Luce e ombra. Caravaggismo e Naturalismo nella pittura toscana del Seicento

di Cinzia Colzi // pubblicato il 17 Febbraio, 2007

Approfittando di qualche giorno di vacanza legato alla Pasqua, questa volta il suggerimento vi potrebbe condurre a Pontedera dove, fino al 12 giugno 2005, è allestita: Luce e ombra. Caravaggismo e naturalismo nella pittura toscana del Seicento.

Sul finire del Cinquecento, superata l?esperienza della Maniera, artisti toscani, o di adozione, operanti nell?area, iniziarono a osservare la natura con occhi nuovi e, soprattutto, con spirito indagatore e i nomi più importanti di questa nuova corrente di studio sono esposti nell?ambito della mostra ordinata negli spazi espositivi del Centro per l?Arte Otello Cirri e del Museo Piaggio.
Sono presenti, inoltre, altri autori fra i cosiddetti naturalisti toscani, ovvero quei maestri che a partire dagli anni Venti del Seicento ? fino all?affermazione del Barocco ? trassero dal caravaggismo la lezione del ?naturale?, nobilitandola sulla tradizione del disegno fiorentino.

Il percorso espositivo si conclude con i capolavori dei caravaggeschi toscani: Orazio e Artemisia Gentileschi, Orazio Riminaldi, Niccolò Tornioli, Rutilio Manetti, Pietro Paolini e Cristofano Allori. In particolare, verranno presentati per la prima volta in Italia, il Riposo durante la Fuga in Egitto di Orazio Gentileschi, prototipo delle più note versioni di Vienna e Parigi (già coll. Getty, Los Angeles), la Maddalena Penitente di Artemisia Gentileschi e il violento Convitto di Absalon di Niccolò Tornioli oltre al sensuale Amore Vincitore di Orazio Riminaldi, da confrontare con la versione più tarda di Palazzo Pitti.
Il Catalogo, edito da Felici Editore di Pisa, si avvale del contributo scientifico dei maggiori esperti in materia.

In Toscana un evento dedicato al fenomeno figurativo del caravaggismo mancava da circa trent?anni ? ovvero, dal 1970 con la mostra Caravaggio e caravaggeschi nelle Gallerie fiorentine, a Firenze ? e, sia nel mondo accademico, sia da parte degli appassionati di questo periodo storico/artistico si avvertiva da tempo la necessità di affrontare, nuovamente, l?argomento mettendo a disposizione le scoperte e le riflessioni occorse in questo ampio arco temporale.
Le ragioni che hanno portato a pensare a Pontedera quale sede per la mostra: Luce e ombra. Caravaggismo e naturalismo nella pittura toscana del Seicento sono legate soprattutto all?opportunità di far conoscere opere d?arte di straordinario impatto emotivo ed estetico a un pubblico avvezzo soprattutto all?arte contemporanea; alla volontà di valorizzare la città nota nel mondo per la sua tradizione imprenditoriale legata all?industria e alla tecnologia.

Segnalo, al riguardo, come il pubblico, nel visitare la seconda sede presso il Museo Piaggio, possa accedere gratuitamente alla visita delle collezioni Vespa e Gilera. Il Museo, fondato nel 2000, contiene, a oggi, circa 100 veicoli e manufatti, quali a esempio la Motrice del 1936, i Motori Stellari, la Vespa del 1946 e i modelli di produzione Piaggio dalle origini, testimonianze della capacità creativa, del design, e dell?innovazione che il Museo racconta. Vespa è stata la protagonista della ricostruzione dell?Italia del secondo dopoguerra; ha rappresentato e continua a rappresentare un simbolo significativo della dinamica civile, sociale ed economica nel mondo. Il Museo Piaggio è aperto al pubblico tutto l?anno.
l Centro per l?Arte Otello Cirri, inaugurato nel gennaio del 2003, nasce dalla volontà del Comune di Pontedera di creare un luogo in cui si elaborano idee sull?arte attraverso mostre, convegni, laboratori didattici. L?indirizzo culturale del Centro è orientato prevalentemente verso le esperienze artistiche contemporanee incentivando, inoltre, il patrimonio culturale del territorio, dando vita a mostre di grande interesse storico e scientifico che spaziassero, per tematiche, dall?archeologia al moderno. Anche il Centro per l?Arte è visitabile tutto l?anno.

(pubblicato Terra di Toscana marzo 2005 e riportato sul blog in data odierna)

 

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