Musica in Scena

di Katty Colzi // pubblicato il 23 Aprile, 2007

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Un esordio?con molto entusiasmo, ma anche con la stessa quantità di emozione perché Cinzia, mia sorella, ha?chiamato da?Palazzo Pitti?dicendo?di essere così felicemente sorpresa da questa mostra al punto di volerci pensare un po'? e?poi?raccontarne esattamente?la reale grandezza: e ha deciso, sul momento, di far creare un mio spazio (lei riferisce su Terra di Toscanawww.terraditoscana.com/default.aspx?lpg=travelog_arte&obj=apr07&loc=it).
Eccomi dunque all'opera: mi documento e poi vi dico!


La Galleria d?arte moderna, situata al secondo piano di Palazzo Pitti espone stabilmente dipinti e sculture, per la maggior parte italiani, dalla fine del Settecento fino agli anni della prima guerra mondiale e, nelle sue sale (già residenza dei granduchi lorenesi con opere dal neoclassicismo al romanticismo, una straordinaria raccolta dei Macchiaioli, importanti testimonianze delle scuole italiane del secondo Ottocento oltre che dei movimenti artistici dell'inizio del Novecento), fino al 9 settembre, un evento eccezionale porterà a Firenze, durante l?estate, anche coloro in vacanza in altre zone raggiungibili con qualche ora di auto, oltre a chi tornerà appositamente a Firenze.?

Promossa e realizzata a tempo di record (dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per esso dalla Soprintendenza Speciale per il Polo Museale Fiorentino e la Galleria d?arte moderna di Palazzo Pitti con Firenze Musei e il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino), la mostra celebra le Settanta edizioni del Maggio Musicale Fiorentino, il più importante Festival musicale italiano, selezionando in quell?infinito archivio spesso inesplorato, bozzetti, modelli di scena, figurini e costumi che costituiscono, nella particolarità della forma scenografica, un capitolo qualitativamente alto di storia delle arti figurative del Novecento.

Come?hanno ben illustrato Isabella Lapi Ballerini e Moreno Buccin conferenza stampa, i più importanti pittori, scultori, architetti, scenografi, costumisti, stilisti, nel corso degli anni, si sono confrontati con le programmazioni del Maggio dando luogo a spettacoli indimenticabili nel campo della musica lirica, del balletto e, talvolta, anche della prosa. Tutti, da Giorgio De Chirico a Giulio Paolini, da Gino Severini a Piero Dorazio, da Gianni Vagnetti a Dani Karavan, da Mario Sironi, Enrico Prampolini, Mino Maccari, Oskar Kokoschka fino a Maria De Matteis, Piero Tosi, Derek Jarman, Gabriella Pescucci, Dante Ferretti, Marius Nekrosius, David Borovsky, Maurizio Balò, Sylvano Bussotti, proprio tutti, li troverete?in Mostra, protagonisti della messinscena del secolo scorso, artisti che, muovendosi dialetticamente fra i due poli di ?scena dipinta? e ?scena costruita?, hanno contribuito, da Firenze, al rinnovamento dello spettacolo in Italia e in Europa. Alle loro creatività rende omaggio "Musica in scena", sottolineando, già?dal titolo, il filo indelebile, ma ispiratore delle?invenzioni scenografiche esaltando la valenza fortemente evocativa dei materiali esposti e dove,?l?altezza dei risultati raggiunti, può?dar corpo al comune sogno dello ?stupefacente spettacolare?.

In considerazione di tanto materiale, per poter avere?il maggior spazio, é stato studiato il?percorso espositivo?coincidente con l?ingresso in Galleria:?un itinerario sorprendentemente allestito in simbiosi con la realtà del luogo e dove, anche le finestre aperte contribuiscono alla magia che solo la reggia fiorentina è capace di suscitare e, sottolineando anche?la cronologia espositiva, tale relazione, conclude la Mostra una sala appositamente riallestita, in cui alcune opere delle collezioni novecentesche (normalmente conservate nei depositi in attesa del tanto atteso nuovo padiglione.. chissà quando, pero!) di nomi tipo? Giorgio De Chirico, Felice Casorati, Gianni Vagnetti, Gino Severini, Primo Conti, Giovanni Colacicchi, Mario Sironi, Baccio Maria Bacci, Ardengo Soffici, sono esposte accanto a bozzetti e figurini teatrali da loro stessi eseguiti. Il confronto che si instaura in tal modo fra dipinti e invenzioni sceniche ben riflette l?arricchimento linguistico ed espressivo che l?esperienza nel melodramma ha determinato nel lavoro pittorico di ciascuno di loro.

Concludo con una menzione particolare al catalogo omonimo, edito da Sillabe, certamente anche un?idea regalo.

 

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