Paolo Frosecchi

di Erica Fattori // pubblicato il 23 Giugno, 2008

Conoscere Paolo Frosecchi è stata un'emozione.
Mi ha colpita la sua semplicità nel raccontarsi, seduto sul divano in fondo alla Galleria, come se fossimo soli con la sua opera e tutte le persone, telecamere, registratori e taccuini, lontani, in un'altra epoca.
Adesso appare facile comprendere pienamente il Nuovo Umanesino, base e ispirazione dell'intera sua opera artistica.

«Sono nato a Firenze (1924). Vivo i primi anni nell’incanto della campagna toscana, in villa all’Impruneta, dove si davano convegno letterati e pittori di quel tempo illuminato che dai macchiaioli prese nome.... ».
Il nonno Cesare era amante dell’arte e già dal 1916 possedeva una delle maggiori collezioni fiorentine di macchiaioli toscani, ampliata poi con divisionisti e scapigliati dal padre Augusto, giornalista e critico, amico e frequentatore di Berenson e Longhi.
Proprio in questo ambiente fortemente stimolante il giovane Paolo, autodidatta, inizia il suo cammino a qundici anni legandosi idealmente istintivamente alla lezione dei macchiaioli.
Dopo la fine del conflitto mondiale nei primi anni ’50 il Maestro si trasferisce a Roma dove partecipa all’ottava Quadriennale, mentre lel 1960 è a Milano, sua terza città/terzaradice dove avviene lo sviluppo artistico e, da quel momento, dedica l'intera esistenza alla pittura.

Espone ovunque in Europa, ma anche negli Stati Uniti d’America, Sud Africa e Sud America tornando definitivamente a Firenze nel 2005 con il desiderio di aprire una galleria d’arte moderna nel centro storico.

Il Maesto prosegue il racconto del suo percorso intellettuale: «Quando nacque l’Umanesimo nessuno sapeva cosa fosse. Fu un parto naturale determinato dalla natura storica degli avvenimenti e fecondato dal polline dell’intelletto umano che aveva raggiunto livelli di insopprimibile forza. Da questo movimento nacque l’Umanesimo come atteggiamento spirituale. Oggi la civiltà culturale si è fatta mangiare e digerire dal progresso dell’ incultura, base del più spietato egoismo della bestia Mammona, che divora i bambini crudi coi loro germogli d’intelligenza e di umiltà. E’ il terrorismo dell’ignoranza colta, nutrita con sapienza scientifica, nei laboratori delle accademie».



E ancora: «Perchè osservo e vedo come la creatività non sia più dell’uomo ma del sistema, dell’automatismo dei numeri e non del divino lampo del pensiero. E non dell’armonia dell’estetica, né tanto meno delle riflessioni speculative dell’etica» .

Oggi, con l'inaugurazione della mostra "Nuovo Umanesimo", la Fondazione Paolo Frosecchi appena costituita, di fatto, si colloca come dpazio di incontro artistico e confronto intellettuale ispirato al movimento culturale contemporaneo che dà il titolo alla monografica.

Obiettivi della Fondazione sono la raccolta e conservazione delle opere del Maestro e la realizzazione di mostre, convegni, corsi per giovani artisti in collaborazione con le principali realtà culturali pubbliche e private cittadine, nazionali e internazionali.

Consiglio, prima di visitare la Galleria, di collegarvi al sito uffciale della Fondazione per scoprire l'opera artistica e poetica di un autentico Grande.
www.fondazionepaolofrosecchi.com

 

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