La Gioconda, La Dama con l’ermellino, L’Ultima Cena..    sono tornate a Vinci?

di Erica Fattori - pubblicato il 12 Giugno, 2008 in Mostre

Uno scherzo?
No, una mostra "impossibile"!
Infatti, a Vinci, nella Chiesa di Santa Croce, luogo in cui Leonardo ha ricevuto il sacramento dl Battesimo, fino al 31 agosto 2008 è allestita: "L’impossibile Leonardo l'opera pittorica del Maestro nell’epoca della sua riproducibilità digitale.
Ideata dalla RAI e organizzata dal Comune di Vinci, la mostra presenta le sue riproduzioni digitali in un allestimento scenografico di grande suggestione.

Per l’occasione sono state riprodotte ed esposte le opere leonardiane come: “La Vergine delle Rocce”; “La Gioconda”; “L’ultima cena”.
L’esposizione – realizzata con il contributo di Aboca Museum – è parte del progetto “Le mostre impossibili”, ideato e diretto da Renato Parascandolo, e realizzato presso il Centro di Produzione TV della Rai di Napoli.
Le mostre "impossibili" sono tali nel senso che, finora, un affresco poteva essere percepito come tale e ammirato soltanto sul posto. Invece, impiegando tecniche digitali d'avanguardia e collocando virtualmente lo spettatore di fronte all'opera d'arte originale, riprodotta in scala reale, questo limite può dirsi superato.



La tecnica utilizzata non ha la finalità di creare nell'osservatore l'illusione di trovarsi di fronte al quadro autentico. L'allestimento, infatti, è, per così dire, trasparente: una diapositiva grande come la tela originale, priva di cornice, retroilluminata da una luce diffusa da quattro faretti e sospesa a un'intelaiatura hi-tech. Tuttavia, se queste riproduzioni sono qualcosa di meno dell'originale, per certi aspetti sono, paradossalmente, qualcosa di più, in quanto la nitidezza delle immagini retroilluminate restituisce al dipinto la sua luce interiore sovente mortificata, nelle mostre reali, da illuminazioni inadeguate che impediscono di cogliere molti dettagli e sfumature, inoltre permette di poter avvicinarsi, fino quasi a toccare con mano l’Opera, e di poter sostare davanti ad essa senza alcun limite di tempo. La trasparenza del supporto, infine, agisce come una sorta di radiografia che mette in luce correzioni e cancellazioni sottostanti, dovute ai ripensamenti dell'artista, assolutamente invisibili nel dipinto originale.



Le mostre impossibili sono un vero e proprio mezzo di diffusione della conoscenza dell’arte, ogni soggetto grazie a queste aspettative può conoscere e vedere su scala 1/1 l’opera omnia di un autore non accontentandosi di osservarla soltanto su un catalogo in cui le riproduzioni sono necessariamente molto ridotte.

Le opere sono esposte in maniera cronologica dal primo soggiorno fiorentino, a quello milanese, al secondo soggiorno fiorentino fino ad arrivare al soggiorno francese.

Al centro del percorso e proprio dietro l’altare della Chiesa è stata posta l’opera più grande (in tutti i sensi) e la più discussa di Leonardo: “l’Ultima cena”. Tripudio di sentimenti che vanno dalla rabbia, all’indignazione, al tradimento all’amore espresso da Gesù posto al centro dell’opera.



Invito, pertanto, tutti gli amanti delle teorie del Codice da Vinci a visitare la mostra al fine di asseverare oppure rinnegare tali interpretazioni.

Grazie a questa mostra possiamo veramente affermare, come hanno fatto già altri in precedenza che: “Leonardo torna a Casa!!”

Aspettando, infine, di vedere a Vinci una mostra tale e quale di Opere originali, di forte impatto queste riproduzioni che comunque ci suscitano un fortissimo interesse e ci fanno conoscere in maniera omogenea tutte le opere più belle di Leonardo da Vinci.

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