La Castellana di Vergy

di Cinzia Colzi // pubblicato il 14 Giugno, 2007

Il museo di Palazzo Davanzati, inaugurato nel 1956, è il più giovane dei musei statali fiorentini pur avendo sede in una delle dimore più antiche di Firenze la cui facciata (prospetta sulla piazza omonima, attualmente connotata da edifici otto-novecenteschi, un tempo popolata da antiche case torri) denota, dal verticalismo, come la costruzione sia avvenuta unendo due case-torri dei Davizzi, famiglia di agiati mercanti.

In fase di restauro , le analisi diagnostiche hanno consentito?di riconoscere la tecnica (in gran parte a tempera e a secco)?della decorazione pittorica di moltre sale?del palazzo;?la?scelta del soggetto 'profano' francese per una casa signorile medievale,?la presenza, fra gli stemmi?sulle pareti?dipinte,?le armi di due papi avignonesi, hanno consentito agli studiosi di dare luce alla storia degli originari proprietari: i Davizzi, ai quali la dimora appartenne.

Furono però i Davanzati (che acquisirono l?edificio nel 1578 dai Bartolini) a legare il loro nome al palazzo ponendo sulla facciata uno stemma con l?arme del proprio casato o costruendo un?area altana.
Nel 1838, dopo la tragica morte di Carlo, ultimo discendente, il palazzo visse un lungo periodo di gravi difficoltà, divenendo alloggio per famigli disagiate che divisero con tramezzi le varie sale.

Nel 1904 Elia Volpi (particolarissimo personaggio: pittore, restauratore e antiquario) acquistò, restaurò e arredò il palazzo, iniziando anche la musealizzazione con l?inaugurazione, il 24 aprile 1910, del ?Museo della Casa fiorentina? una prestigiosa vetrina per la sua attività, ma anche esempio di gusto di quella ?fiorentinità? ricercata ovunque.
La crisi economica del 1916 costrinse Volpi a vendere all?asta in America tutti gli oggetti costuditi a palazzo. Arredato nuovamente, nel 1920 fu riaperto al pubblico. Ma la storia, fino alla prima metà del secolo scorso, annotò il passaggio di svariate proprietà (vendite, acquisti, fallimenti di altri antiquari che, però non modificarono l?impronta di Elia Volpi, anche se sono rimasti solo alcuni pezzi delle sue collezioni) per arrivare al 1951, quando fu definitivamente acquisito dallo Stato italiano.
Arredato con pezzi dei depositi delle Gallerie fiorentina, ma anche con doni di antiquari che continuano a riconoscersi in questo museo, in tempi recenti è stato aggiunto il settore di ricami e merletti. Per motivi di stabilità, il museo fu chiuso dieci anni fa privando Firenze di una sua memoria storica con il rischio di perderla definitivamente, considerazione che ne ha sollecitato la riapertura, il 16 maggio 2005, anche se provvisoria e parziale con la presentazione dei gravosi interventi architettonici e il restauro delle decorazioni della Sala dei Pappagalli.

Il visitatore, attraverso la loggia d?ingresso, può accedere allo straordinario cortile e salire lo scalone in pietra e arrivare al primo piano, visitarne le splendide sale. Proprio oggi, con la presentazione del restauro del ciclo cavalleresco della Castellana di Vergy, abbiamo finalmente il prologo all?apertura del secondo piano, dove verranno esposti gli altri tesori del Palazzo, per poi giungere all?allestimento del terzo piano con la Camera delle Impannate e la Cucina dotata dei suoi oggetti d?uso.

Il difficile?di restauro e i lavori al fregio superiore di?Daniele Rossi e la sua equipe,? ha portato oggi, alla riapertura?pubblico della Camera nuziale del?secondo piano: la Camera della Castellana di Vergy (riconducibiele?al racconto cavalleresco francese la Chastelaine de Vergy, a apparso fra il 1282 e il 1288,?storia d'amore tragica,?che ritrova la luce).

Cristina Acidini, Soprintendente per il Polo Museale Fiorentino: "E' un grande recupero che?che rafforza l'immagine raffinata e colta della Firenze gotica, con i suoi letterati e mercanti".
In quella che nel 1350?fu la camera?nuziale di Paolo?Davizzi e Lisa?degli Alberti (datazione anticipata rospetto a quella tradizionale fissata al 1395 dovuta alla migliore leggibilità della pittura originale, da suggerire, per motivi stilistici come denotano le armi delle famiflie presenti nella Camera), l'alto fregio che domina al di sopra di una cortina dipinta con gli stemmi dei Davizzi e degli Alberti, mostra due coppie che intrecciano i loro incontri e le loro conversazioni sopra uno scenario di torrette o di alberi e, alla fine della storia resterà in vita solo... (ma volete vi sveli la sorpresa?)
Gli amori?della?bella Castellana?e del cavalier Guglielmo, la gelosa e?malvagia?Duchessa di Borgogna, dalla Francia, furono acquisiti dalle?letterature straniere al passo con la moda francese?e la storia?fu tradotta in inglese, in tedesco, in olandese, ma fu in?Italia a conquistare il cuore della gente e tanto a Firenze, come a Venezia?i narratori tributaroono?gli eroi dell'amore.?

L'Ente Cassa di Risparmio di Firenze, ha assunto da anni l'importante impegno nel seguire la vita?(e finanziare i restauri)?di alcune ?"case" fiorentine e, dopo Casa Buonarroti, e Casa Horne, ecco Casa Davanzati seguendo un criterio di continuità dove é riconoscibile lo specifico livello di eccellenza rispetto alla conservazione e valorizzazione delle tradizioni locali.

 

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