La Magia di Matti Braun-Ozurfa

di Fabiola Pinzi - pubblicato il 20 Novembre, 2008 in Mostre

A sud della penisola anatolica, su un'altura, nelle vicinanze della città di Urfa, si trova un piccolo gelso, sui cui rami sono appesi dei pezzi di stoffa. E' un albero dei desideri, un dilek aðacý, collocato in prossimità di uno dei più antichi e conosciuti templi risalenti all'età della pietra, il Göbekli Tempe.

Nella mostra di Matti Braun-Ozurfa, presso il Museion Casa Atelier, museo d’arte moderna e contemporanea di Bolzano, in programma fino al 7 Dicembre, si “parla” degli intrecci, delle tradizioni culturali e dei miti di Urfa, città della Turchia, che ancora oggi testimonia la grandezza di tutte le civiltà che vi prosperarono.

L’artista ha realizzato questo progetto, caratterizzato da una particolare atmosfera severa, attraverso un gioco di forme geometriche, creato dalle fasce verticali e dalle linee oblique, di due grandi tessuti stampati in bianco e nero che intersecandosi formano dei rombi. I tessuti si estendono dal soffitto fino a giungere al pavimento. Le forme geometriche dei tessuti sono irregolari, infatti osservandoli attentamente si nota che la larghezza di ogni fascia varia lievemente. L’imperfezione è presente anche nella scultura in cemento, Concrete, la cui forma riprende tridimensionalmente le forme geometriche dei tessuti.
L’originalità dei tessuti che ci appaiono seriali ed allo stesso tempo innovativi, si ritrova anche nella stanza accanto, dove sono esposte una fila di sculture in vetro soffiato dalle diverse tonalità che hanno la forma di bolle. Troviamo inoltre una sequenza di fotografie che rappresentano la recente esibizione di un’ opera teatrale di Matti Braun-Ozurfa intitolata “The Alien”.

La storia racconta di un extraterrestre che cade in uno stagno di ninfee vicino ad un villaggio Bengali, creando scompiglio poiché va a scontrarsi con la normalità, il costume, la tradizione.
Le fotografie, tutte in bianco e nero, rappresentano vari momenti dell’opera e sono arricchite da strisce verticali, incorniciate da tessuti stampati che riconducono a quelli esposti in galleria.
L’ esposizione di Matti Braun se seguita con attenzione, anche nel minimo particolare, svela collegamenti sostanziali tra tutti gli elementi della mostra.
Il linguaggio che prende forma da questo tipo di espressività visuale è innovativo, moderno, personale e parzialmente astratto.
L’artista è divertito e interessato alle “variazioni genetiche” che sopraggiungono nel momento in cui memorie diverse, s’ incontrano casualmente.
I poster esposti sono parte integrante di tutte le mostre di Braun ed in questa ne espone uno stampato in 200 esemplari. In mostra sono presenti anche reperti archeologici e fotografie in relazione con la regione nei dintorni di Urfa.

Le immagini pubblicate sono foto di Ivo Corrà

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