Oriana Fallaci. Fiorentina di razza
di - pubblicato il 24 Aprile, 2008 in Mostre
Ad un anno e mezzo dalla scoparsa di Oriana Fallaci, un libro e una mostra itinerante nel ricordo di una grande giornalista che con i suoi articoli ed i testi che ci ha lasciato, è diventata uno “scrittore” (così voleva essere definita, e così è stato pure inciso sulla sua tomba ) italiano tra i più famosi al mondo.
Sulla sua figura è già stato detto molto, ma forse mancava qualcosa che raccontasse i suoi ultimi giorni di vita e che li descrivesse come una “riconciliazione con Firenze”.

La città di Firenze rende omaggio ad Oriana Fallaci, fortemente voluta dal Ministro per i Beni e le Attività Culturali Francesco Rutelli e promossa dalla Provincia di Firenze e dal Consiglio Regionale della Toscana, sotto l'alto patronato del Presidente della Repubblica Italiana, Palazzo Medici Riccardi ospita, fino al prossimo 11 maggio la mostraracconto "Oriana Fallaci. Fiorentina di razza" per testimoniare la vita avventurosa della protagonista.
Una mostra per ricordarla, ma soprattutto per raccontare una protagonista della nostra storia, sempre pronta a misurarsi con i grandi avvenimenti del Novecento.
Matteo Renzi, Presidente della Provincia di Firenze, presenta così la mostra: “Orina Fallaci, fiorentina di razza, perché questa donna ha rispecchiato la genialità della sua terra, amando Firenze anche da lontano, intimamente e legata a quella fetta di provincia in cui è nata, vissuta e in cui a voluto tornare a concludere il suo cammino”.

Curata da Edoardo Perazzi e Alessandro Nicosia, oltre alla sede della Provincia, la mostra prosegue in quella del Consiglio Regionale per concludersi a Greve in Chianti, dove aveva una casa, ripercorrendo l'intero cammino della scrittrice.
Una sezione, ospitata dalla Provincia di Firenze negli spazi di Palazzo Medici Riccardi, ripercorre le origini fiorentine della scrittrice, illustrando la sua storia familiare riservando uno spazio ad alcune testimonianze rilasciate da giornalisti, politici ed amici della scrittrice, per un ricordo capace di tracciare un ritratto complesso e sfaccettato.
Palazzo Panciatichi, sede del Consiglio Regionale, ospita invece un percorso che, attraverso i libri scritti dalla Fallaci, contestualizzati da foto, oggetti, filmati, lettere e varia corrispondenza, giornali e altro materiale, offre la possibilità di approfondire i tanti temi trattati dalla giornalista: dai divi di Hollywood, passando dal Vietnam alla rivolta di Città del Messico.
Un’esposizione fotografica, si terrà anche a Greve in Chianti, dove la famiglia Fallaci possedeva una casa, e dove Oriana si è fatta fotografare, nel 1979, da Angelo Cozzi, di cui viene appunto esposto il servizio fotografico.
Quasi 200 scatti inediti che ripercorrono la sua vita sull’onda degli eventi più drammatici della storia del Novecento, dalla sua infanzia partigiana, al dirompente ingresso nel mondo della carta stampata, dalle prime interviste ai grandi reportage del Vietnam, al successo mondiale dei suoi libri.
Nella sezione ''Scatti e testimonianze'' è centrale l'importanza di come certe foto abbiano contribuito alla creazione del personaggio "Fallaci". L'allestimento di Palazzo Panciatichi rispetta il desiderio di Oriana di essere ricordata, prima di tutto, come scrittrice: troverete i quattordici libri che l'hanno fatta conoscere nel mondo; ancora foto, giornali, oggetti, e corrispondenza per sezioni che approfondiscono le tematiche di cui la giornalista e scrittrice si è occupata.
In mostra anche la sua macchina da scrivere, "Lettera 22" oltre a quaderni di appunti, bozze attentamente corrette, mappe, documentazione per meglio comprendere il contesto in cui si trovava e ricordi tangibili come le schegge di proiettile raccolte a Dak To, il pezzo di tuta di un astronauta dell'Apollo XII, o le poesie dal cardere di Alkos Panagulis scritte con caratteri piccolissimi per risparmiare carta.
Ricordare la Fallaci nella sua Firenze assume un significato particolare: un tributo alla donna profondamente fiorentina ma anche cittadina del mondo, ripercorrendo da una parte il suo difficile rapporto con la sua città e dall’altro la sua carriera di scrittrice.
“Eccolo infine scoprire la magia dello scrivere: quel bisogno di vomitare sulla carta ciò che si pensa o si ricorda o si è visto, in un dialogo pazzo tra se stessi e una massa senza volto, o un monologo ancora più pazzo per sentirsi un po’ meno soli” (Oriana Fallaci).