L’architettura e l’impegno. Archizoom associati, 1966-1974: dall’onda pop alla superficie neutra

di Ellegi // pubblicato il 26 Settembre, 2008

L’architettura e l’impegno. Archizoom associati, 1966-1974: dall’onda pop alla superficie neutra Un pezzo di storia dell’architettura radicale italiana nata da un gruppo di giovani compagni di studi e di esperienze alla Facoltà di Architettura di Firenze a cavallo tra gli anni Sessanta e Settanta. Una vicenda culturale e umana che ha dato vita a un breve, ma intenso periodo ricco di idee, ideali e scontri che hanno segnato e rivoluzionato i temi dell’architettura contemporanea e del design italiani. La mostra Archizoom Associati, 1966 - 1974: dall'onda pop alla superficie neutra, inaugurata nel Salone Borghini dell’Istituto degli Innocenti  di Firenze in Piazza SS. Annunziata, promossa dalla Ecole Polytechnique Fédérale di Losanna in collaborazione con il Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma e l’Assessorato all’Urbanistica del Comune di Firenze, rappresenta la prima occasione per un bilancio completo di una delle esperienze cruciali delle neo-avanguardie degli anni Sessanta e Settanta.

“Questa esposizione rappresenta una occasione perché la città possa riappropriarsi di quello che è stato un pezzo importante della cultura cittadina, l’avanguardia fiorentina” ha sottolineato Gianni Biagi, assessore all’urbanistica del Comune di Firenze durante la presentazione della mostra a cui erano presenti tutti i rappresentati del gruppo Archizoom Associati: Gilberto Corretti, Andrea Branzi, Paolo Deganello, Massimo Morozzi, Gilberto Corretti, Dario Bartolini e Lucia Bartolini, che ancora oggi, dopo quaranta anni di esperienze lavorative e progettuali diverse, riescono a trasmettere accanto alle vicenda storica lo spirito e l’atmosfera “familiare” di chi ha lavorato insieme. 

Un lavoro storico inedito che attraverso i documenti e le ricostruzioni dei protagonisti, il professor Roberto Gargiani docente di architettura a Losanna, curatore della mostra e autore del catalogo edito da Mondadori Electa, è riuscito a compiere, dopo una accurata ricerca negli archivi privati degli ex-membri degli Archizoom, in quelli dei principali produttori dei mobili Archizoom, come Poltronova e Cassina, e presso l’importante donazione del gruppo conservata negli archivi del CSAC di Parma. “Le opere parlano da sole. Siamo progettisti e per noi parlano i progetti” ha sottolineato Gilberto Corretti del gruppo durante la presentazione della mostra. E sono propria a parlare i progetti e gli oggetti, una ricca serie , disegni di divani, poltrone, armadi, abiti, progetti di allestimenti artistici, di ville, chiese, padiglioni per esposizioni internazionali e di città, assieme a prototipi di mobili e di abiti e modelli di architettura, in un sistema completo che va dall’abito al mobile, sino alla città concepita a scala territoriale Un sistema che è anche testimonianza degli ideali di una generazione che ha creduto in una umanità liberata dai vincoli dell’architettura e ha lottato per una cultura alternativa sperando in uno stile di vita non conformista.

Autori di progetti di megastrutture e città visionarie, eseguiti durante i loro studi universitari a Firenze, gli Archizoom sono diventati nel 1966, con Superstudio, gli inventori della Superarchitettura e i promotori di processi creativi Pop nel progetto di design, per poi inoltrarsi in territori figurativi dove il gusto comune, banale e kitsch delle masse popolari viene assunto a fondamento di un progetto critico che pretende di distruggere principi e consuetudini del design e dell’architettura di derivazione funzionalista.

Una sezione importante della mostra è quella in cui, per la prima volta, sono esposti tutti i più importanti disegni di No-Stop City, una città del futuro senza limiti, una filosofia di città dalle dimensioni dilatate, uno dei capisaldi del dibattito architettonico contemporaneo visione tra le più enigmatiche e radicali di una città del futuro senza limiti resa possibile dall’illuminazione artificiale e dall’aria condizionata. Una sorta di edificio ingrandito al punto tale di divenire invisibile nei suoi confini. All'interno uno spazio vuoto cablato, climatizzato e protetto dagli agenti atmosferici che può essere utilizzato per qualsiasi attività. Un tema ancora attuale fonte di ispirazione per architetti come Isozaki, Koolhaas, Tschumi.

Fino al 19 ottobre 2008

 

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