Meraviglie sonore. Strumenti musicali del barocco italiano
di // pubblicato il 11 Giugno, 2007
Prorogata al 9 dicembre 2007
Da domani, fino al 4 novembre?2007, alla?Galleria dell?Accademia di Firenze troverete "Meraviglie sonore. Strumenti musicali del barocco italiano"?e vi dico subito che la bellezza degli strumenti esposti é superiore al desiderio di sentirli suonare e resterete incantati da quella cinquantina di capolavori?costruiti con materiali rari o preziosi e stupefacenti per la ricchezza delle decorazioni a intaglio, scolpite e intarsiate, e per le forme sorprendenti e insolite
La mostra si articola in?tre sezioni dove, la?prima, "Per il piacere delle forme e dei colori" , una tela di Cesare Dandini?mostra il Dio Apollo con una cetra in mano ornata da animali fantastici, un dipinto di Antiveduto Grammatica proveniente dalle collezioni dei Gonzaga dove Santa Cecilia è circondata da angeli e da strumenti musicali fra cui una grande arpa decorata come un gioiello, uno spettacolare trittico dipinto da Bartolomeo Baschenis per la Famiglia dei Conti Agliardi.?
Passando agli strumenti, per la prima volta lascia Londra la?spinetta costruita dal milanese Annibale de? Rossi nel 1566 (eccezionalmente prestata dal Victoria & Albert Museum)?e coperta da circa 2.000 pietre preziose e semipreziose tra cui lapislazzuli, turchesi, ametiste e perle).
Vi stupirete, come di fronte ai?tre clavicembali con raffinate ed esuberanti decorazioni, uno appartenuto alla famiglia Barberini e l?altro agli Ottoboni, quest?ultimo attribuito a Luca Giordano.?
Nella quarta sala,?due incredibili violini: quello realizzato da Antonio Stradivari a Cremona nel 1677, noto come Sunrise, con le fasce delicatamente intarsiate di decorazioni floreali nere, e quello costruito da Domenico Galli per Francesco II d?Este nel 1687, con il fondo e le fasce interamente scolpite e intagliate a motivi floreali, animali e mitologici.
A seguire tutta una serie di strumenti intarsiati in avorio, madreperla e tartaruga danno vita a vivaci giochi di colore e di contrapposizioni in negativo/positivo fra bianco e nero.
La seconda sezione "Per il piacere della meraviglia" troverete?strumenti zoomorfi e teatrali, costruiti sin dal tardo XVI secolo in modo da suggestionare gli spettatori in maniera tale che suoni apparissero prodotti da draghi o serpenti, o da chitarroni con la forma di lira di Apollo.
Tutto intagliato in avorio è il Corno da caccia a forma di delfino del Musée de la Musique di Parigi, mentre il Cornetto basso in do con testa di drago dello Staatliche Kunstsammlungen di Dresda spalanca contro di noi le sue fauci con incredibile verismo.
Ma dove resterete incollati per l'incredibile realtà di fronte ai vostri?occhi sarà nella?terza sala dove?sono raccolti strumenti interamente costruiti in marmo, tra cui un clavicembalo, proveniente dalla Galleria Estense di Modena, tutto bianco di marmo di Carrara, decorato a bassissimo rilievo come fosse un delicato ricamo. La lastra di marmo è talmente sottile che alla luce diventa così trasparente da sembrare di alabastro.
Non state sognando.. la pietra può emettere note!
Infine, per la terza?sezione "Per il piacere dei suoni",?per tutta la durata della manifestazione ci sarà musica in Galleria, organizzata con?il Conservatorio Luigi Cherubini e nelle?sale si potranno?anche ascoltare?i clavicembali esposti suonati dal vivo.
Infatti,?nella Tribuna del David? si esibiranno in concerto musicisti di fama internazionale ? alcuni dei quali invitati a suonare su strumenti della collezione permanente e su alcuni degli strumenti esposti.
In altre zone della Galleria, musica di giovani concertisti che si esibiranno sul brani del repertorio barocco italiano, per il quale gli strumenti in mostra furono concepiti (ogni martedì sera nel corso dell?apertura gratuita prevista dalle ore 19 alle ore 22).?
Infine, il Castello Sforzesco di Milano, la Galleria Estense di Modena e l?Accademia di S. Cecilia di Roma, (alcuni dei prestatori di?pezzi fra i più belli esposti), hanno?generosamente organizzato iniziative musicali dedicate alla mostra.
Come ha sottolineato?Cristina Acidini Soprintendente per il Polo Museale Fiorentino "Una mostra destinata a stupire: a trasportare i visitatori nella dimensione emotiva, tipica dell?età barocca e oggi sempre più rara, della ?meraviglia?. Tale è la mostra intitolata appunto alle ?meraviglie sonore?, quegli strumenti musicali del Seicento e del primo Settecento che per il pregio dei materiali costituenti e per il rigoglio fantasioso della costruzione e della decorazione sopravanzano di così ampia misura i parametri estetici medi degli strumenti creati nel loro tempo. Le ricerche preliminari alla mostra e al catalogo sono state coordinate dalla direttrice della Galleria dell?Accademia Franca Falletti, nell?ambito delle attività rese possibili dalla presenza, all?interno della Galleria stessa, del Dipartimento degli Strumenti musicali del Conservatorio di Musica ?Luigi Cherubini?.
La necessaria competenza scientifica, in un campo così specifico, è stata garantita dal costante apporto degli altri due curatori dell?evento, Gabriele Rossi-Rognoni e Renato Meucci. E come risultato di queste ricerche, abbiamo sotto gli occhi in mostra ? e illustrati nel catalogo ? oltre cinquanta ?pezzi? provenienti anche da importanti musei e raccolte internazionali. Tra i suoi tanti meriti, questa mostra annovera anche quello di richiamare le necessità specifiche di tutela, conservazione e restauro degli strumenti musicali antichi che ? un po? come gli strumenti scientifici ? sono saliti in tempi relativamente recenti all?attenzione di chi può e deve prendersene cura".
E d?altronde lo studio dei materiali costituenti e delle tecniche di esecuzione delle ?casse?, in interazione con meccanismi originali o sostituiti, non può non essere il punto di partenza per interpretare quanto più correttamente possibile le necessità di ogni singolo strumento, e per corrispondervi in termini conservativi senza escluderne l?uso regolato e periodico. Nella convinzione che questa mostra sia un evento del tutto eccezionale, e al tempo stesso profondamente rispondente alle politiche di valorizzazione del patrimonio artistico e culturale basato a Firenze, l?Ente Cassa di Risparmio di Firenze l?ha inclusa nella propria iniziativa di copromozione di mostre nei musei del Polo Museale Fiorentino ?Un anno ad arte 2007?, e di questa entusiastica condivisione del progetto sono grata al presidente Edoardo Speranza così come a tutti i suoi collaboratori. Fin dall?antichità, come mostrano le testimonianze iconografiche greco-romane, la varietà degli strumenti ha dato luogo a una varietà di forme, che l?arte del Rinascimento ha poi rievocato, reinventato, amplificato. Una fantasia metamorfica nella concezione della struttura si manifestava già alla fine del Cinquecento, allorché ad esempio gli strumenti a fiato detti ?serpentoni? venivano realizzati con morfologie e tinte che li rendessero il più possibile somiglianti ai rettili ispiratori. In età barocca poi, in sintonia con la diffusione dell?esuberanza lineare e plastica che attraversava le arti ?maggiori? e le arti applicate come
Didascalie clavicembali
CLAVICEMBALO MONDINI Amburgo, Museum f?r Kunst und Gewerbe, Sammlung Beurmann Strumento: Firenze (?) 1701, Giuseppe Mondini (Imola 1658 ? Roma 1718), vari tipi di legno, avorio, corno, seta, ferro. Cassa esterna: manifattura dell?Italia centro-settentrionale, secondo quarto del XVIII sec., legno intagliato, dorato e dipinto?
CLAVICEMBALO ?BARBERINI? Collezione privata Strumento: Napoli (?) seconda metà del XVII sec., anonimo, avorio, ebano, lacca rossa, legno da frutto, di cipresso e di abete, ferro e foglia d?oro. Cassa esterna: manifattura romana con angeli su disegno di Johann Paul Schor, Innsbruck 1615 ? Roma 1674, secondo quarto del XVIII sec., col reimpiego di elementi del XVI e del XVII legno scolpito, intagliato, dipinto e dorato (a bolo e a mecca), cuoio argentato, dorato a mecca e bulinato.