Matilde a Reggio Emilia
di // pubblicato il 10 Ottobre, 2008
di Flavia Molinari
Come ha già scritto Fabiola lo scorso 8 settembre, in questa fine d’anno si è risvegliata la voglia di approfondire il periodo nel quale la contessa Matilde Canossa ha vissuto dando una sua particolare impronta al territorio e ai costumi di parecchia parte dell’Impero e dello stato governato dal clero. La cosa straordinaria è che questa donna, ultima discendente dei Canossa, parente di papi e di imperatori ma donna, è riuscita, negli anni intorno al 1100, a essere anche la promotrice della famosa riappacificazione tra Enrico IV e papa Gregorio VII.
Fa ormai parte del gergo comune dire “andare a Canossa” quando si deve fare dei grossi sacrifici per cancellare una controversia o un dissidio. Il detto è nato proprio in ricordo di questo famoso evento del 1077, durante il quale il papa tenne l’imperatore, arrivato a piedi alla rocca di Canossa, all’addiaccio sotto la neve per ben tre giorni (25 – 28 gennaio), facendogli rischiare il congelamento prima di concedergli il perdono.
La mostra “Matilde e il tesoro dei Canossa tra castelli e città” allestita a Reggio Emilia è un percorso, curato da Aldo Calzona, corretto e intelligente che riesce a creare nel visitatore la capacità di inserirsi nell’atmosfera di quell’epoca e negli avvenimenti più importanti che hanno reso celebre la contessa Canossa. Le opere esposte (sculture, pitture, gioielli, testimonianze architettoniche, oggetti d’uso e altro ancora) sono 215, davvero molte considerando l’epoca. Naturalmente per chi ama il medioevo riescono a essere tutte davvero interessanti, perché fanno riconsiderare gli avvenimenti storici più importanti e ricreano sia l’ambiente culturale sia quello artistico del XI e XII secolo.
E’ ovvio che per “incorniciare” adeguatamente tutte le opere esposte sono state scelte quattro diverse sedi: a Reggio Emilia il Palazzo Magnani, il Museo Diocesano e i Musei Civici oltre al Museo Campanini che si trova proprio a Canossa.

E ora diamo una più approfondita occhiata ad alcune di queste meraviglie: sarà che personalmente provo molta ammirazione per tutto quello che è decorato con grande semplicità e con una tale essenzialità da sembrare persino una moderna evoluzione, certo è che ho trovato l’Altare portatile (realizzato tra XI e XII secolo) un pezzo da godersi con molta attenzione. Basta guardare il fregio eburneo che corre su tutti i lati: è un tralcio vegetale sinusoidale con belle foglie carnose in mezzo alle quali fanno capolino alcuni volatili. Se poi si osservano con attenzione le diciotto placche di avorio sistemate sulle pareti, ci si rende conto che la vita di Cristo è raffigurata davvero con allegra e mossa sobrietà ed è interessante scoprire che il racconto inizia con l’Annunciazione e prosegue in senso orario.

Anche i dipinti hanno una loro fresca capacità di riuscire a fare capire a tutti cosa raccontano: per esempio “Il giudizio e punizione di Anania e Saffira”, con quella cornice architettonica ma ariosa, mette subito in chiaro chi è coinvolto e chi, invece è il giudice giustamente imparziale. Poiché si tratta di un affresco a calce alcune parti sono poco leggibili, ma occorre pensare che è stato realizzato agli inizi del XII secolo e che i colori si alterano parecchio con il passare del tempo.
Le sculture sono semplici e gentili, se poi rappresentano i personaggi della Sacra Famiglia, tendono a rendere più “lavorati” i contorni, gli accessori per ottenere una migliore identificazione dei personaggi. Così nella “Madonna col bambino” (1120/ 1130) troviamo un raffinato e prezioso sedile, vesti mosse per accompagnare i corpi ma, nello stesso tempo, semplici per fare risaltare i gesti e i visi della Madonna e del bambino.

E ora desidero porgere una considerazione molto personale che riguarda i mosaici perché, secondo il mio giudizio, sono davvero particolari e assolutamente essenziali. Con poche linee e pochi colori, magari solo il bianco e il nero, i mosaicisti dell’epoca riescono a raccontare, per esempio, la lotta tra due guerrieri. Le loro vesti, le loro armi e il loro corpo sono immobilizzati lì sul terreno, ma mostrano di essere estenuamente impegnati nel condurre a termine la lotta intrapresa. Gli animali (cervi leoni, draghi, serpenti etc.) e gli uomini dimostrano tutti di essere stati generati da una capacità rappresentativa talmente intensa da arrivare a stupirmi/ci ancora oggi.
Il catalogo, edito da Silvana Editoriale, è in realtà un libro di testo leggendo il quale si riesce a ricreare il clima delle prime crociate, l’atmosfera monastica che aleggiava intorno a Matilde e tutto il contorno culturale che esisteva allora.

Naturalmente questa mostra vuole anche promuovere la conoscenza del territorio, considerato da sempre solo un luogo di passaggio tra la Toscana, l’Emilia e la Lombardia, invece ha avuto ed ha dei gioielli che vanno riscoperti e fatti propri. Per questa ragione sono stati organizzati parecchi itinerari sia dal Touring Club sia da alcune agenzie del luogo a prezzi anche molto contenuti. Trascorrendo un intero week end a Reggio Emilia si può naturalmente accontentare anche la curiosità di conoscere l’enogastronomia del luogo con tutte le prelibatezze che lo caratterizzano. Forse pochi sanno che il primo parmigiano risale proprio all’epoca matildiana
Bèh, non posso fare altro che consigliare una istruttiva, ma sicuramente simpatica escursione nel reggiano dove i colori autunnali rendono allegre e dorate le vedute panoramiche.
Flavia Molinari
Fino all'11 gennaio 2009
Reggio Emilia, varie sedi; Canossa
orari:
da martedì a venerdì 10.00-13.00; 15,00-18,00
da sabato e domenica 10,00-19,00
lunedì chiuso
www.matildedeicanossa.it
- Altare portatile, attr. secolo XII,
Namur, Musée Diocésain et Trésor de la cathédrale de Namur
- Storie di San Pietro: il giudizio e la punizione di Anania e Saffira,
già in San Giovanni Laterano, affresco staccato,
Roma, Musei Vaticani, Pinacoteca Vaticana, Depositi
(per concessione dei Musei Vaticani)
- Sitzende Maria mit Kind (Madonna col Bambino),
Modena, 1120-1130 circa,
Kunsthaus Zürich, Vereinigung Züricher Kunstfreunde
- Il Duello, Mosaicista Padano,
attr. metà del secolo XII,
Casale Monferrato (AL), Diocesi di Casale Monferrato.