La maestosa Roma

di Fabiola Pinzi - pubblicato il 01 Aprile, 2008 in Pluritematici

Non dico nulla di nuovo quando descrivendo Roma mi soffermo nel magnificare la sua arte dalla quale traspaiono tutte le varie epoche, regalando al visitatore, più o meno esperto, uno spaccato preciso di ogni periodo storico dal più lontano al più vicino a noi. Ad arricchire la “Città Eterna” ci sono infinite manifestazioni culturali e non, che puntualmente la capitale regala a chi ha la fortuna di trovarsi da quelle parti.
In questo periodo meritano una particolare attenzione tre mostre da non perdere: una a Città del Vaticano, un’altra al Colosseo e l’altra ancora sul Palatino.

La mostra a Città del Vaticano a cura di Paolo Caucci sarà visitabile presso il Braccio di Carlo Magno fino al 13 Aprile 2008.
L’esposizione è promossa dalla Xunta de Galicia, Consellería De Innovación e Industria, dal Centro Italiano di Studi Compostellani, dal Comitato Nazionale per le Celebrazioni del V Centenario della Fondazione della Basilica di San Pietro e dalla Fondazione per i Beni e le Attività Artistiche della Chiesa.
Questa interessante rassegna, sarà accompagnata da attività collaterali di carattere divulgativo e scientifico.
La mostra fotografica ha come tema fondamentale l'Europa dei pellegrinaggi; è un tema molto attuale perchè negli ultimi anni sono sempre più ricorrenti questi esili durante i quali è solito ripercorrere a piedi, luoghi ed antiche strade.
Santiago de Compostela e il Cammino di Santiago oramai da anni rappresentano l’immagine di questa nuova fede. Anche in Italia già da alcuni anni si stanno ripercorrendo degli antichi tracciati come quello della via Francigena.
Il curatore della mostra Paolo Caucci von Saucken all’inaugurazione ha puntualizzato il sacrificio con il quale il pellegrino percorre il suo cammino affrontando il freddo, come nel caso di esili presso il monte del miracolo del Graal, o addirittura togliendosi le scarpe per dare sollievo ai piedi sofferenti.
Le immagini selezionate mettono in evidenza le basi di una civiltà comune marcando i caratteri di una via che è la stessa, ma che cambia nome, di volta in volta, a seconda della meta.
La mostra sottolinea i segni di questa unità lungo un percorso che da Roma segue la via Francigena, toccando Viterbo, Siena, Lucca, Fidenza, Piacenza, Vercelli, Pavia, Torino, Susa, entra in Francia per il valico del Monginevro, discende lungo la valle del Rodano, fino ad entrare nella via tolosana che lo porterà a Roncisvalle, dove confluisce nel Cammino di Santiago.
Questa mostra sarà presentata nelle principali città dell'itinerario. Farà seguito una guida esplicativa sui dettagli dei 2500 chilometri dell' itinerario redatta da specialisti quali Monica d'Atti, Franco Cinti e Antón Pombo.

 Il Centro Italiano di Studi Compostellani è stato fondato il 29 Settembre 1982 da un gruppo di studiosi che curano minuziosamente la tematica jacopea in Italia. Nato da ricerche e da esperienze realizzate fin dagli inizi degli anni Settanta presso l'Università di Perugia, questo Centro collabora anche con studiosi che operano in altri ambiti culturali e su tutto il territorio nazionale. Collaborano, infatti, alle attività del centro, oltre a professori universitari, studiosi che operano in archivi, biblioteche, enti culturali e singoli ricercatori di provato rigore scientifico. L'ultima domenica di Maggio a Perugina ricorre l'Incontro annuale tra i membri del Centro, in concomitanza anche con il Capitolo Generale della Confraternita di San Jacopo che si celebra il sabato. Il Centro Italiano di Studi Compostellani pubblica la rivista Compostella. Il Centro organizza, in Italia e all'estero, convegni, tavole rotonde, conferenze e dibattiti ed ha promosso la casa editrice Edizioni Compostellane (www.edizionicompostellane.com) che pubblica saggi specifici.Il Presidente del Centro è il Prof. Paolo Caucci von Saucken.


La seconda mostra inaugurata al Colosseo ed aperta fino al 14 Settembre, ha come tema il concetto del trionfo romano, dagli Etruschi fino a Costantino.
Sono esposte un centinaio di opere tra rilievi, monete, bronzi, sculture e pitture.
La Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma rinnova questo evento ormai avviato da più stagioni presso l'Anfiteatro Flavio e la mostra illustrare trionfi e vittorie della Roma Antica nel corso dei secoli.
Una prima sezione è dedicata al Trionfo e varia dai reperti etruschi alle rappresentazioni funerarie fino a giungere alle immagini del trionfo di Dionisio sugli indiani e al tempo ellenistico.
L’ iconografia di Roma si diversifica dalla processione circense, all'apertura dei giochi al Circo Massimo fino alla vera e propria processione trionfale, in cui al seguito del magistrato trionfatore erano esibiti i prigionieri in catene, dalle riproduzioni delle città sottomesse e, soprattutto, dalla grande ricchezza accumulata come bottino di guerra .
La seconda sezione riguarda il tema dei Vincitori e dei Vinti. Sono riportati i volti più noti dei trionfatori repubblicani come Cesare e Pompeo. Di particolare interesse alcune riproduzione di scene di battaglia e di monumenti eretti a simbolo delle infinite vittorie dell’epoca.
Chiude l’esposizione una scelta accurata di raffigurazioni delle popolazioni sottomesse e vinte da Roma quali Greci, Barbari, Daci e Giudei.
Di ammirevole interesse e senza dubbio il maggiore esempio della potenza della Roma antico è l'arco di Costantino, a due passi dalla mostra, il più grande arco trionfale conosciuto che si erige imponente accanto al Colosseo.
Non può mancare anche la classica passeggiata nel Foro romano attraverso la via Sacra; è qui che si aprirà un corteo di archi trionfali senza precedenti. Da ricordare gli archi di Tito e di Settimio Severo. 
Gli orari: fino al 31 agosto: 8.30- 19.15 (ultimo ingresso ore 18.15) mentre dal 1 settembre al 14 settembre: 8.30-19.00 (ultimo ingresso ore 18.00). Giorni di chiusura: 1° maggio senza chiusure settimanali.
Il biglietto consente l'accesso anche alle aree del Colosseo, Palatino e Foro Romano.
Catalogo della mostra edito da Electa.


Ed infine l’apertura al pubblico del complesso augusteo sul Palatino è un evento di particolare rilevanza che ha avuto inizio il 10 Marzo. Questo interessante sito sarà quindi visitabile dai numerosi ospiti del Palatino.
La visita alla Casa di Augusto è consentita a piccoli gruppi, ed all'interno degli ambienti, l’accesso è limitato a 5 persone alla volta per ovvi motivi di sicurezza e conservazione.
La Soprintendenza sui beni archeologici di Roma è impegnata oramai da tempo in un importante restauro su tutte le costruzioni che Augusto realizzò sul Palatino.
La Casa di Augusto rappresenta il monumento più importante del colle, trattandosi della residenza imperiale.
Questi lavori di restauro dell'edificio sono concentrati soprattutto sulla zona del peristilio (giardino porticato a colonne) della prima fase della Casa di Augusto, e sul rifacimento delle coperture di alcuni ambienti.

Tali coperture hanno permesso la ricollocazione di preziosi affreschi, ritrovati in piccoli frammenti tra le terre di scavo, ed oggi, grazie ad un minuzioso lavoro, sono stati ricomposti e restaurati.


 
Di particolare rilievo, soprattutto per le decorazioni pittoriche, lo studiolo dell'imperatore, importante testimonianza del raffinato gusto augusteo e visitabile solo in occasioni particolari. Da sottolineare anche la riapertura della Casa di Livia dove, grazie ad una restaurazione, già da tempo è stata completata l’opera di copertura dell’atrio salvaguardando tutti gli affreschi.
Attualmente qualificati esperti stanno restaurando i dipinti del tablinum e dell'ala sinistra ed ultimate queste opere di restauro è in progetto la realizzazione di un museo in situ della pittura decorativa di età protoaugustea.

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