Le cattedrali del vino

di Ellegi // pubblicato il 14 Novembre, 2008

Con l’aria di autunno arriva anche un rituale antico che non conosce l’usura del tempo e conserva intatto il suo fascino millenario: la vendemmia. La trasformazione dell’uva in vino è un rito magico considerato sacro da tutte le civiltà del passato. Tutti avevano un dio che lo presiedeva: da Dioniso a Bacco, all’etrusco Fufluns...

E’ il momento adatto per partire alla volta di un viaggio, o più semplicemente di qualche breve “fuga” nei fine settimana, nelle terre più autentiche della Toscana alla scoperta di come tradizioni antiche dal sapore di mosto e vini nuovi, arti, paesaggi naturali, suggestioni storico-artistiche e nuove architetture possono convivere con grande armonia. 



L’invito è quello di scoprire fra le tante Strade del vino, gli itinerari sospesi fra le colline maremmane e il mare della Costa degli Etruschi, nella zona sud della provincia di Livorno, e lasciarsi catturare da un paesaggio di grande bellezza, sedurre da antichi borghi e rilievi verdeggianti di boschi e macchia, percorrere sentieri di una terra densa di storia e tradizioni fin dall’età più remota,come testimoniano tracce e in insediamenti neolitici,villanoviano ed etruschi.

Un clima reso mite dagli influssi del mare e dai colli dell’entroterra ricoperti di macchia e di boschi, calde acque termali, buona cucina ed eccellenti vini faranno da ottimo contorno al viaggio.

La zona è molto conosciuta per la coltivazione dei migliori vitigni e per la produzione di vini apprezzati in tutto il mondo. La maggiore concentrazione di cantine si incontra attorno a Castagneto Carducci e Bolgheri dove da molti anni si producono vini di fama mondiale,uno per tutti il celebre Sassicaia, che meritano un capitolo a parte. 



In questo caso vogliamo scendere pochi kilometri più a sud partendo dal mare, per poi perdersi lentamente in questa terra affascinante in angolo di Toscana dove i massimi architetti europei sembrano essersi dati appuntamento per creare, insieme a grandi nomi che stanno investendo grossi capitali nell’enologia, nuovi spazi e nuove architetture del vino.

Partiamo da trecento ettari di vigneti, boschi e uliveti che dalle colline in località San Lorenzo poco fuori Suvereto, degradano sulla Val di Cornia e poi fino al mare. Qui si trova la tenuta e la cantina di Petra che l’architetto svizzero ticinese Mario Botta ha realizzato per il gruppo Moretti.


Percorrendo la valle non si potrà fare a meno di essere colpiti dalla forte personalità dell’intervento inserito sulle pendici delle colline con solo il fronte a valle fuori terra posto su un pianoro allungato. Un cilindro in pietra sezionato con un piano inclinato parallelo alla collina e due corpi ai lati offrono la suggestione di un cerchio, un anello in pietra sopra il terreno coltivato con ai lati due bracci rettangolari aperti.

L’architetto Botta ha dichiarato che il progetto vuole essere una reinterpretazione delle antiche dimore di campagna toscane in cui il disegno delle coltivazioni, in questo caso dei vigneti , era parte integrante del disegno architettonico, con il loro mutare di colori durante le stagioni. 



Se nell’esterno la costruzione di Botta, ricorda il segno forte di una cattedrale, di un totem, è veramente molto interessante una visita all’interno per scoprire quanto siano forti e ricercate, accanto alle funzioni tecniche tipiche di una cantina, le perfette e sapienti suggestioni di materiali, ambienti e luci che la rendono ancora di più, come qualcuno l’ha definita, una “cattedrale del vino “

La lavorazione a caduta delle uve, i serbatoi per la vinificazione, la zone di pigiatura e delle attività legate alla produzione e ai controlli e poi nelle zone al piano terra lo spazio riservato all’invecchiamento del vino e una lunga galleria che penetra la roccia nel cuore della colina aumentano il fascino della visita. Prima di ripartire alla scoperta di nuove mete, una sosta per conoscere i vini e l’olio prodotti e magari ripartire in compagnia di qualche preziosa bottiglia.

 

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