Le parole di Emilio Isgrò al Museo Pecci
di // pubblicato il 05 Febbraio, 2008
“Io cancello le parole per custodirle, è un gesto di salvezza”.
“Le parole sono cancellate con un segno denso e delle pagine restano leggibili soltanto piccoli frammenti di frasi”.
La lotta tra Emilio Isgrò e la parola va avanti da quasi mezzo secolo. Già dai primi anni '60, infatti, l'autore iniziava a realizzare le cancellature, vale a dire opere eseguite intromettendosi direttamente sui testi, nascondendone manualmente alcune parti.
Della cancellatura Isgrò dice: "Alle origini, probabilmente, essa non fu che un gesto: uno dei tanti gesti che gli artisti compivano un tempo per segnare di sé il percorso della vita e del mondo". E continua: "Essa mi si è di fatto trasformata tra le mani anno per anno, minuto per minuto, piegandosi meglio di quanto volessi o sperassi al mio desiderio d'artista". Cancellare significa cambiare totalmente il significato, distruggere e ricostruire un testo, annullando l'inutile.
Sabato 2 Febbraio è iniziata dalle ore 18,00, presso il Centro per l'Arte contemporanea Luigi Pecci di Prato, l’esposizione “Dichiaro di essere Emilio Isgrò” curata da Marco Bazzini e Achille Bonito Oliva.
“Dichiaro di essere Emilio Isgrò” oltre ad essere il titolo della rassegna è anche il nome dell’opera più grande della mostra (400x300 cm).
La rassegna, ideata insieme allo stesso Emilio Isgrò, è visitabile fino al prossimo 11 maggio, tutti i giorni dalle ore 10.00 alle ore 19.00, eccetto il martedì ed il 1° Maggio.
La cancellatura, scrive Marco Bazzini, è "un segno proibitivamente popolare e pittoricamente inibitorio, anche se nel tempo Isgrò arriva a risultati pittorici senza cedere alla pittura".
Diventa sempre più un’arte autonoma dove le parole coesistono con le immagini.
Emilio Isgrò è nato a Barcellona Pozzo di Gotto, in provincia di Messina nel 1937.
Dopo l'esordio letterario con la raccolta Fiere del Sud (1956), si trasferisce a Milano dove ancora vive e lavora.
Isgrò è uno dei più significativi artisti del gruppo dei poeti visivi; le sue ricerche sono un intreccio di arte legata alle visualità e interventi concettuali.
Visitare la rassegna di Emilio Isgrò permette di estrapolare dal contesto l’essenza del significato che l’opera vuole trasmettere. Impossibile osservare le sue opere, senza dar loro un’interpretazione intima e personale.