Man Ray
di // pubblicato il 29 Novembre, 2008
di Elisa Mazzagardi
A Nuoro si respira un’aria internazionale colta e raffinata, proprio perché il desiderio di uscire dalla routine della Sardegna invernale, per altro vessata dal mal tempo, si traduce spesso in ottimi pomeriggi al museo.
Il museo in questione è il Man, teatro di gran belle mostre contemporanee e sempre più attento a soddisfare l’inconscio desiderio di nuovo, un nuovo vecchio di cent’anni mai scontato e anzi ricercato e stimolante.
Questa è la volta di una retrospettiva d’eccezione sul primo grande dadaista americano: Man Ray. “Uncorcened but non indifferent” è il titolo traducibile in “Incurante ma non indifferente”.
La mostra ci parla attraverso le scelte dei due curatori Noriko Fuku e John Jacob (direttore della Fondazione Inge Morath a New York) di un’arte intrecciata alla vita e di una vita che si fa arte in ogni suo aspetto. Ma ci racconta anche di un uomo che viaggia, che sogna, che apre il suo io alla straordinaria libertà del Dadaismo e auspica al vivere immortale della storia dell’arte.
Trecento opere tutte provenienti dalla collezione del Man Ray Trust di Long Island a New York, fondata dalla moglie come mausoleo nel ricordo di un grande artista. E al ricordo dell’uomo d’arte tra i preziosi esperimenti con la fotografia chiamati Rayogrammi e “oggetti d’affezione” si aggiunge il ricordo dell’uomo domestico, per quanto il termine possa sembrare una forzatura, tra i suoi oggetti: l’immancabile bombetta e le prime pagine del manoscritto della sua autobiografia.
A fianco dei curiosi esperimenti artistici legati all’etimologia e al ready-made, alle fotografie, ai gioielli per la moglie il confronto con i grandi nomi del Novecento: Marcel Duchamp, suo grandissimo amico, Max Ernst, ma anche Picasso e Mirò.
Nelle stanze del Man si dispiega una vita a cavallo tra i tremendi conflitti mondiali, contrita e ansiosa mai paga del successo dell’uomo comune (collaborerà come fotografo alle maggiori riviste del tempo), tutta tesa nella ricerca di un’ideale di vita e arte.
“Uncorcened but non indifferent” sarà l’epitaffio apposto sulla sua lapide a Montparnasse dalla moglie Juliet, compagna di vita e sostenitrice di arte.
Nuoro, Museo d’Arte della Provincia di Nuoro
Fino al 6 gennaio 2009