Marco Bagnoli   ‘IO X TE PAESAGGIO’

di Cinzia Colzi // pubblicato il 28 Settembre, 2007


Un nuovo appuntamento per Villa Medicea la Magia di Quarrata.
Fino al 16 dicembre 2007 la Limonaia di Ponente Arte Contemporanea ospita la mostra di Marco Bagnoli dal titolo "IO X TE. PAESAGGIO" a cura di Katalin Mollek Burmeister.

Nato nelle vicinanze della villa, Marco Bagnoli sin dagli anni Settanta è riconosciuto come uno dei maggiori protagonisti del panorama artistico contemporaneo e con questo lavoro, ispirato allo dal parco della Magia mette a fuoco le esperienze di questi anni con l'obiettivo di rivedere quello che è il luogo di confine, la terra di frontiera tra l'opera e il pubblico.

Evento essenziale nella ricerca dell'artista che ha inizio con SPAZIO X TEMPO (rapporto riferito alla teoria della relatività in fisica e al titolo del foglio-giornale Spazio x Tempo, fondato nel 1975 dall'artista), successivamente contratto in IO X TE.

Un progetto complesso, decisamente stimolante, dove azione teatrale, suono e musica, canto e movimento accompagnano l'opera d'arte e, durante l'inaugurazione di ieri sera, dopo il tramonto, in una notte di luna piena (purtroppo anche la pioggia ha voluto partecipare), il pubblico é stato guidato dal suono e dalla voce di una cantante attraverso cinque stazioni, definite da cinque installazioni, in ognuna delle quali rimane una traccia sonora permanente. Successivamente una sequenza teatrale e quindi un tempo scandito da un'azione musicale.
Il suono è un'altra manifestazione della coordinata tempo, e suono e ritmo scandiscono e si abbinano spesso ai lavori di Marco Bagnoli.

A Villa la Magia l'artista ha raccontato la storia della E di Delfi di Plutarco.
La cantante recita le risposte giuste in greco antico per poter essere accettati dal dio dentro al suo tempio rappresentato dai lavori del Paesaggio.
Il percorso inizia dalla Limonaia di Levante.

Lo spettatore rimane all'esterno dello spazio architettonico: un tetto policromo in ceramica inclinato il Mirabile verso, anch'esso superficie sonora, sbarrerà l'ingresso dell'edificio.
Il pubblico percepisce il tetto policromo come palcoscenico con la cantante sopra.
All'interno, sui due lati si troveranno due librerie-archivio, dipinte e illuminate, sulle quali comparirà una banda rossa, segno caratteristico di Bagnoli fin dai suoi inizi, le parole IO X TE, e kevala (in sanscrito, solitario).
Le dimensioni della banda sono misurate sulla sezione aurea e su di sé accoglie una serie di significati simbolici che la "tradizione", ma anche la storia, gli hanno attribuito da la porta, l'apertura, la cesura, la feritoia, la ferita aperta.
Anche la porta sbarrata è un'immagine simbolica, è la soglia, il luogo magico che divide l'esterno dall'interno, il luogo del passaggio che congiunge e separa allo stesso tempo.

La seconda stazione è alla fontana, al centro del giardino all'italiana, con cinque vasi sonori, uno al centro della vasca e gli altri quattro in polvere di alabastro su altrettanti vasi rovesciati, in terracotta smaltata, a determinare i quattro punti cardinali, in una doppia rosa dei venti.
Ritorna il tema della Quinconce, altro motivo chiave del lavoro dell'artista, già presente nella X segno di moltiplicazione che unisce e oppone le coordinate spazio-tempo: è un quadrato con un punto centrale, secondo l'arte dei giardini babilonesi e persiani, archetipo celeste che sta alla base di ogni orientazione.

Il percorso della mostra continua verso la Limonaia di Ponente, dove troveremo una video-installazione: sulle finestre socchiuse verranno proiettate, sul lato sinistro, immagini di giardini tratte da un antico manoscritto persiano, Antology of persian poets (del 1399), e sul lato destro la loro rappresentazione geometrico-magica.
Dopo esser ritornata alla fontana, la cantante si sposterà davanti alla scalinata della villa che introduce al giardino all'italiana, dove è situata l'opera L'Anello mancante alla catena che non c'è.
La mongolfiera, altro elemento ricorrente nel lavoro di Bagnoli, appare per la prima volta nel 1984, con l'opera-evento Albe of Zonsonpgangen, realizzata nei pressi di Amsterdam. La mongolfiera racchiude nel suo profilo sia il cono della vista che la sfera della visione e suggerisce un'altra possibilità di osservare la realtà, un nuovo punto di vista dall'alto.

Il percorso prosegue verso la Cappella, antica grotta con un albero secolare: una canna-fontana di metallo, dipinta di rosso, alta circa 5 metri, si alimenta dell'acqua della caverna-vasca e sale a trafiggere la chioma dell'albero, da qui l'acqua riscende e prosegue per il suo eterno ciclo. Così si amplificheranno i movimenti d'acqua accompagnati da voci come fiammelle. Questo lavoro di Marco Bagnoli, dal titolo Ascolta il flauto di canna, rimarrà nel parco-museo Genius loci. Lo Spirito del luogo come opera permanente, come già è accaduto negli anni passati per Fabrizio Corneli e Anne e Patrick Poirier.

Infine, ultima stazione, la cantante attraversa la passerella rossa sul lago, altro riferimento alla banda rossa, per ricondurre il pubblico davanti alla villa alla presenza della luce-ombra della mongolfiera.

La partitura originale della musica, realizzata per questa occasione, è quella del violinista e compositore americano Michael Galasso che da lungo tempo collabora con Marco Bagnoli.
La sonorizzazione è di Giuseppe Scali e le voci sono quelle di Ilaria Bellucci e Arianna Bucossi.
Vera guida della mostra è l'attore Leo Anfolsi.

La mostra é accompagnata dal catalogo pubblicato da Gli Ori, con testi di Katalin Mollek Burmeister e Fulvio Salvadori.

Orari:
- sabato e domenica: dalle 16.30 alle 20.00 Ingresso libero
- dal lunedì al venerdì su prenotazione (Assessorato alla Cultura del Comune di Quarrata urp@comune.quarrata.pt.it )


 

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