Oggi Parma si chiama Correggio

di Katty Colzi - pubblicato il 21 Settembre, 2008 in Itinerari... d'autore!

Ho scelto quel titolo perché non si tratta dell'omaggio a un artista con un'imponente monografia, ma è stato creato un percorso capace di restare nella storia della città.
Dovete viverlo, portandoci anche i bambini che da adulti lo ricorderanno ancora.

Un progetto e un comitato scientifico ai massimi livelli, con l'apporto instancabile della curatrice Lucia Fornari Schianchi, permette ora a Correggio di raccontare chi eravamo 500 anni fa.
Se siamo in grado di "leggere" Raffaello e Michelangelo, Parma regala la chiave di accesso a colui che esalta le emozioni, gli affetti, le vanità, lasciando nel contempo attoniti dai particolari, dalla genialità di alcune scelte anticipatrici, dove la bellezza appare in una luce declinata attraverso chiaroscuri palpabili e fisicamente carnali.

Fino al 25 gennaio 2009 gli appuntamenti sono alla Galleria Nazionale, Camera della Badessa in San Paolo, Monastero di San Giovanni Evangelista e la Cattedrale.
Avrete già letto abbondantemente dell'evento, mentre l'allestimento era ancora in cantiere e le opere in viaggio (è divenuta abitudine dei media, per il terrore che qualcuno possa bruciare la notizia, riferire con anticipo sempre maggiore, magari dalla scrivania e con il materiale messo a disposizione della stampa!!!) per questo rinvio al bellissimo sito ufficiale per tutte le opere in mostra, le sezioni, i dettagli, gli eventi collaterali, gli appuntamenti autunnali e gli itinerari nel territorio:
http://www.mostracorreggioparma.it/index.php
Per chi lo desidera, il catalogo edito da Skira, offre posizioni ben diverse anche in un attuale ripensamento che da Vasari prosegue fino agli schieramenti critici del Novecento.

Quanto ammirato  a Parma non è solo il dialogo per storici o studiosi, ma, attraverso una stratificazione di contenuti, permette di liberare le menti, sia di giovanissimi come di anziani, per un'autentica soddisfazione di armonia con noi stessi.

Niente di meglio, quindi, di un viaggio durante la settimana per scoprire le sale della Galleria, la Camera della Badessa e poi ritovarsi dentro le cupole, salire gli scalini per arrivare in alto, per le visioni ravvicinate della navata centrale di San Giovanni Evangelista e quella del Duomo.
Immersi in quel Paradiso, dopo cinquecento anni, l'esperienza emozionale che svela quanto Correggio sia smisurato nella grandezza espressiva.

Un plauso agli organizzatori che hanno allestito, riterrei la prima volta in Italia, un ponteggio fruibile anche dai diversamente abili per un colloquio davvero universale.

La cultura è vita e a Parma l'abbiamo avvicinata e respirata.

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