Ortus Artis e ‘Fresco Bosco’
di // pubblicato il 14 Settembre, 2008
Natura e arte insieme fino al prossimo 8 gennaio 2009.
Infatti, il complesso e il parco secolare della Certosa di San Lorenzo a Padula in provincia di Salerno, ospitano un evento curato Achille Bonito Oliva con opere di artisti di fama internazionale: pitture, sculture, fotografie, installazioni, performances e la realizzazione di "giardini contemporanei" nelle celle dei monaci per un'offerta culturale davvero diversa.

La Certosa, dichiarata dall’UNESCO Patrimonio dell’Umanità, nel 2002 è stata inserita dalla Regione Campania nel novero dei Grandi Attrattori Culturali.
Il curatore ha spiegato: "se Ortus Artis porta con sé la nuova sfida del confronto con un passato non direttamente tangibile, quasi immaginario, per riportare alla luce le celle di cui quasi nulla si è conservato, Fresco Bosco segna lo slittamento dell’arte dall’interno della Certosa all’esterno e reinventa il Parco mettendo in scena eventi di grande spettacolarità in un'atmosfera di festa barocca".
La sera dell'inaugurazione il pubblico ha potuto partecipare a quella che lo stesso curatore definisce un momento di sintesi delle arti in cui la dimensione della festa investe l'intero complesso monumentale.
"Fresco Bosco" vi conduce in un viaggio verso la conoscenza di nuovi linguaggi della contemporaneità, osservati e rappresentati nella loro molteplicità di espressioni artistiche e poetiche.
Francesco Arena con l'installazione Nicchie con aureole utilizza il luogo originariamente impiegato come rimessa per gli attrezzi agricoli, trasformandolo in deposito per aureole che, orfane del proprio riferimento, illuminano se stesse conservate in casse-reliquiari.
Chiara Camoni con Appunti per una scultura propone un crocifisso in stucco a grandezza naturale, da posizionare a terra, che racchiude una doppia possibilità, un ribaltamento di spazio e di senso.
Pavimento#1 è il titolo dell'opera di Flavio Favelli, rifacimento di un modulo di cm. 250x200 del pavimento in marmo inserito nel parco che riprende i motivi del lastricato della Certosa.
Marcello Cinque ha realizzato due sculture di roccia bianca con spugna imbevute di cemento, dal titolo Fiori-muschio.

L'installazione di Matteo Fraterno (nata dall'idea di contrapporre lo spazio della neviera, anticamente adibito a conservare il ghiaccio, al calore di materiali quali sabbia e lava che riempiono una profondità di circa 10 metri) su una scala posta alla sommità della neviera un soprano intona l'originale canto napoletano "Scalinatella".
Giancarlo Neri trasforma il paesaggio in mappa e la mappa in territorio con Voi siete qui, una sorta di grande cartello posizionato in una radura.
Siamosiete, installazione al neon di Pietro Costa, include 6 contenitori luminosi disposti tra gli alberi del giardino, sui temi dell’identità e della colpa; l'artista sceglie oggetti comuni, come i bidoni di plastica della spazzatura, per sottolineare il contrasto tra il sacro e profano nell’arte, nella religione e nelle nostre scelte morali.
Franco Silvestro presenta una serie di figure in ceramica di dimensioni naturali per affrontare il tema del sociale nelle zone più calde dell'Italia del sud.
Bartolomeo Migliore, attraverso le parole Burning Humus scritte in latta a formare un cerchio di 2 metri di diametro nel terreno, racconta il paesaggio urbano della zona.
La storia della Certosa crea lo sfondo per l'opera di Francesco Bocchini che con Condominio infinito, una sua tipica scaffalatura in ferro illuminata all'interno, racconta la storia di frati e uomini illustri che nel tempo hanno abitato questo suggestivo luogo di preghiera.

Tra le sculture posizionate nel parco: Victoria non finita del polacco Krzystof Bednarski, un’opera composta da blocchi di gas beton che raffigura una gigantesca mano chiusa con le due dita alzate nel tipico segno di vittoria, con le due falangi non completate; la monumentale figura in marmo di Giuseppe Capitano; la colonna di metallo di Pietro Fortuna, di circa 3 metri di altezza con fasce laterali che formano una sorta di diapason.
Dell'australiano Lawrence Carroll un’opera site specific in una cella della Certosa.
Tutte le opere rimarranno in esposizione permanente incrementando la già cospicua collezione: fotografie, opere pittoriche e installazioni saranno infatti collocate all'interno della Certosa a creare un vero e proprio museo di arte contemporanea nei luoghi sacri dei monaci certosini.
Gabriele Basilico propone una suggestiva fotografia della città di Beirut, già parte del ciclo fotografico presentato alla Biennale di Venezia 2007.
Di Lucia Lamberti è stato scelto Ad occhi chiusi, un quadro che ritrae una bambina a braccia aperte ed occhi chiusi, un’immagine che simboleggia l'abbandonarsi e il procedere verso la vita, ma anche la condizione di incoscienza, di incapacità di vedere e di prevedere.
L'artista israeliano Shai Frish Peri ha realizzato un'installazione a muro costituita da una superficie assemblata con componenti elettriche, mentre Paolo Picozza ha dipinto una tela di grandi dimensioni con bitume e carta incollata sulla superficie.
La fotografia di Sergio Picciaredda, Pool, rispecchia una visione soggettiva della realtà, colta nell'intimo di molti dettagli.
Spazio ottanta, Barcellona restituisce un'immagine accattivante della città spagnola: Lorenza Lucchi Basili rappresenta habitat contemporanei affidandosi alle condizioni di percezione al momento dello scatto.
Gianfranco Baruchello presenta il video Il bosco, in cui una passeggiata diventa lo spazio sensibile dell'immaginazione: il bosco è anche il risultato di un’opera di cura, manutenzione e recupero di un sito storico, ovvero la strada etrusca che congiungeva l’antica Veio a Sacrofano.

Symbiosis, dell’artista greca Mary Zygouri, fa parte del progetto “Fattening Cells” e riflette sul delicato tema del rapporto tra l’Autorità e la Massa.
Luca Campigotto, Raffaela Mariniello e Francesco Acone, che presenta Mesopotam, fanno rivivere gli antichi spazi della Certosa attraverso poetici scatti fotografici, mentre Mauro Di Silvestre e Luca Padroni espongono opere pittoriche.
Di Umberto Scocca lo spettacolo Electronic cafè, mentre Domenico Mennillo-Lungrabbe e Arianna D’Angiò sono i protagonisti di La Maison de Rêve, rielaborazione di un progetto architettonico-musicale del compositore La Monte Young che dà vita a una vera e propria “stanza nel verde”, nella quale abitano un uomo e una donna, animata da un tessuto sonoro costante (musica melodica “trattata” e musica elettronica).
La classe morta è il titolo dello spettacolo di Guidarello Pontani in cui attori in carne e ossa chiamano, come per un vera interrogazione, altri attori scomparsi da tempo. La classe, ossia lo spazio scenico, si anima improvvisamente attraverso colloqui, monologhi e gesti fantastici: artisti, attori, registi, poeti, scrittori e altri personaggi significativi degli ultimi decenni prendono così forma trasportando lo spettatore tra spazio e tempo, in un luogo frequentato soltanto dagli dei.
"Ortus Artis" è dedicata alla rivisitazione dei giardini di due celle della Certosa. Un momento di incontro tra paesaggio e architettura, tra natura e arte; al tempo stesso, è un'occasione di confronto e sviluppo delle posizioni più attuali nel campo dell'architettura del paesaggio contemporaneo nazionale e internazionale.
Per questa edizione anche il progetto della cella n. 26, ideato dagli studenti dell'università di Dresda, che con l’opera “DERECONSTRUKTION” hanno vinto "Ortus Artis 2006 - IV Workshop internazionale del paesaggio e del giardino contemporaneo". L'’ateneo tedesco si è così affermato sugli altri istituti partecipanti, studiando un progetto in cui è stata riscontrata una sensibilità universale che non rinuncia al dialogo con la natura.
La cella n. 26 è una delle due recuperate dalle alluvioni di fine ‘800, in cui, grazie a scavi recenti, erano state rinvenute le tracce sia della cella stessa che del muro di cinta.
Il fertile terreno di Ortus Artis ha fatto inoltre nascere l’innovativo concorso on-line per la rilettura del giardino della cella n. 25.
Il gruppo di architetti di paesaggio Archi-pelagus di Roma ha vinto con il progetto Riflessioni, in cui l'essenzialità dello spazio diventa uno spunto alla riflessione sull'esistenza, un mezzo per trascendere la dimensione materiale e innalzarsi verso quella spirituale.
Gli ambienti interni della stessa cella, recuperati e riutilizzabili grazie agli interventi di restauro conservativo della Soprintendenza, ospitano le opere di fotografia che arricchiscono la collezione di opere contemporanee già raccolte in Certosa.
Maria Giovanna Sessa, Direttrice della Certosa ha sottilineato: “La Certosa di Padula diviene tappa irrinunciabile nel viaggio di conoscenza della complessa sensibilità contemporanea, in cui la dimensione artistica, architettonica, poetica e spirituale dialogano e creano un'unità di senso attraverso la commistione tra passato e presente.”
Gennaro Miccio, Conservatore della Certosa ha aggiunto: "Per la prima volta quest'anno, Fresco Bosco, arricchito dai nuovi interventi di artisti di fama internazionale, si fonde con Ortus Artis, il progetto che ha riportato a nuova vita i giardini delle celle, metafora del nutrimento dell'anima. Si crea così una continuità ideale tra la vita del monastero e la creatività che sconfina e abita il desertum".
Il coordinamento esterno è di Giuliana Picarelli e Martina Cavallarin.
Per informazioni e notizie: www.comune.padula.sa.it
Sui luoghi e sugli eventi culturali del Ministero è a disposizione anche un call center che risponde al numero verde 800 991 199 con servizio attivo tutti i giorni dalle 9.00 alle 19.00 .
Si può inoltre consultare il sito www.beniculturali.it (eventi culturali, appuntamenti in agenda).
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