Ipnotizzata da una Toscana sconosciuta!

di Cinzia Colzi // pubblicato il 10 Agosto, 2008

Difficile dire con certezza che sia stata solo la suggestione del Castello dell'Aquila, le cui origini risalgono all'insediamento fortificato sul colle per il transito che dal centro Europa raggiungeva Roma, o della venuata alla luce,durante i lavori di restauro, il 19 febbraio 2004, di un sepolcro contenente lo scheletro integro di un Cavalliere ucciso da un colpo di balestra alla gola che il carbonio-14 ha datato quattrodicesimo secolo (scoperta che ha interessato il mondo scientifico e divenuta oggetto di studi universitari, antropologici e di medicina legale) di fatto, svegliandomi al castello, per un tempo indefinibile, ho avuto la sensazione di vivere nel passato, come se catturata dalla macchina del tempo.

Tornata nel presente il primo ricordo è di essere in vetta al torrione a dondolarmi su una sedia (di quelle appese) mentre fisso il volo di un rapace che poteva essere, appunto, un'aquila.
Come sia arrivata lassù, quanto il tempo trascorso e cosa abbia fatto in quel lasso, da quando ho aperto gli occhi fra le lenzuola della suite Cubitosa d'Este a quando i ricordi sono tornati nitidi, ancora adesso non sono in grado di dirlo, ho solo alcune certezze: la bellezza della natura della Lunigiana, la pace che ho respirato e assaporato oltre alla qualità della vita e la cordialità degli abitanti.

Grazie alla formula del Festival Lunatica (in luglio Fabiola vi ha anticipato l'edizione 2008) ho deciso di mollare ogni impegno di lavoro e sono partita alla scoperta di alcune delle località fra le più evocative della provincia di Massa-Carrara colmando una lacuna inspiegabile perché, pur conoscendo molto bene la nostra stupenda Terra di Toscana, non avevo mai soggiornato per approfondire le realtà di territorio ancora incontaminato che offre ogni varietà e grandi suggestioni capaci di stupire anche chi è abituato ai massimi della Versilia.

L'APT e i vari uffici turistici sono ben preparati e organizzati, anche con materiale informativo di eccellente qualità, per fornire supporto alla costruzione di qualsiasi itineriario (www.aptmassacarrara.it) per ogni singolo desiderio ed esigenza, ma se volete ispiravi al mio, tornerete a casa entusiasti!

Ho iniziato facendomi abbagliare dalle cave di marmo bianco, polo di attrazione per artisti di ogni epoca, un nome su tutti quello di Michegelo, che sceglieva personalmente in cava i blocchi da cui sarebbero usciti i noti capolavori.

Alla Cava del Polvaccio (Cava Michelangelo), in compagnia di Franco Barattini, la scoperta della lizzatura e la magia di una visione lunare perché la galleria permette di entrare nel cuore della montagna e vi lascio supporre le sensazioni..

... aplificate dal rientro a Marina di Carrara per un tuffo in un mare che qui vive in simbiosi con la montagna.

La seconda giornata, avendo la fortuna di avere la piena disponibilità di Francesco Poli, curatore della XIII Biennale Internazionale di Scultura (vi ha raccontato Elisa ieri), è trascorsa con una visita approfondita al Centro Internazionale delle Arti Plastiche, ospitato nell’ex Convento di S. Francesco.
Da lì, all'Accademia di Belle Arti dove, nell’Aula Magna (abitata da un gruppo di calchi di statue classiche) l'incontro ravvicinato con l’opera di Giulio Paolini in una tensione metafisica, un dialogo con il contesto per una complessa riflessione estetica tra passato e presente.
Il Prof. Marco Baudinelli, direttore dell'Accademia, mi ha spiegato nel dettaglio l'allestimento nella Sala dei Marmi dedicato a Pietro Cascella (scultore in pietra per eccellenza, scomparso il 18 maggio) e formato da una serie di bozzetti originali in gesso di importanti realizzazioni monumentali.
Non lasciatevi sfuggire la pubblicazione edita in occasione della Biennale contenente anche l'ultima lezione del Maestro.
Proseguendo ancora, visita a un prestigioso atelier di scultura, lo storico Laboratorio Nicoli  dove le mani di abili artigiani plasmano il marmo bianco più famoso del mondo e il passato lo si annusa nella polvere .

La giornata cultuarale è terminata con una passeggiata nel Parco della Padula dove sono in mostra due coppie di sculture in marmo, Eye-benches, di Louise Bourgeois, scultrice americana d’origine francese, quasi centenaria, tra i maggiori artisti viventi, icona della cultura femminista internazionale.

Dopo un altro tuffo in mare, potevo farmi mancare una cena a base del famoso "Lardo di Colonnata" nell'antico antico borgo di cavatori?
L'idea del lardo in estate vi sconvolge? Provatelo e poi mi direte se il termine sublime non sia appropriato!

A conclusione di ogni serata, uno spettacolo del Festival Lunatica in località sempre diverse, ma quello nel  piazzale delle Cave di Fantiscritti resterà per sempre scolpito nella memoria.

La mattina successiva, sul percorso per Fivizzano, una breve sosta a Soliera per visitare, in compagnia di Fabio Baroni, studioso di storia locale (consiglio la lettura dei suoi romanzi storici ambientati in zona) il cantiere della Fontana dei Parchi, opera progettata da Pietro Cascella in un luogo che si pone quale simbolo di incontro di 3 aree naturali protette (il Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano, il Parco Regionale delle Alpi Apuane e il Parco Nazionale delle Cinque Terre. Vi dettaglierò all'indomani della inaugurazione del prossimo inverno).

Fivizzano, avamposto mediceo in Lunigiana (borgo, Piazza Medicea, Chiesa dei SS. Jacopo e Antonio, Convento del Carmine di Cerignano) con visita al Castello Malaspina della Verrucola

con la sua mole spettacolare, esempio di architettura medievale, residenza e atelier di Cascella
 

La giornata si è conclusa a Gragnola, al castello con cui ho aperto questo racconto.

All'indomani, Lia Giambuti dell'Ufficio cultura del Comune di Villafranca in Lunigiana, ci ha accompagnato nella visita al borgo di Filetto, fortificazione di origine bizantina, e al Castello di Malgrate, con la spettacolare torre medievale alta oltre 20 metri, entrambe località del Festival Lunatica.

E ancora, il Castello di Fosdinovo e quello di Comano... in un percorso della via Francigena per una vera fuga dalla realtà quotidiana conclusa a Pontremoli, chiave di volta di tanti rapporti politici ed economici della regione e, ancora, città del libro per antonomasia, conserva oggi insospettati tesori artistici e offre un'atmosfera sempre varia e godibile.

La visita al Museo delle Statue Stele Lunigianesi, allestito nel Castello del Piagnaro, la possibilità di un suggestivo viaggio nel tempo alla scoperta di antiche testimonianze scolpite nella pietra.
Le statue stele della Lunigiana, straordinario esempio di arte preistorica, sono sculture antropomorfe in arenaria che testimoniano la religiosità e il misticismo dei Liguri-Apuani, popolazione risalente a tre millenni prima dell’epoca romana. 

Buone vacanze!

 

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