Occhi, mani e piedi per dire Africa
di // pubblicato il 04 Marzo, 2008
Daniela Vannini è tornata a trovarci per segnalare a tutti una valida iniziativa da visitare, ma anche da pensare attentamente.
Saranno i loro sorrisi contagiosi, saranno i colori cangianti delle stoffe o la sensualità del loro sembiante, sta di fatto che già dalla prima foto, non riesci più a distogliere lo sguardo da quegli occhi, quelle mani e quei piedi che narrano storie d’amore e di sofferenza lontane.
Una dopo l’altra, le fotografie mi passano davanti come un lungometraggio. Anzi, sembrano darmi il benvenuto in un mondo in gran parte ignaro della modernità.
Il tempo sembra essersi fermato in quel piccolo angolo “di là d’Arno” fra via Maffia e via dei Serragli, mentre le note di Mozart risuonano maestose da un pianoforte a coda. L’atmosfera è davvero suggestiva. Da un lato c’è la Gloria della Vergine con San Paolo e San Carlo Borromeo dipinta nel 1721 da Sigismondo Betti, dall’altro una donna, una madre, una Burkinabè immortalata mentre dà alla luce il figlio. Un’altra madonna, un po’ fuori dei canoni, ma altrettanto bella.
Siamo nell’ex Chiesa di San Carlo dei Barnabiti a Firenze dove si è aperta domenica 1 marzo la mostra fotografica “In Burkina”, di Simone Stefanelli, a sostegno del programma di cooperazione internazionale “Burkina2007”, organizzata dalla associazione Onlus Sviluppo 2000 nata a Firenze nel 1987. Il progetto – che ha avuto come testimonial della raccolta fondi Marcello Lippi – prevede interventi nel campo sanitario con la ristrutturazione dell’Ospedale Paul VI a Ouagadougou (capitale del Burkina Faso), nel settore agricolo ed economico.
Qui a Ouagadougou, Simone, già pronto per partire alla volta della Palestina, ha vissuto oltre due mesi a contatto con la gente del posto sperimentando situazioni di estrema sofferenza, ma anche di calorosa accoglienza. “La cosa che mi ha colpito di più è che lì sono tutti amici, e addirittura il guardiano della chiesa cattolica è musulmano. E’ straordinario, come straordinario è questo paese” racconta Simone.

Di loro ricorda soprattutto“l’amicizia, la capacità di accettare la diversità, pur essendo orgogliosissimi delle loro tradizioni ” e poi “ i colori e la musica”. Insomma, il Burkina gli ha lasciato “una gran voglia di tornare”.
Le sue immagini ci trasportano fin quaggiù dove 2 bambini su 10 non arrivano al primo anno di età: nel “paese degli uomini integri”, come lo chiamò Thomas Sankara, il giovane socialista che guidò il suo paese verso la libertà a costo della vita.
L’esposizione è un’avvincente sequenza di frammenti di vita dove gli estremi si toccano quotidianamente. Vita e morte, ingiustizia sociale e un forte senso di ospitalità, dolore e gioia, infanzia negata e una grande dignità si rincorrono nell’eterna sfida alla sopravvivenza.

Tutto questo è raccontato dall’esercito di donne in bicicletta che ogni mattina vanno al lavoro cariche di sacchi e con i pargoletti aggrappati alle spalle, dai volti consumati dei cercatori d’oro, dai mercati a cielo aperto, dalle morbide dune sabbiose del Sahara. E ancora dalle farmacie ambulanti con i suoi grattacieli di scatole impilate una sull’altra in perfetto equilibrio. Dagli infiniti colori e fantasie degli abiti femminili, dai bambini che ti sorridono, dal seno raggrinzito di una madre che allatta, dalla geografia disegnata nelle mani e nei piedi del popolo del Burkina Faso.
E’ una mostra fatta con il cuore e al cuore vuole arrivare. Resterà a Firenze fino al 9 marzo, poi si sposterà in altre città della Toscana e d’Italia.
Daniela Vannini
Orari:
lunedì-giovedì:16-22
venerdì-domenica:11-24
Ex Chiesa di San Carlo dei Barnabiti, via S. Agostino n° 23
P.zza S. Spirito – Firenze
Ingresso libero
Per qualunque informazione contattare:
Dott. Valentina Loparco ( Sviluppo2000, ONG-ONLUS)
fundraising@sviluppo2000.org
info@sviluppo2000.org
www.sviluppo2000.org
www.burkina2007.org