Tumolo del Sodo, in anni abbastanza recenti.

Nell’area del parco cortonese ci sono stati poi altri importanti ritrovamenti, come quello, ancora in località Sodo, consistente in due circoli tombali con sepolture a incinerazione, in cui sono emerse finora dal terreno sei tombe “a cassetta”, di cui tre intatte e le altre violate in precedenza, per cui da queste ultime sono scomparsi i corredi, anche se non tutti, mentre dalle altre è stato possibile recuperare vari reperti, ora conservati nel museo della città. Essi consistono soprattutto in vasi di bucchero e di ceramica, ricchi di varie decorazioni, balsamari e vasi (dolia) in cui erano contenute le urne cinerarie, nelle quali venivano conservate le ceneri dei defunti.

Tra le altre, qua e là rinvenute nel territorio, particolarmente interessante è la cosiddetta “Tanella di Pitagora”, attribuita dal Vasari, che la vide all’incirca a metà del Cinquecento, alla tomba di Archimede Pitagorico. Si tratta di un piccolo tumulo di pietra arenaria con basamento circolare, a forma di tempietto, sormontato da un cippo e forse, tranne il cippo, ricoperta all’intorno di terra (ora è ben visibile e visitabile). All’interno vi sono delle nicchie, nelle quali venivano poste le urne cinerarie contenenti le ceneri dei defunti. Tale tomba apparteneva alla famiglia dei Cusu, certamente famiglia principesca (cioè aristocratica), il cui nome appare anche nella Tabula Cortonensis, reperto importantissimo rinvenuto nel 1992 in località Le Piagge, sempre presso Cortona. Essa contiene un’iscrizione in lingua etrusca di 40 righe, la quale risulta, fra le iscrizioni etrusche, al terzo posto per lunghezza dopo il Liber linteus di Zagabria e la Tabula Capuana.

Dal 2006 il parco è reso accessibile al pubblico, mentre i reperti rinvenuti vengono via via restaurati nel centro permanente di restauro di cui la città si è dotata nel corrente anno 2008, e conservati nel museo, che –allargando i propri spazi espositivi con bei sei nuove sale – può ora esporre tutti gli oggetti fino ad oggi rinvenuti nel territorio.

Gian Luigi Zucchini 


www.cortonamaec.org/parco/index.php

 

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