L’autoritratto di Pedro Cano agli Uffizi
di - pubblicato il 17 Luglio, 2008 in News
Questa mattina alle 11, nella ristrutturata Chiesa di San Pier Scheraggio la cerimonia di donazione dell'atoritratto di Pedro Cano che entrerà nella collezione, iniziata dai Medici, di oltre milleseicento ritratti della Galleria e in parte esposta nel Corridoio Vasariano.
Dell'artista, vi ha riferito Elisabetta lo scorso 23 giugno parlando della straordinaria mosta alla Sala d'Arme di Palazzo Vecchio a cui si somma l'appendice di ulteriori dieci opere visibili alla Galleria Falteri.

Ha aperto la cerimonia il Soprintendente, Cristina Acidini: L'arrivo dell'autoritratto di Pedro Cano alla collezione degli Uffizi vi fa risuonare la nota sobria e preziosa della sua pittura, come sempre severa e magnifica insieme. Il suo volto dall'occhio vivido,corrucciato nel cipiglio che gli conosciamo, è di quelli che non si dimenticano“.
Antonio Natali, Direttore degli Uffizi ha proseguito facendo riferimento alle Città invisibili, epifanie dei luoghi di Calvino, esposte nel 2005 sempre in Palazzo Vecchio, di come, in quelle ‘città invisibili’, potrebbero essere nati i protagosti del nuovo allestimento ".. Lui, nomade di paesi e di stagioni. L’Autoritratto donato agli Uffizi propone un’immagine frontale dell’artista. Ma le sue sembianze potrebbero misteriosamente esser cavate dagli uomini esibiti a Palazzo Vecchio: figure di cui non sarà l’identità anagrafica il lato da indagare, bensì la ragione che n’ha determinato una ripresa di spalle e quel loro quieto allontanarsi. Ci si dovrà infatti chiedere se siano attori che alludono a un’umanità esiliata dalla miseria e che nel viaggio intrapreso verso lidi stranieri ha perso la propria identità (come Pedro, col titolo scelto per la serie) o se non siano piuttosto gl’interpreti d’un dramma che l’artista ha messo in scena per raccontare se stesso”.
Giovanna Giusti, Direttore del Dipartimento dell’arte contemporanea della Galleria ha fatto notare come "L’espansione del quadro in orizzontale impegna uno spazio svuotato che accompagna un volto seriamente inquisitorio. Guarda cupo oltre il visibile, l’artista, che pare interessarsi non certo a fisiche evidenze, ma ad un bilanciamento – nel volto dimezzato - tra presente e futuro, oppure passato chissà, mentre l’accecante biancore di una camicia-anima fa da contrasto al tono monocromatico dell’insieme”.
Pedro Cano, nato a Blanca nella provincia spagnola di Murcia, visibilmente emozionato ha ricordato quando, a dieci anni, orfano di padre, ebbe in dono una valigetta piena di colori a olio con cui ha iniziato a dipingere.
Oggi, cittadino del mondo, risiede a trenta chilometri da Roma, ad Anguillara che gli ha conferito la cittadinanza onoraria.
E' membro dell'Accademia Real di Belle Arti di Santa Maria Arrixaca ed è stato insignito dal re Juan Carlos dell'Encomienda de l'Orden de Isabella Cattolica.
Devo ammettere, dopo aver percepito la grande forza delle identità in transito, di aver immaginato e atteso impazientemente, come tanti, un autoitratto di spalle e lo stesso Natali, con signorilità, ha solleticato l'artista a un'altra donazione!