Jazz in piazza per la Festa della Rificolona

di Cinzia Colzi // pubblicato il 17 Febbraio, 2007

Credo fermamente nelle tradizioni come fondamento dell?identità individuale perché tutto quello che è autentico e popolare, resistendo alle mode del tempo, diviene costume, poi cultura di un popolo; per questo non desidero dare il minimo spazio alla sempre più dilagante tendenza ?all?alternativo? di chi non ha passato, o cerca di cancellarlo... quindi? riflettori accesi sull?ottava edizione di ?Settembre in Piazza della Passera? che Stefano Di Puccio dei ?4 Leoni? organizza con la neonata associazione culturale ?in piazza? e il pool di sponsor (Marchesi de? Frescobaldi, Braccialini, Lungarno Hotels, Acqua Panna, Banco Desio Toscana S.p.A.:? quest?ultimo dimostra come si sta ben radicando nel tessuto fiorentino per comprenderne pienamente certi significati) che crede nell?importanza di non disperdere uno straordinario patrimonio popolare.

Non a caso ?siamo nel Quartiere più insediato dal punto di vista residenziale?? ?come ha sottolineato Eugenio Giani, Assessore alle Tradizioni popolari fiorentine del Comune alla conferenza stampa di presentazione e, in quell?angolo di Firenze, di cui vi ho già parlato nel maggio scorso, un piccolo festival autonomo che cresce, di anno in anno, proprio perché permette di vivere la strada senza timori e la rassegna musicale, in collaborazione con il Centro Attività Musicali, ad ogni edizione, presenta generi diversi per i diversi gusti del pubblico della piazza.

Argomento di quest?anno, dal 4 all?8 settembre, è la storia del jazz fiorentino: gli ultimi trent?anni raccontati attraverso l?attività del C.A.M., prima scuola di musica jazz della Toscana, nata nel 1978, che ha visto la collaborazione dei più noti musicisti italiani e vedremo avvicendarsi nelle cinque serate: Raffaello Pareti ne ?Il Circo? con Stefano ?Cocco? Cantini, Bebo Ferra e Ettore Bonafè; il G.S.M Trio con l?inconfondibile voce di Peppe Servillo insieme a Javier Girotto e Natalio Mangalavite; Simone Santini in ?35 mm? con Alessandro Di Puccio, Riccardo Onori, Leonardo Pieri, Raffaello Pareti, Enrico Zirilli; Grossi, Ghetti, Fabbri trio + guest; Alkaline Jazz Trio + C.A.M. tet. Big Band con Alessandro Di Puccio, Alessandro Fabbri, Paolo Porta e l?orchestra degli allievi ed ex allievi del C.A.M.

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I cinque giorni musicali sono sempre in concomitanza della Festa della Rificolona per poter dare anche l?adeguato spazio ai bambini: mercoledì 6, dalle ore 17.30, si terrà nella piazza un laboratorio creativo dove ai bambini verrà insegnato, con l?aiuto di esperti artigiani, a costruire le rificolone - su prenotazione: tel. 055.264471 oppure n.cresti@tiscali.it ? e il giorno successivo, giovedì 7, in occasione? della Festa, alle 18.30, uno spettacolo circense ?Circo 900. I fenomeni?, realizzato da Cantiere Ikrea, associazione che promuove e produce spettacoli teatrali, di strada e iniziative pedagogiche, coinvolgendo clown, giocolieri, trampolieri, mangiafuoco, musicisti, educatori e attori. Seguirà la sfilata delle rificolone, realizzate il giorno precedente, con merenda per i partecipanti.

Il 7 settembre, per il calendario liturgico, è la vigilia della natività di Maria e l?origine della Festa (nonostante i molteplici tentativi di banalizzazione, conserva e tramanda fra i nostri ragazzi, l'uso di portare in giro lampioncini di carta, nelle più svariate e variopinte forme e dimensioni con una candelina o un lumicino all'interno e appesi a una canna) risale alla metà del Seicento quanto arrivavano in città contadini e montanari provenienti dal vicino contado, ma anche dal Casentino e dal comprensorio pistoiese, per festeggiare la natività della Madonna nella Basilica della Santissima Annunziata.
Ovviamente, tale viaggio, oltre al devoto pellegrinaggio, era l?occasione per vendere al mercato dell?indomani esteso su tutta la piazza antistante la basilica, in via dei Servi e nelle immediate adiacenze. Per poter trovare, però, un buon punto di vendita dei loro filati, formaggi e funghi secchi, i contadini partivano dalle loro abitazioni molto tempo prima e illuminavano la notte con lanterne appese in cima ai bastoni.

Proprio con queste multicolori lanterne di carta o tela, aperte in cima per consentire alla candela o al sego dello scodellino di bruciare, giungevano a Firenze la sera prima della fiera, bivaccando la notte nei chiostri della Santissima Annunziata e sotto i loggiati della piazza anche se era impossibile dormire per le grida e gli sfottò di bande di giovani fiorentini. I contadini arrivati per la "Fiera della Nunziata" avevano aspetto solitamente goffo e dall?andatura incerta per il trasporto dei cesti stracolmi delle cose da vendere e l?impatto con la città era a volte addirittura scioccante.
Le donne, quelle più giovani, erano sempre oggetto di battute e commenti dei fiorentini notoriamente sarcastici (lo siamo ancora) e il 7 settembre era appuntamento obbligato al quale non si poteva mancare perché, anche se qualche volta le battute scadevano nel volgare, restava una sano momento di allegria verso le "fierucolone" o "fieruculone" (chiamate così perché partecipavano alla "fierucola".. ma anche per le dimensioni dei loro fondo schiena certamente non bisognosi delle attuali chirurgie plastiche). Infatti se la radice "fiero" ha attinenza con fiera o fierucola, la desinenza "colone" o "culone" dovrebbe oggettivamente riferirsi a colone in quanto di campagna e.. a certe circonferenze!

Da "fieruculona" si ebbe in seguito, per corruzione, la parola "rificolona" che tuttora usiamo come espressione critica e sarcastica per una donna vestita e truccata in modo vistoso.
Con il tempo, il 7 settembre divenne appuntamento notturno fantasioso con quella che era una vera tradizione ed ebbe così inizio la costruzione di lanterne, partendo proprio da quelle dei contadini, ?con la raffigurazione di quelle ?spose? in goffe figure femminili con un lume sotto la sottana, appese a lunghe canne e portate in giro con gran baccano di campanacci, urla e fischi assordanti. Veniva ripetuta anche una litania ?ona, ona ma che bella rificolona..." ?resa celebre dal commediografo Augusto Novelli e divenuta famosa come l?altro stornello: "Bello, bello, bello, chi guarda l'è un corbello".

Lasciando le rievocazioni per tornare all?evento, concludo ricordando come tutti gli spettacoli saranno ad ingresso libero e si svolgeranno all?aperto in Piazza della Passera e, in caso di pioggia, saranno spostati presso l?Auditorium del Musicus Concentus, Sala Vanni in Piazza del Carmine e sarà organizzata una raccolta di fondi per l?Associazione di volontariato Amici di Angal, onlus, che da 39 anni segue le sorti di un ospedale rurale in Uganda.


(pubblicato Terra di Toscana settembre 2006 e riportato sul blog in data odierna)

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"Le foto sono state pubblicate per gentile concessione dell'archivio storico Foto Locchi di Firenze ad esclusivo uso del presente articolo".

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