Marina Calamai
di // pubblicato il 07 Ottobre, 2008
“Cucinare è un modo di amare…o ci si abbandona completamente o si rinuncia”(Anonimo).
Per chi ancora non avesse avuto il piacere di andare a vedere la mostra di Marina Calamai DOLCEmente RINASCImentalemente dedicata all’arte dolciaria rinascimentale ha ancora tempo fino al 14 ottobre per visitare l’esposizione allestita a Palazzo Medici Riccardi.
L’artista fiorentina riscopre e propone nelle sue tele le forme ed i colori dei dolci che imbandivano le tavole di Caterina, di Lorenzo e di Cosimo I de’ Medici: uno stile pittorico decisamente originale in cui i protagonisti unici ed indiscussi sono i dolci di ogni genere che conquistano i visitatori prendendoli anche un po’ per la gola.
Il percorso artistico di Marina Calamai indirizzato alla delizie dolciarie di ogni tipo, è iniziato qualche anno fa quando durante la sua gravidanza scoprì di avere un problema di iperglicemia che le impediva di assumere dolci; come soddisfare allora il proprio desiderio di assumere zuccheri se non attraverso la pittura?
Quello che l’artista cerca di esprimere con le sue opere è proprio l’espressione degli oggetti del desiderio: torte, budini, plum-cake, crostate , bavaresi alla crema etc., un trionfo di marmellate, cioccolata e quanto altro di goloso ci possa essere, delizie che possono essere gustate solo in senso figurato.
“L’immagine di un dolce - dice Marina Calamai - porta sempre con sé l’evocazione della convivialità, che inevitabilmente lo permea e lo circonda, un dolce è punto centrale ad una circonferenza di emozioni di tante persone che in maniera personale, soggettiva, partecipano ad una emozione comune. Quante evocazioni in più, poi per dolci che venivano circondati da persone così interessanti ormai così lontani nel tempo, da lasciare tanto spazio all’immaginazione”. 
Cucinare è un modo di dare e di darsi agli altri, le immagini che sono state dipinte dall’artista, sono state ricostruite attraverso un attento studio delle ricette originarie dell’epoca, rinterpretandole poi attraverso la propria immaginazione colmando così le mancanze nei casi in cui le testimonianze iconografiche fossero scarse o completamente nulle.
Un connubio fra arte pittorica ed arte culinaria, un vero e proprio percorso per il visitatore, un viaggio attraverso le varie tappe del desiderio, l’assaporare, la pausa, l’attesa, la mancanza, il ritmo del divorare scandito dai battiti del cuore.
Il Berlingozzo alla moda di Cosimo I , la Torta di ciliegie e rose rosse, la Torta ripiena di frutta, la Gelatina di ciliegie selvatiche ideata da Nostradamus, il mago provenzale Michel di Notre Dame, grande amico di Caterina de Medici, queste sono solo alcune delle opere esposte; incorniciati da biscotti fermati con la resina gli ovali, gli ovali sono un invito a lasciarsi trasportare dalla fantasia e ancora di più dalla gola.
Un’altra cosa è stata voluta e ideata da Marina Calamai: una installazione sonoro-olfattiva, quasi una macchina teatrale per rendere maggiormente suggestiva la mostra, una torta gigante all’interno della quali i visitatori posso accedere passando direttamente dalla fetta della torta di “cerase e rose roscie”.
Attratti da una scia profumata di dolce appena sfornato, di ciliegie e di rose, ci troviamo davanti alla Torta chi vuol esser lieto sia (cm 205 diam. X195 h), superato il varco siamo accolti da squilli di tromba, scalpitio di cavalli, suoni conviviali di bevande versate e calici che tintinnano per i brindisi dei conviviali; ma anche i suoni delle cucine, il ritmo della frusta che monta le uova, il coltello che tagliando batte sul tagliere, il setacciare dello zucchero, tutto ci riporta in una atmosfera rinascimentale lontana, quasi fossimo entrati in una macchina del tempo, pronti a vivere chissà quale esperienza sfruttando a pieno i nostri sensi stimolati da suoni, profumi ed immagini provenienti da un’altra epoca.
All’interno si può ascoltare inoltre la voce di Lorenzo il Magnifico, che nell’italiano della sua epoca canta su un ritmo contemporaneo i suoi canti Carnascialeschi. 
La riproduzione del sound design è alimentata ad energia solare, e i canditi-pietre preziose di decoro alla torta che sono stati posti sul vassoio d’argento, provengo dal centro di raccolta differenziata e sono resti delle lavorazioni dei forni delle vetrerie: materiali all’avanguardia per una mostra decisamente diversa. Queste ricerche per le nuove tecnologie, l’energia alternativa, e l’utilizzo di materiali riciclabili, è stato in qualche modo paragonato a quelli che erano proprio i valori del Rinascimento, la ricerca continua in campo artistico, la sperimentazione in quello scientifico, la curiosità verso l’avvenire ma sempre senza dimenticare il passato, quello che l’uomo ha già vissuto, la sua storia ed i suoi antichi modelli.
In chiusura vorrei suggerirvi di visitare il sito dell’artista: www.marinacalamai.it nel quale potrete vedere altri lavori, le recensioni, e tutti gli eventi dell’autrice di queste deliziose tele.
Sui ritmi ammalianti delle vibrazioni visive,
sulle note danzanti delle onde auditive,
inspirando profumi che ci fanno sognare, carezzati dal tocco che ci fa avvicinare,
finalmente radiosi ci prepariamo a gustare.
E il cuore batte forte e rimbomba, rimbomba e batte, batte e rimbomba.
Unicità della nostra esperienza emotiva,
unicità del nostro percorso percettivo
unicità delle nostre vite affettive
unicità delle nostre esigenze creative.
Uguali nella chimica ma diversi nel sentire
Cerchiamo in tutti i modi
Di sconfiggere l'età
E il tempo che passa non ci lascia più saggezza
la paura di invecchiare ci ruba consapevolezza.