Italics: un’immagine della storia moderna

di Cinzia Colzi - pubblicato il 28 Settembre, 2008 in Mostre

Una delle poche, assolute, certezze rimaste è l'inesistenza della perfezione e, nell'ultimo decennio, abbiamo assistito alla crescita esponenziale di chi vive esclusivamente criticando gli altri o chi riesce solo a concentrarsi sulla parte negativa o assente.
Lo dimostra quotidianamente la programmazione tv che soggiace alla legge degli ascolti e, per ottenerli, obbligo di litigio, vero o costruito, ma sempre e comunque.
Per scelta di vita divenuta anche editoriale, tutto ciò è più lontano della galassia Hcm-6A.
Viene da ritenere troppo faticoso concentrarsi su una mostra tutt'altro che facile anche perché, per parlare di contemporaneo, presuppone essersi documentati o avere letto almeno qualcosina.
Dall'ultima indagine sulle abitudini, i connazionali che neppure sfogliano un libro l'anno superano il 62% e non arrivano all'8% quelli che ne leggono almeno sei.

In questo scenario la semplificazione di certa critica è scorciatoia facilmente percorribile da chi ha smarrito la sana umiltà per un'arroganza gridata sempre più forte. La critica è democrazia, non va bene quando è strumentale solo per colui la sostiene.
Nello specifico momento culturale, un plauso doveroso alle autentiche proposte di nuovi stimoli di ricerca di percorsi interpretativi individuali e la visita attenta di una mostra come questa non è solo il piacere di racconatere di esserci stati, ma diviene antidoto all'omologazione.
Il consiglio, allora, di organizzare una gita a Venezia così, oltre a vedere il nuovo ponte, potrete visitare / italics / a Palazzo Grassi (fino al 22 marzo 2009).

Un progetto molto ambizioso per raccontare gli ultimi 40 anni, partendo proprio dal quel paletto iniziale che il '68 rappresenta per la storia moderna, non solo italiana, un’antologia sulla nostra arte di quel lasso temporale tanto veloce da creare a molti la difficoltà di tenere il passo.

Attraverso la selezione di circa 180 opere di centinaio di artisti, Francesco Bonami, prova a tracciare un equilibrio generazionale fra i nati nei quaranta anni di riferimento fino a quelli della generazione precedente e già scomparsi.

Nelle note ufficiali si sottolina come il Curatore abbia voluto ribadire quanto in Italia sia difficile per gli artisti emergenti trovare spazio espressivo nel settore pubblico e la mostra può essere letta anche un “atto d’accusa al sistema culturale italiano”  e, attraverso un’istituzione privata (francese), il tentativo di collocare propriamente nomi non ancora riconosciuti come accade fuori dai confini.

Non credo sia importante "identificare un criterio di selezione di artisti e opere degni di essere rappresentativi di uno slancio rivoluzionario ma anche consapevoli del peso di una tradizione passata"  come pure l'esclusione di "artisti e lavori non ritenuti interpreti del proprio tempo"  perchè il risulato finale fa pensare, a qualsiasi livello lo si interpreti, ai collegamenti fondamentali dell'arte italiana degli ultimi decenni.
Ritengo valida anche la scelta del percorso tematico e non cronologico.

Bonami, durante la conferenza stampa non ha certo usato il politichese per giustificare le sue scelte, precisando che alcune opere di artisti, creatori di “schifezze” secondo il suo gusto personale, sono state comunque incluse, perché considerate significative di una tendenza o di un passaggio dell’arte contemporanea.

Concludo con il suggerimento che spesso ripeto, acquistare preventivamente il catalogo edito da Electa, iniziare a sfogliarlo, leggerlo a piccole dosi e dopo partire alla scoperta della vostra  / italics /
www.palazzograssi.it

 
Didascalie delle 4 immagini
in ordine di pubblicazione

1)
Maurizio Cattelan
All, 2008
9 sculture
Marmo bianco di Carrara
Dimensioni variabili
Courtesy l’artista e Marian Goodman, New York

2)
Mario Ceroli
Le bandiere di tutto il mondo,
1968 Terre colorate,
elementi di zinco Cm 1000 x 200
Collezione dell’artista

Salvo

Lapidi in marmo
Dimensioni variabile
Courtesy 1000eventi, Milano

3)
Renato Guttuso
I funerali di Togliatti, 1972
Acrilici e collage di carta stampate su carta incollata a quattro panelli di compensato 340 x 440 cm
MAMbo, Museo d'Arte Moderna di Bologna, deposito permanente della Direzione Nazionale Democratici di Sinistra

Pino Pascali
La vedova
Blu, 1968 Legno, pelliccia sintetica
Cm 152 x 280
Vienna, Museum Moderner Kunst Stiftung Ludwig, prestito della Osterreichische Stiftung Ludwig

Mario Schifano
Compagni, compagni, 1968
Smalto e spray su tela e perspex
Cm 200 x 300 Courtesy
Fondazione Marconi, Milano

Bruna Esposito
Oltremare, 2006
C-print
Cm 186,5 x 125
Milano, Federico Luger Gallery

Ugo Nespolo
Molotov, 1968
Inchiostro d’India e dattiloscritto su tela
24 x 18 cm
Collezione dell’artista

Francesco Gennari
Ascensione, 2004
Legno, marmo bianco cristallino, vetro, gusci di lumache
Cm 95 x 95
Legnano, Collezione Guerciotti, courtesy Zero…, Milano

4)
Lucio Fontana
Ambiente spaziale, 1968
Legno e gesso bianco
Cm 330 x 520 x 80
Fondazione Lucio Fontana, Milano


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